Francesco Guerini Architetto

Francesco Guerini Architetto Sono Francesco Guerini: architetto, designer e illustratore. Insegno il metodo del Il modo con cui viene raggiunta la risposta fa differenza.
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La creatività è sintesi: raccoglie i bisogni e li risolve tutti in una sola risposta. Il lavoro creativo è universale e si applica ogni volta che c'è bisogno di un progetto per dare risposta a un bisogno. Nella mia pratica professionale uso il Disegno corsivo descritto da Enzo Mari (MARI Enzo, Lezioni di disegno, 2008, Rizzoli). Usare il disegno corsivo significa disegnare molto a mano prima di pa

ssare al digitale, significa usare le mani per pensare, per trovare la soluzione migliore possibile. Una volta che l'idea è stata trovata, posso inserirla al computer (strumento fantastico e indispensabile) per tradurla nel linguaggio tecnico necessario a costruire. Usare il disegno corsivo significa anche trovare molte idee molto velocemente: solo la migliore diventa il progetto.

Ormai più di dieci anni fa pubblicavo questa immagine.Me ne sono ricordato oggi perché mi trovo in una situazione partic...
27/04/2026

Ormai più di dieci anni fa pubblicavo questa immagine.

Me ne sono ricordato oggi perché mi trovo in una situazione particolare: nel fine settimana mi sono ammalato e oggi, lunedì, non ho lavorato.

Potrebbe sembrare una cosa comune, in realtà ho l'ansia.

Sono una partita iva, perdere una giornata di lavoro incide in modo non trascurabile sul bilancio mensile, soprattutto questa fine mese in cui devo pagare la quota annuale di iscrizione all'Ordine, una delle rate dei contributi minimi Inarcassa (più una rata di una quota rimasta indietro l'anno scorso...), oltre alle scadenze familiari e personali.

Ho approfittato del riposo forzato e ho provato a contattare (senza successo) un cliente a cui ho inviato un preventivo una decina di giorni fa.
Da quando ho inviato la mail col preventivo è praticamente scomparso.
So per certo che è una persona onesta e corretta, l'unica spiegazione che mi do è che il prezzo che ho esposto deve averlo scioccato e avrà pensato che ho tentato di gabbarlo, visto che ho già lavorato per lui in passato ma si parlava di cifre decisamente diverse perché le situazioni erano molto diverse per contesto, tipologia e ambito. In quelle occasioni bbiamo maturato reciproca stima. Almeno fino a una settimana fa.

Mi do questa spiegazione perché, PER LA PRIMA VOLTA NELLA MIA VITA, ho tenuto fermo il proposito di non lavorare sottocosto.
Mi sono detto che piuttosto che trovarmi un'altra volta a maledirmi per aver accettato lavori pagati troppo poco avrei preferito non lavorare.
E comunque ho applicato una tariffa oraria inferiore a quella che (quando esistevano ancora le tariffe) veniva definita la “soglia minima di dignità professionale”.
Aggiornata al 2006 (cioè quando ho iniziato a lavorare).

Certo, le tariffe non ci sono più e “i prezzi li fa il mercato” ma proprio per questo la situazione non è buona: quello che per noi sarebbe il minimo sindacale è troppo alto per una famiglia normale (e per il mercato).

Il mese prossimo compio 48 anni, non sono un ragazzino inesperto, sono iscritto all'Ordine, mi occupo di architettura e di design degli interni da vent'anni. Ho lavorato molto e con risultati quasi sempre giudicati superiori alle aspettative. Non ho saputo trasformare questi successi in compensi equi perchè sono clamorosamente pessimo come imprenditore e in fondo il denaro mi ripugna. Non riesco a dare un prezzo al fare architettura, non ho scelto questo mestiere per i soldi, l'ho scelto perché me ne sono innamorato e pur di farlo ho accettato condizioni e conseguenze che non avrei dovuto accettare e che ho pagato care in termini economici e di portfolio (ma non voglio approfondire).

Insomma ho SEMPRE lavorato, ma guadagnandoci (io) poco, pochissimo, nonostante un sacco di complimenti, pacche sulle spalle e ringraziamenti al limite della commozione per il lavoro svolto.

So che mostrare questo aspetto (lamentarsi) è considerato una debolezza ma – francamente – mi sono rotto di questo marketing continuo e irrinunciabile in cui bisogna sempre mostrarsi belli, infallibili e di successo.

Ho un problema perchè C'È un problema e sono certo sia condiviso da altri colleghi.

Per risolverlo bisogna parlarne e – per quanto mi riguarda – almeno mettere in pratica i propositi minimi che mi sono prefissato ormai più di dieci anni fa: non per avidità, per sopravvivenza.

Un vecchio disegno che ho trovato facendo il trasloco.
02/02/2026

Un vecchio disegno che ho trovato facendo il trasloco.

A volte ai convegni mi annoio, allora disegno.Ho quaderni pieni zeppi di idee nate dal nulla.Progettare è un divertiment...
14/10/2025

A volte ai convegni mi annoio, allora disegno.
Ho quaderni pieni zeppi di idee nate dal nulla.
Progettare è un divertimento, lo farei volentieri per tutto il giorno, tutti i giorni.
A volte lo faccio anche quando non dovrei, ma è più forte di me.

