15/05/2025
Gentili colleghe, colleghi,
Cari Architetti.
Desidero esprimere personalmente ed a nome di tutta la lista, un sentito e profondo ringraziamento a tutte e tutti voi che avete voluto offrire il vostro sostegno, riconoscendo e accompagnando una visione dell’Ordine come luogo vivo di pensiero, di responsabilità collettiva e di confronto culturale.
Il voto che ci avete affidato ha rappresentato per noi molto più di un atto elettorale, è stato un gesto simbolico, espressione di una partecipazione consapevole e di una volontà comune: costruire un Ordine capace di riflettere, con coerenza e dignità, sulla propria funzione pubblica, sul suo ruolo critico e sulla sua responsabilità nel promuovere giustizia, cultura e pluralismo.
Ringraziamo sinceramente chi ha sostenuto il nostro percorso, così come chi ha contribuito al dibattito da posizioni diverse, con spirito costruttivo e apertura di visione. Perché è proprio attraverso il dialogo tra differenze, nella faticosa ma generativa tessitura del confronto, che si alimenta il senso più autentico della nostra comunità professionale.
Abbiamo scelto, fin dall’inizio, un linguaggio sobrio, riflessivo, lontano da ogni retorica. Abbiamo preferito l’interrogazione alla promessa, la profondità alla semplificazione, il pensiero critico all’autocompiacimento. L’Ordine, nella nostra prospettiva, non può limitarsi a esercitare funzioni amministrative: deve assumere un ruolo culturale attivo, essere presidio di etica e visione, spazio aperto alla complessità del nostro tempo.
Siamo convinti che il compito dell’architetto vada oltre il progetto in sé: esso è anche responsabilità sociale, capacità di ascolto, contributo alla costruzione di un paesaggio comune, inclusivo, giusto. In questa prospettiva, il valore e il ruolo della Fondazione si configura come leva culturale fondamentale: non semplice supporto tecnico, ma vero laboratorio di pensiero e ricerca, dove l’architettura può ritrovare la sua voce come strumento di immaginazione civica.
Più che mai oggi, in un contesto segnato da trasformazioni rapide e incertezze profonde, sentiamo il bisogno di un Ordine che sappia custodire l’integrità della professione e, al contempo, dialogare con le istanze della società, del territorio, del futuro. Un Ordine che sia luogo di pluralità e non di appartenenze chiuse, di elaborazione e non di mera gestione.
In questo spirito, rivolgiamo i nostri auguri più sinceri alla lista risultata vincente: che il mandato ricevuto possa tradursi in un impegno all’altezza delle aspettative, nel segno della trasparenza, del rispetto delle differenze, e della cura per il bene comune.
Continueremo a offrire il nostro contributo con determinazione e spirito di servizio, nella convinzione che lo spazio del pensiero architettonico sia, oggi più che mai, uno spazio eminentemente politico, culturale ed etico.
A tutte e tutti voi, la nostra più profonda gratitudine.
Con stima e senso di responsabilità
Architetti+diprima
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