Omar Lapecia Bis

Omar Lapecia Bis Marito, padre di due figli meravigliosi, e coinquilino di un gatto che ha scelto di condividere con noi la sua libertà.
(1)

La mia vita si è sempre intrecciata con le persone, con la scuola, con la terra, l’enogastronomia e i diritti costituzionali.

19/06/2026

CONEGLIANO - L'Anpi di Conegliano ha ufficializzato la costituzione del Presidio democratico per la memoria e la costituzione.

Niente di personale, siamo antifascisti. Ma la toppa di Bof è peggio del bucoIl Gazzettino ha acceso i riflettori su un ...
19/06/2026

Niente di personale, siamo antifascisti. Ma la toppa di Bof è peggio del buco
Il Gazzettino ha acceso i riflettori su un dibattito che, nel nostro territorio, non dovrebbe mai essere derubricato a semplice "questione di opinioni" o a scontro personale: l'antifascismo come valore costituzionale, fondante e non negoziabile.
L'articolo in questione cerca di fare il punto (complimenti alla giornalista) su una vicenda e su dichiarazioni pubbliche che hanno fatto discutere. Tuttavia, ciò che colpisce di più l'attenzione del lettore – e che merita un'analisi politica e culturale approfondita – non è tanto la premessa della discussione, quanto la conclusione firmata da Bof. Un finale che, paradossalmente, riesce nell'impresa di peggiorare l'intera dichiarazione originaria, trasformando un tentativo di posizionamento in un clamoroso autogol retorico.
La retorica del "Sì, ma..." e il depotenziamento dei valori
Quando si affrontano i temi della memoria storica e della tenuta democratica di una comunità, le parole hanno un peso specifico enorme.
La conclusione di Bof si rivela un perfetto esempio di come la "toppa" possa essere decisamente peggiore del buco. Invece di blindare il principio dell'antifascismo come terreno comune e precondizione di qualsiasi dialogo civile, le sue parole conclusive introducono elementi di relativismo che finiscono per sminuire e depotenziare la gravità della presa di posizione iniziale. È il classico meccanismo del "sono antifascista, però...", dove il "però" cancella tutto ciò che lo precede.
Perché la conclusione di Bof peggiora il quadro
Nel giornalismo d'opinione così come nel discorso pubblico, la conclusione è il momento in cui si tira la linea, si definisce il senso profondo dell'intervento e si consegna al lettore il messaggio chiave. Nel ragionamento di Bof, questo momento si trasforma in un elemento di profonda ambiguità per tre ragioni precise:
Normalizzazione e minimizzazione: La conclusione sposta l'asse del discorso dai valori universali della difesa democratica alle contingenze locali o alle schermaglie personali, quasi a voler suggerire che l'antifascismo sia una "fissa" di qualcuno e non un dovere di tutti.
Falsa equivalenza: Rischia di mettere sullo stesso piano la fermezza dei principi costituzionali e le provocazioni revisioniste, nel tentativo democristiano di non scontentare nessuno e di pacificare ciò che, per natura, non può essere pacificato.
Fragilità dell'affermazione: Se la premessa voleva essere netta, la chiusura svuota di convinzione l'intera dichiarazione, facendola apparire come una concessione formale dettata dal politicamente corretto piuttosto che come un valore profondamente sentito e praticato.
Il dovere della chiarezza sul nostro territorio
Non si può essere antifascisti con riserva, né si può trattare la memoria democratica come un fardello del passato di cui liberarsi in fretta nella conclusione di un articolo per poter passare ad "argomenti più attuali". Il tentativo di edulcorare le posizioni per calcolo o per quieto vivere è proprio il varco in cui il revisionismo storico e l'indifferenza trovano lo spazio per guadagnare terreno.
Crediamo che la difesa dei valori della Resistenza e della Costituzione passi prima di tutto dalla vigilanza linguistica e culturale. Quando la conclusione peggiora la dichiarazione, significa che c'è un problema di fondo nella cultura politica di chi scrive. E su certi valori, la nostra comunità non può permettersi ambiguità.
https://omarlapecia.it/niente-di-personale-siamo-antifascisti/

🇮🇹2 Giugno: senza lavoro non c'è Repubblica.🇮🇹L'articolo 1 della Costituzione non è una semplice dichiarazione d'intenti...
02/06/2026

🇮🇹2 Giugno: senza lavoro non c'è Repubblica.🇮🇹

L'articolo 1 della Costituzione non è una semplice dichiarazione d'intenti. Dice una cosa precisa: "L'Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro."

