Architetto Stefano E. Tini

Architetto Stefano E. Tini Architetto, vice Presidente dell' Ordine degli Architetti PPC della Provincia di Perugia.

"Nel cimitero delle nostre idee ognuno ha perso come ha potuto" (Adalberto Libera, Architetto)

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21/04/2026

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29/11/2025

Dura lex sed lex

Ho partecipato questa mattina ad un interessante convegno sulle modifiche prossime alla legge Regionale 01\2015 (Norme sul governo del territorio) in virtù di quelle al DPR 380 (testo unico sull'edilizia) apportate allo stesso dal cosiddetto decreto Salva casa. Il convegno è stato organizzato dal Collegio dei Geometri della Provincia di Perugia, presenti i rappresentanti degli Enti Locali, degli ordini e della rete delle professioni ecc. Tra i relatori vi erano, dopo i saluti istituzionali di rito, funzionari e tecnici di Comuni e Regione.

I lavori si sono aperti con l'intervento da remoto del Ministro Salvini che ha annunciato "a freddo" di portare a breve in CdM la riforma del DPR 380.
Dopo questo annuncio è iniziata l'analisi del Salva casa armonizzato con la rivisitazione della LR 1/2015.

Fatta eccezione per quelli tenuti dai tecnici della Regione, i vari interventi hanno di fatto smontato chirurgicamente tutto il Salva Casa mettendo in discussione ogni singolo articolo ed il relativo contenuto.

Dopo circa 4 ore di interventi ho chiesto la parola. E ho detto. Il quadro che emerge da questa discussione è disastroso. Dobbiamo capire cosa vogliamo fare da grandi.
Così non se ne esce perché, per quanto impegno e determinazione potranno metterci gli attori in campo, parleremo sempre delle pagliuzze e mai delle travi.
Da questa situazione si esce superando la legislazione concorrente tra stato e Regioni. Le leggi o le fa lo stato o le Regioni,altrimenti la sovrapposizione diventa un capestro irrisolvibile di prevalenza o meno di una norma sull'altra
Poi occorre che iniziamo a scrivere le norme "in lingua italiana", perché non è possibile seguire rimandi su rimandi per capire dove andare a parare.
E da ultimo ho fatto una domanda volutamente provocatoria e cioè: L'asseverazione ex DPR 445 conseguente all'attribuzione della delega di certificazione della conformità dell' intervento, ad esempio nella Scia o nella Cila, vale per l'intero procedimento o solo quando bisogna fare la denuncia all' autorità giudiziaria?

Perché se fosse così, come di fatto è nella realtà, in questo quadro normativo, meglio tornare al vecchio regime della concessione e dell' autorizzazione edilizia.

Debbo concludere, dopo quello che ho sentito dire stamattina a cominciare dall'analisi della norma sullo stato legittimo (art. 9 bis del DPR 380) che non esiste un fabbricato regolare e che ogni intervento costituirà di certo un abuso edilizio.

06/11/2025

Il mio intervento al Seminario Il restauro del moderno - I cinema del 900 organizzato dal Centro Studi Sisto Mastrodicasa il 30 ottobre 2025.

Il tema di oggi è particolare, un tema che supera sia l'aspetto storico-culturale, sia l'aspetto meramente tecnico, coinvolgendo in modo pressoché analogo le diverse professionalità qui oggi rappresentate.

Perché?

La ragione è semplice: riguarda il nostro personale vissuto. Potreste obiettare: la questione può riguardare tante altre categorie di edifici non solo le sale cinematografiche. È vero, ma per le nostre generazioni i cinema sono stati luoghi eccezionali che, nonostante la loro odierna frequente decadenza, sono comunque capaci di riportarci, a volte con nostalgia, all'indietro nel tempo.

I cinema come centri di condivisione e dibattito artistico, come fucine di integrazione ed emancipazione sociale. Questa specificità ha fatto sì che l'architettura delle sale cinematografiche del Novecento non solo rifletta l'evoluzione estetica e funzionale degli edifici, ma testimoni soprattutto il profondo cambiamento culturale e sociale che, attraverso il cinema, ha caratterizzato lo scorso secolo.

È evidente che, da un punto di vista metodologico, nell'approccio progettuale verso questo genere di opere, il loro valore semantico – ovvero la loro funzione – ha una valenza essenziale e determinante, tale da mettere quasi in secondo piano il loro valore sintattico o percettivo.

