10/04/2026
LA CA****LA DI SAN LODOVICO A SERRAVALLE PISTOIESE
La ca****la dedicata a Lodovico d'Angiò si colloca nel complesso della Pieve di Santo Stefano, nel centro storico di Serravalle Pistoiese, e rappresenta uno spazio devozionale derivato dalla trasformazione di un ambiente confraternale di età moderna. La sua configurazione attuale è il risultato di una progressiva stratificazione architettonica che ha interessato la pieve e i suoi ambienti annessi tra il XVI e il XIX secolo.
Originariamente la chiesa medievale presentava un impianto semplice, a navata unica, coerente con l’architettura religiosa dei piccoli centri fortificati toscani. Con il progressivo sviluppo delle confraternite e delle pratiche devozionali tra Cinquecento e Seicento, gli spazi interni della chiesa furono articolati mediante la realizzazione di altari e cappelle laterali. In questo contesto si colloca l’ambiente che oggi costituisce la ca****la di San Lodovico, verosimilmente legato alle attività di una compagnia religiosa locale e successivamente destinato al culto del santo patrono del borgo.
Dal punto di vista morfologico la ca****la presenta una configurazione architettonica semplice e raccolta. L’impianto planimetrico è di forma rettangolare, con dimensioni contenute e con l’altare collocato lungo la parete di fondo. Le murature sono costituite da paramenti portanti in pietrame locale, tipici dell’edilizia storica del borgo, successivamente intonacati. La copertura è realizzata mediante una volta intonacata, probabilmente a botte ribassata o a vela, soluzione frequente nelle cappelle confraternali di età moderna. L’apparato decorativo è sobrio e caratterizzato da superfici intonacate e tinteggiate, mentre il pavimento e gli elementi lapidei contribuiscono alla definizione dello spazio liturgico e dell’accesso alla ca****la.
I rilievi geometrici e materici effettuati sull’ambiente hanno consentito di documentare con precisione la configurazione architettonica della ca****la e di rilevare lo stato di conservazione delle superfici e degli elementi costruttivi. L’analisi del degrado ha evidenziato la presenza di diverse tipologie di alterazione dei materiali, tra cui fenomeni di degrado superficiale degli intonaci e delle tinteggiature, discontinuità e usura dei pavimenti, nonché fenomeni di degrado di natura antropica riconducibili a interventi impropri, manomissioni e utilizzi non compatibili con le caratteristiche storiche del manufatto.