Non fondata sulla ricchezza. Non fondata sul privilegio. Fondata sul lavoro.

Per questo oggi, nella Festa della Repubblica, il mio pensiero va ai lavoratori e alle lavoratrici delle aziende in crisi, e in particolare a quelli di Electrolux presenti alla cerimonia. La loro presenza ha dato un significato ancora più profondo a questa giornata.

Perché il lavoro non è solo uno stipendio. È dignità, autonomia, possibilità di costruire il proprio futuro e quello della propria famiglia. È partecipazione alla vita della comunità. È cittadinanza.

Quando il lavoro viene meno, quando cresce la precarietà, quando centinaia di famiglie vivono nell'incertezza, non è in gioco soltanto l'economia. È in gioco la qualità della nostra democrazia. Senza lavoro e senza giustizia sociale, i diritti diventano più fragili e la Repubblica perde una parte della sua forza.

Celebrare il 2 Giugno significa allora ricordare che la democrazia non vive solo nelle istituzioni, ma anche nelle fabbriche, negli uffici, nei campi, nei negozi e in tutti i luoghi dove donne e uomini lavorano con dignità.

Oggi onoriamo la Repubblica difendendo il lavoro. Perché senza lavoro non c'è piena libertà, senza giustizia sociale non c'è vera democrazia.

🇮🇹 Buona Festa della Repubblica.
Dalla parte di chi lavora, sempre.

30/05/2026
29/05/2026
Electrolux, PD Conegliano: “Una crisi che colpisce l’intero territorio. Difendere il lavoro significa difendere la tenut...
29/05/2026

Electrolux, PD Conegliano: “Una crisi che colpisce l’intero territorio. Difendere il lavoro significa difendere la tenuta sociale della nostra comunità”

Oggi, come Partito Democratico di Conegliano, eravamo presenti assieme al consigliere regionale del Pd Paolo Galeano al presidio dei lavoratori Electrolux di Susegana per un confronto diretto con le RSU e con le lavoratrici e i lavoratori impegnati nella mobilitazione permanente a difesa del proprio posto di lavoro.

Un incontro importante per ascoltare le loro preoccupazioni, sostenere la mobilitazione e ribadire la vicinanza del Partito Democratico a una vertenza che non riguarda soltanto lo stabilimento, ma il futuro sociale ed economico dell’intero territorio.

Le cifre che emergono sono drammatiche: centinaia di esuberi diretti ai quali si aggiungono i lavoratori dell’indotto, delle cooperative e dei servizi collegati. Dietro a questi numeri ci sono persone, famiglie, mutui, giovani, fragilità sociali che rischiano di esplodere in una delle aree produttive più importanti della nostra provincia.

Non possiamo permettere che questa crisi venga affrontata soltanto con logiche finanziarie o con accordi al ribasso. Sarebbe un colpo pesantissimo non solo per Susegana ma per tutta la Marca Trevigiana. Quando un grande stabilimento entra in crisi, le conseguenze ricadono sui negozi, sulle attività locali, sui servizi, sulle comunità e sul tessuto sociale costruito in decenni di lavoro.

Electrolux ha beneficiato negli anni di importanti risorse pubbliche finalizzate alla ricerca, all’innovazione e allo sviluppo di produzioni sostenibili. Per questo oggi è necessario pretendere dall’azienda responsabilità, investimenti e garanzie concrete sul futuro produttivo e occupazionale del sito.

Il lavoro non è una voce di bilancio: è dignità, coesione sociale e futuro del territorio. La politica, le istituzioni e le forze sociali devono fare fronte comune per difendere posti di lavoro, competenze industriali e la stabilità delle nostre comunità.

