Nicola Tullo artista

Nicola Tullo artista Il pittore Nicola Tullo nasce a Bitonto il 12 Maggio del 1936 e si forma sotto la guida di Roberto De Robertis e Vito Stifano. Muore l'11 Luglio 2023

L’alto profilo della sua carriera artistica è testimoniato dai numerosi e prestigiosi premi assegnatigli. L’alto profilo della sua carriera artistica è testimoniato non solo dai numerosi e prestigiosi premi assegnatigli in tutta Italia, dalle collettive con altri protagonisti della scena artistica pugliese e dalle personali in Italia e all’estero, ma anche dalle autorevoli firme che hanno scritto

di lui. Vale la pena ricordare le Rassegne nazionali, tra le quali 1974 Biennale d’Arte Sacra, San Giovanni Rotondo; 1976 “Arte Sacra”, Palermo; 1988, la Theotokos nell’Arte Contemporanea, Tindari; 1988, Biennale d’arte Sacra, Fermo; 1994, Premio d’Arte “Mondadori”, Milano; 1987, Mostra Itinerante Hisoriae; 1999, II Rassegna d’Arte Contemporanea, Bari; XXVI “Premio Sulmona” Rassegna Internazionale d’Arte Contemporanea; VI Premio “Città di Prato”; Premio Contès- San Giuliano M.; 2007, I Premio “C. Pavese; ecc
Importante la “Raccolta. Pinacoteca Ninive” presso il Museo Archeologico di Bitonto;

Personali:
Venezia, Galleria “Il Riccio”
Genova, Palazzo D’Oria
Lecco, Galleria Civica Viscontea
Bari, Galleria “La Nuova Vernice”
Bari, Fortino S. Antonio
Matera, “La Scaletta”
Matera, Galleria d’arte moderna Albanese
Firenze, Gruppo Donatello
Ferrara, Galleria arte Moderna e Contemporanea “Agostino Tortora”

Numerose le opere in Istituzioni pubbliche e private. Tra gli autori dei testi critici sulle sue opere citiamo: Vittore Fiore, De Grada, Mariano Apa, Nello Ponente, Raffaele Nigro, Carlo Fabrizio Carli, Luigi Flauret, Pietro e Antonella Marino, Cataldo Leone, Nicola Pice, Nicola Ficarra, Manlio Chieppa, Nicola Ventafridda, Gaetano Mongielli, Giuseppe Incardona, Virginia Delle Foglie, Michele Campione, Giusy Petruzzelli, Gabriele Turola etc. Oltre alla attività artistica si è adoperato con passione e tenacia anche alla promozione di attività culturali, (come la costituzione dell’associazione “Cataldo Leone” e la pubblicazione degli scritti dello stesso prof. Leone o la celebrazione 750esimo anniversario della nascita, con una lectio magistralis di Leonardo Sebastio presso il teatro comunale di Corato nel 2015 e ancora il concorso di pittura per l’allestimento della sala consiliare del Comune di Corato); nella attività politica si è battuto, tra l’altro, per la Variante al P.R.G. – estensione della zona A2 ai fabbricati posti sull’anello esterno dello stradone- del Comune di Corato nel 1996;
Non meno importanti per lui, sono state le attività di volontariato con Don Luca Masciavè e con Movimento di spiritualità "Vivere In" di Corato e l’Università della Terza Età “Edith Stein”. Ha collaborato a varie riviste quali L’Officina, Vivere In, Meridiano Sud con articoli sull’arte;
Ha tenuto la rubrica spigolando nell’arte” sul quotidiano on line Coratolive
L’11 Luglio del 2023, dopo una lunga malattia si è spento nella sua casa in viale delle Rose a Corato

Si è conclusa con successo la visita guidata alla Pinacoteca "Ninive" presso la Fondazione De Palo Ungaro a Bitonto. Le ...
31/05/2026

Si è conclusa con successo la visita guidata alla Pinacoteca "Ninive" presso la Fondazione De Palo Ungaro a Bitonto. Le opere di Nicola Tullo hanno particolarmente coinvolto il gruppo degli Amici dei Musei di Corato che hanno apprezzato l'articolata presentazione di Pasquale Pisani. Ringraziamo sentitamente tutti coloro che hanno reso possibile l'evento con l'augurio che nel prossimo futuro ci possa essere sempre più interesse per la modernità della pittura del maestro.

21/05/2026
In occasione della festa della mamma un pensiero alle “madri di guerra”“Sono morta ancor prima di morire, uccisa dal dol...
10/05/2026

In occasione della festa della mamma un pensiero alle “madri di guerra”

“Sono morta ancor prima di morire, uccisa dal dolore” con queste parole Ecuba si rivolge a sua figlia Polissena che sta per essere sacrificata sulla tomba di Achille. Il verso 431, tra i più potenti della tragedia di Euripide intitolata alla regina di T***a, riassume tutta la sofferenza, la disperazione, l’impotenza di Ecuba vinta e violata dalla guerra: regina senza più patria, in attesa di un futuro incerto di schiava ma soprattutto madre senza più figli. Il lamento di Ecuba, madre sventurata, si leva contro la sofferenza e la disumanizzazione cui la guerra conduce.
La maternità è soggetto costantemente indagato da Nicola Tullo e la madre raffigurata in quest’opera sembra uscita dalla tragedia euripidea; non una madre maestosa e solenne, ode alla vita ma supporto di un tragico evento a dimostrazione che le autentiche opere d’arte parlano sempre anche al nostro presente. La forma disfatta del bambino, unitamente al mancato abbraccio totale della madre (il braccio sinistro della madre, come si vede sembra sconsolatamente rivolto verso il basso) mostrano la consapevolezza che il futuro del bimbo non è garantito e l’incendiato sfondo evoca un pericolo da cui cercare di fuggire.

