05/10/2022
L'estate appena passata è stata sicuramente una tra le più calde e siccitose di sempre. Mai come quest'anno abbiamo visto persone cercare refrigerio sotto le chiome, per se o per le proprie auto.
Poi al primo temporale ecco che gli alberi da protettori si trasformano in killer, dando inizio ai consueti commenti privi di fondamento: "sono troppo alti, vanno abbassati", "sono pericolosi perché non si fa la manutenzione" e visto che ci si sta lamentando si aggiunge "sporcano".
Quando si sceglie un albero, l'ultimo fattore che si prende in considerazione è se il luogo scelto per la messa a dimora è idoneo alla specie. Si sceglie secondo il nostro gusto estetico e spesso gli chiede che proietti la sua ombra dove vogliamo e da subito, poi però diventa ingombrante, ci spaventa se oscilla al vento, per non parlare di tutte quelle foglie che lascia cadere a terra.
Nessun albero è troppo grande, ogni specie raggiuge le dimensioni che gli sono consone a svolgere le proprie funzioni vitali, la perdita di alcune sue parti alle sollecitazioni meteo sono naturali e previste.
E' un essere vivente, gli dobbiamo l'aria che respiriamo, ha bisogno di ogni sua parte per espletare il suo compito, potature o tagli atti a lenire le nostre paure lo debilitano e lo espongono a patogeni che ne minano la salute e la stabilità.
Se pensiamo di mettere a dimora un albero, pensiamo che accompagnerà noi e chi verrà dopo di noi per molto tempo, impariamo ad apprezzarne il naturale portamento e se riteniamo abbia bisogno di cura (e non manutenzione), affidiamoci a persone o a ditte competenti.