15/03/2023
…Tanti piccoli pezzi non fanno una casa...
Letti, armadi, tavoli, divani, sistemi di illuminazione,
complementi di arredo, componenti della cucina…sono
solamente singole voci. A volte possono essere anche vere e
proprie opere d’arte, mobili costruiti su misura, capaci di
illuminare un angolo o una intera stanza…
Ma senza una visione d’insieme, una “prova d’orchestra”, una
concezione corale dell’intero spazio, l’armonia ne risulterà
compromessa se non carente. Non sempre poi il “direttore
d’orchestra”- l’architetto, l’interior designer- troverà quel magico
accordo fra il committente, la casa nel suo insieme e gli
elementi che ne costituiscono lo spartito interno.
Ecco perché è importante, anzi fondamentale, riuscire a
trasporre nell’ambiente casa tutta quanta la personalità, il
carattere, l’aurea di chi prenderà parte attiva alla vita della
propria abitazione.
Non è assolutamente facile riuscire a raggiungere
quell’equilibrio, quella “coerenza”, quell’accordo sopra descritto;
mediare tra ciò che si ritiene “bello”, ciò che piace e ciò che
correttamente si inserisce nell’ambiente, trovare quella sintonia
fra gli spazi e i contenuti, quell’equilibrio tra dentro e fuori,
quella grazia e quella coerenza fra i vari elementi, fra i colori e
i materiali, fra il progetto e la persona….quell’”unicum” tra
l’uomo e il suo “habitat”…
Ma questo è, a mio parere, quello a cui devono tendere i nostri
sforzi di progettisti, più che imporre un nostro “dogma”, ma
questo è anche quello a cui si devono far “guidare” e condurre i
committenti, per un giusto e corretto “progetto di casa”.