Il Partito Democratico di Conegliano continuerà a sostenere ogni iniziativa utile a tutelare lavoratrici e lavoratori, chiedendo alla Regione Veneto e al Governo un impegno forte, immediato e concreto affinché questa vertenza trovi una soluzione che guardi al futuro e non alla semplice gestione dell’emergenza.

Omar Lapecia Bis
Partito Democratico Conegliano

ELECTROLUX: IL VENETO NON SI ARRENDENO AI LICENZIAMENTIDIFENDIAMO LAVORO, FAMIGLIE E TERRITORIODomani alle ore 13.30, pr...
28/05/2026

ELECTROLUX: IL VENETO NON SI ARRENDE
NO AI LICENZIAMENTI
DIFENDIAMO LAVORO, FAMIGLIE E TERRITORIO

Domani alle ore 13.30, presso lo stabilimento Electrolux di Susegana, incontro tra i consiglieri regionali del Partito Democratico e le RSU Electrolux.

Il Veneto deve fare fronte compatto, tra istituzioni, forze politiche e organizzazioni sindacali, per chiedere il ritiro del piano di licenziamenti.

I circa 400 esuberi previsti per Susegana, insieme ai posti di lavoro dell’indotto a rischio, rappresentano un colpo durissimo per il tessuto sociale, economico e produttivo del territorio.

Negli ultimi anni Electrolux ha ricevuto importanti finanziamenti pubblici e europei per innovazione, ricerca e sviluppo di prodotti green.
Per questo il territorio chiede rispetto, responsabilità e garanzie per il futuro occupazionale.

Serve una nuova politica industriale regionale capace di difendere il lavoro, le competenze e la dignità delle persone.

Al fianco delle lavoratrici e dei lavoratori.
Al fianco delle famiglie.
Per il futuro del Veneto.

24/05/2026

Pollenzo: i funerali di Carlo Petrini - La diretta I funerali di Carlo Petrini, fondatore di Slow Food, a Pollenzo. La cerimonia funebre, in forma laica, si svolge in un luogo fortemente simbolico: il cortile dell'Agenzia di Pollenzo, sede dell’Università di Scienze Gastronomiche 24/05/2026 00:00...

22/05/2026

Nella tarda serata di giovedì 21 maggio 2026, presso la sua abitazione, a Bra (Cn), all’età di 76 anni, è mancato Carlo Petrini.

Dalla sua grande capacità di visione e dall’amore per il bene comune, per le relazioni tra gli esseri umani, per la natura e la biodiversità sono nati Slow Food (1986), la rete internazionale di Terra Madre e l’Università degli Studi di Scienze Gastronomiche di Pollenzo (2004). È stato, inoltre, co-fondatore delle Comunità Laudato si’ (2017), ispirate all’enciclica di Papa Francesco.

𝐶ℎ𝑖 𝑠𝑒𝑚𝑖𝑛𝑎 𝑢𝑡𝑜𝑝𝑖𝑎, 𝑟𝑎𝑐𝑐𝑜𝑔𝑙𝑖𝑒 𝑟𝑒𝑎𝑙𝑡𝑎̀, amava dire Carlo Petrini che sintetizzava così la sua vita, convinto che sogni e visioni, quando sono belli, giusti, capaci di coinvolgere e vissuti con convinzione e passione, possono essere realizzabili. Sapeva sognare e divertirsi, costruire e ispirare, verso un concreto riscatto sociale, lavorando con le persone, i giovani in particolare, auspicando fraternità, intelligenza affettiva e austera anarchia.

La sua energia, la sua straordinaria empatia, la sua voglia di fare, il suo esempio di vita saranno la forza che guiderà tutti noi.

Il nostro ricordo è su slowfood.it

20/05/2026

È ora di dire basta,chi tace è complice

Indirizzo

Via Verdi 25
Castelfranco Veneto
31033

Notifiche

Lasciando la tua email puoi essere il primo a sapere quando Omar Lapecia Bis pubblica notizie e promozioni. Il tuo indirizzo email non verrà utilizzato per nessun altro scopo e potrai annullare l'iscrizione in qualsiasi momento.

Contatta L'azienda

Invia un messaggio a Omar Lapecia Bis:

Condividi