Bruno Calvani, scultore ellenico?Nicola Tullo avrebbe lodato l’iniziativa che restituisce all’attenzione della comunità ...
23/04/2026

Bruno Calvani, scultore ellenico?
Nicola Tullo avrebbe lodato l’iniziativa che restituisce all’attenzione della comunità di Mola di Bari la figura di Bruno Calvani. Un’antologia delle opere dell’artista molese, indicato da Filippo De Pisis come “uno dei migliori giovani scultori che oggi abbia l’Italia” visitando il Padiglione italiano all’Expo Universale del 1937 a Parigi, è esposta nel castello Angioino-Aragonese di Mola di Bari per la mostra “Bruno Calvani. La luce sull’antico” organizzata e promossa dal comune di Mola e dalla cooperativa Armida, visitabile fino al 30 Settembre 2026.
Perchè Nicola Tullo avrebbe approvato l’iniziativa? Non solo a ribadire la sua ferrea convinzione della necessità della memoria come fonte di ogni sapere ma per la stima e ammirazione che provava per Calvani come testimoniano le sue stesse parole nello scritto di seguito riportato.

"Tutte le famiglie felici si assomigliano; ogni famiglia infelice è invece infelice a modo suo", è l'incipit famoso del ...
24/12/2025

"Tutte le famiglie felici si assomigliano; ogni famiglia infelice è invece infelice a modo suo", è l'incipit famoso del romanzo Anna Karenina di Lev Tolstoj che la Sacra Famiglia di Nicola Tullo, premiata nel 1976 alla “1a Rassegna Nazionale del Sacro nell’Arte Contemporanea” città di Palermo, evoca a suo modo. La resa dell’umanità dei personaggi ne esalta sentimenti inconfessabili, data la loro condizione di predestinati d’eccezione: Giuseppe appartato, sente di svolgere un ruolo “putativo” che ne limita l’ego, Maria, pur amorevolmente abbracciata al suo Pargolo, ne percepisce l’ineluttabile destino cui nulla potrà opporsi, nemmeno la sua straordinaria maternità; il Pargolo stesso appare sfigurato nel volto come a sottolineare la sua funzione “strumentale” al disegno divino. Il bue, attonito, pare attestare la tragica condizione degli umani cui lui fatalmente sente di non appartenere data la sua specifica natura. Solo quelle luminescenze rosso-brune scaldano una atmosfera cupa che rimanda alla cupezza dei nostri giorni e delle infinite sofferenze di famiglie infelici sparse in tutto il pianeta, Natale nonostante.

“Mi accolsero dunque i conforti del latte umano, ma non erano già mia madre o le mie nutrici a nutrirsene le poppe, bens...
11/05/2025

“Mi accolsero dunque i conforti del latte umano, ma non erano già mia madre o le mie nutrici a nutrirsene le poppe, bensì eri tu, che per mezzo loro alimentavi la mia infanzia, secondo il criterio con cui hai distribuito le tue risorse sino al fondo dell’universo. Tu, anche, mi davi di non desiderare più di quanto davi, e a chi mi nutriva di darmi quanto le davi.”
Sant’Agostino, “Le Confessioni” (Libro I, 6-7: Nascita e infanzia)

Con le sue possenti mani la madre ricopre quasi per intero il corpicino del suo figliolo preservandolo da qualsiasi pericolo e lasciando appena sgombro il suo volto impaurito. Riluce di bianco pallore lo sguardo materno consapevole e presago delle future intemperanze di un ribelle figliolo. Questi spunta come presenza fantasmatica alle sue spalle, rivelandosi in tutta la sua vigorosa possanza verso il mondo tentacolare (la casa).
In un tempo come il presente che vede salire al soglio pontificio un agostiniano, pare di intravedere nell’opera di Tullo una interpretazione molto personale del confronto esemplare tra madre e figlio, vissuto tanti secoli fa dal futuro Vescovo di Ippona e la sua pia genitrice Monica. Ricostruendo ex post la sua infanzia ed adolescenza, Agostino nelle Confessioni comprende il mistero della maternità che svela ed occulta allo stesso tempo la nostra indagine esistenziale: ”Ma più di questa [donna incinta], o mia dolcezza, mio Dio? Fui da qualche parte, fui qualcuno? Chi potrebbe rispondermi” (Ibidem).
Domanda ovviamente senza risposta, a meno di non dare un senso alla propria esistenza. Nell’attesa speranzosa, come non rivedere quei meravigliosi momenti con la propria madre quando soli con lei ci siamo ritrovati …“appoggiati ad una finestra prospiciente il giardino della casa (…) lontani dai rumori della folla intenti a ristorarci dalla fatica di un lungo viaggio in vista dell’attraversata del mare” (Ibidem).

Pasquale Pisani e Patrizia Tullo

Cerimonia di intronizzazione del Crocifisso di Nicola Tullo nella Chiesa di San Domenico a Corato
07/03/2025

Cerimonia di intronizzazione del Crocifisso di Nicola Tullo nella Chiesa di San Domenico a Corato

07/03/2025

Cerimonia di intronizzazione del Crocifisso nella chiesa di San Domenico a Corato

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