Questo deriva, oltre che dalla specificità della funzione stessa, anche dall'insieme di ciò che questa funzione ha significato nella vita di ciascuno.

Tali luoghi sono divenuti emblematici nel tempo, caratterizzando la vita di ogni città, anzi, di ogni realtà urbana, attraverso il loro evolversi da semplici spazi per la proiezione di film a luoghi di evasione e, al tempo stesso, di riflessione, di scambio e di crescita culturale.

Ma i cinema sono stati anche e soprattutto cattedrali di sogni, di speranze e di ancestrali illusioni. Perché l'esistenza non è data solo dal lato reale delle cose, ma anche da tutto ciò che ognuno di noi conserva gelosamente nella propria mente e nella propria anima.

Tutto questo non trova sintesi migliore che in quel capolavoro assoluto del Maestro Giuseppe Tornatore, vincitore del premio Oscar, che è Nuovo Cinema Paradiso.

Se una sera vorrete proprio portarmi in un multisala, allora ditemi: "Andiamo a vedere un film". Ma non ditemi mai: "Andiamo al cinema". Perché questi attuali "non-luoghi", privi di qualsiasi significato, a mio parere, con il cinema non hanno nulla, ma proprio nulla, a che vedere.

Andare al cinema non significa solo recarsi in una sala dove si proietta una pellicola. Significa entrare in un mondo nel quale, attraverso lo spegnersi graduale delle luci, la nostra percezione dell'opera cinematografica entra inevitabilmente in simbiosi con l'architettura e la storia di quel luogo. E quindi?

Penso che come Architetti, di fronte a temi come questo, abbiamo una sfida epocale davanti a noi: trovare un senso dentro il cambiamento, leggere in esso i segni di una nuova sensibilità, e dare forma a spazi capaci di accogliere le nuove modalità di incontro, di visione, di condivisione, facendo si che l’architettura, nel rispetto del principio di reversibilità, sia sempre testimonianza della contemporaneità. In fondo, il nostro mestiere oggi come ieri è sempre lo stesso: restituire un’anima ai luoghi, anche quando il mondo intorno cambia.

Stefano Tini
Vice presidente dell' Ordine degli Architetti PPC della Provincia di Perugia

Ieri mattina in qualità di Vicepresidente dell'Ordine degli Architetti PPC della Provincia di Perugia ho partecipato, in...
23/10/2025

Ieri mattina in qualità di Vicepresidente dell'Ordine degli Architetti PPC della Provincia di Perugia ho partecipato, insieme ad altri rappresentanti di Ordini professionali e associazioni di categoria, alla seduta della seconda Commissione Consiliare del Comune di Perugia sull'Ordine del Giorno, presentato da Margherita Scoccia e approvato all' unanimità da tutte le forze politiche presenti, inerente la possibilità per i professionisti di richiedere l'anticipazione sull'onorario fino al 10% dell'importo complessivo della prestazione nelle gare per l'affidamento dei servizi di architettura e ingegneria. Un risultato importante per i professionisti, in attuazione di una recente modifica normativa dl codice degli appalti, anche per l'attenzione mostrata dal Comune di Perugia verso il mondo delle professioni, sia attraverso l'ascolto delle istanze e dei contributi tematici portati dai vari ordini tra cui il nostro, sia per l'aver espresso, sulla questione, unanimità di voto tra maggioranza e opposizione.

26/06/2025

Ringrazio Il Consiglio dell'Ordine degli Architetti della Provincia di Perugia per l'onore di avermi eletto alla carica di Vicepresidente unitamente alla collega Veronica Benedetti . Ringrazio in particolare La Presidente Virna Venerucci per aver proposto la mia candidatura, il segretario Paolo Tognaccini, il Tesoriere Matteo Rossi e tutti i membri del nuovo Consiglio, con i quali sono convinto riusciremo a fare un buon lavoro nell'interesse generale di tutti i colleghi iscritti e nello spirito dell'art. 54 della La Costituzione Italiana , adempiendo "con disciplina ed onore", alle funzioni affidateci. Un grazie particolare al Presidente uscente Marco Petrini Elce e al collega Paolo Moressoni che hanno fermamente voluto la mia candidatura alle ultime elezioni per il rinnovo del Consiglio. Un grazie a tutti i colleghi che hanno avuto fiducia in me e che spero di onorare al massimo delle mie possibilità.

14/05/2025

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Perugia

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