Oggi VIDOC festeggia il primo anniversario.Ho curato il progetto dell'enoteca sotto ogni aspetto, interni, luci e disegn...
27/09/2025

Oggi VIDOC festeggia il primo anniversario.
Ho curato il progetto dell'enoteca sotto ogni aspetto, interni, luci e disegno dell'illuminazione. Sono molto soddisfatto del risultato, non è solo un progetto commerciale ma parla del vino in tutta la sua profondità. La selezione di vini che ci troverete è unica, come la passione di chi l'ha creata.

Ci vediamo lì :)

Enoteca progettata su misura a Crema, design accogliente e moderno. Spazi conviviali, arredamento circolare in legno e atmosfera calda.

Crema è la mia città.In questo periodo della mia vita non ci abito ma qui ho studiato, ho vissuto da adulto, suonato, co...
26/09/2025

Crema è la mia città.
In questo periodo della mia vita non ci abito ma qui ho studiato, ho vissuto da adulto, suonato, costruito la rete di amicizie vere. Ho partecipato alla vita sociale, politica e culturale di questa città.
Mi manca molto ma per fortuna non vivo lontano e appena posso torno a disegnarla. Perché la amo.
Fare ritratti delle persone che amo e che ho amato è sempre stato per me un modo per entrare in contatto, consolidare un legame, carpire gli aspetti profondi rappresentando la superficie.
Disegnare è approfondire, è riuscire a vedere quello che un semplice sguardo non dà la possibilità di raggiungere. Costringe ad immergersi nella realtà che si sta rappresentando.
Non serve realizzare un "bel disegno", non mi interessa l'aspetto pittorico (infatti non sono un pittore, sono uno che disegna).
Il mio modo di intendere il disegno è più una forma di fame. Non disegno per produrre un'opera, è piuttosto il contrario: realizzare un disegno è un'occasione di arricchirmi di ciò che sto disegnando, portarlo dentro.
Disegnare una città permette di capirla ed è un atto nobile perché significa voler conoscere e rispettare un ambiente condiviso, che è stato ed è abitato da altre persone, anche di quelle che l'hanno costruita un pezzo alla volta.
Un buon ritratto non si limita a rappresentare l'aspetto di una persona ma ne descrive la personalità.
Un disegno urbano - Urban Sketching – fa la stessa cosa.
E disegnando la mia città scopro ogni volta le ragioni per cui la amo.

Come architetto e disegnatore ho sempre avuto una certa preferenza per il disegno dei monumenti e qui mi sto divertendo ...
05/09/2025

Come architetto e disegnatore ho sempre avuto una certa preferenza per il disegno dei monumenti e qui mi sto divertendo con un particolare del Duomo di Cremona, che considero uno degli edifici più belli del nostro territorio, oltre ad essere storicamente e architettonicamente legato al Duomo di Crema, la mia città.
Sono stati realizzati entrambi dagli stessi costruttori, i Maestri Comacini, come è intuibile dal confronto fra le facciate dei transetti laterali del duomo cremonese con la facciata principale di quello cremasco.

Al di là degli aspetti storici il mio interesse è per l'architettura in sè, per quello che viene espresso attraverso la forma e per quello che si nasconde al suo interno.
E disegnare la cattedrale cremonese è certamente una soddisfazione.

Purtroppo non è altrettanto divertente disegnare l'architettura contemporanea, almeno qui da noi.
Le ragioni sono diverse e non mi va ora di entrare nel dettaglio.

Non sono un nostalgico in campo architettonico ma, per quanto riguarda il disegno, le architetture storiche di una certa rilevanza rivelano i segreti profondi della propria bellezza soltanto quando le si osserva per disegnarle ed è esattamente questa la parte divertente.

Disegnare è un modo per vedere meglio e capire. Disegnare svela la bellezza.

Per me la felicità è disegnare.Ho una matita in mano da quando ho tre anni, più o meno.Disegnare è per me istintivo e na...
01/09/2025

Per me la felicità è disegnare.
Ho una matita in mano da quando ho tre anni, più o meno.
Disegnare è per me istintivo e naturale, è la base quotidiana del mio lavoro di architetto (si, disegno ancora tanto a mano). È probabilmente la cosa che so fare meglio.
Ed è anche la cosa che ho trascurato di più.
Perché?
Perché ho sempre creduto (e mi sbagliavo) che se avessi cercato di migliorarmi in quello che NON so fare allora avrei potuto avere una carriera soddisfacente.
I fatti dimostrano che mi sono sbagliato. E di brutto.
Ho rinunciato a fare la cosa che so fare meglio e che mi dà gioia per inseguire il miraggio di una sicurezza impossibile per la mia generazione (che infatti non ho raggiunto).
Ho cercato di essere come chiuque altro rinunciando a quello che mi rende speciale.
Sono stato uno stupido e ho perso un sacco di tempo ma mi dico che non è mai troppo tardi per tornare ad allenarmi (si, il disegno va allenato) e a disegnare anche solo per il gusto di farlo.
Negli ultimi anni la vita mi ha messo di fronte a scelte impegnative su tutti i fronti.
Ho dovuto cambiare molte cose.
Sono dovuto cambiare.
Sto cambiando.
E voglio giocare con le mie carte, usare i talenti che ho, invece di rincorrere quello che non ho (e che non sono).
Lo so, è un'idea banale e mi sento un vero stupido a non averlo capito prima.
Ma tant'è... a volte le cose succedono solo quando è il momento.
È il momento è ADESSO.

P.S. ho tirato fuori dai cassetti, pulito e ricaricato tutte le penne, i rapidi e le stilografiche accumulate negli anni, per questo nelle fotografie ho le unghie nere.

Indirizzo

Crema

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