17/12/2025
un’indagine in più è un problema in meno dopo. La fretta non è mai buona consigliera!
Se non faccio interventi strutturali, sono comunque responsabile di eventuali problematiche?
La risposta, per chi è del mestiere, è OVVIAMENTE SÌ.
Eppure continuo a vedere questo aspetto clamorosamente sottovalutato.
Quando facciamo una ristrutturazione, anche se formalmente non interveniamo sulla struttura, ci stiamo comunque assumendo una responsabilità rispetto a eventuali problemi che dovessero emergere.
Le nostre amate Norme lo dicono chiaramente (Capitolo 8.3): non esiste il concetto di “non ho toccato la struttura, quindi non mi riguarda”.
Per questo, qualunque sia il nostro ruolo, committenti, professionisti, imprese, è fondamentale stare molto attenti.
Ecco alcuni esempi di interventi che vanno trattati con grande consapevolezza (dico attenzione, non allarmismo: spesso non succede nulla, ma le scelte vanno fatte sapendo cosa si sta facendo):
- nuovi impianti o nuovi pavimenti su solai esistenti o storici;
- tracce per nuovi impianti su murature portanti;
- demolizione o realizzazione di nuovi tramezzi;
- interventi in copertura con nuovi pacchetti isolanti;
- le sempre amatissime vasche idromassaggio (vi invidio, ma occhio).
E potrei continuare a lungo.
Nella maggior parte dei casi non serve fare nulla.
Ma fidatevi: la volta che va male, va male davvero, e non parlo solo di sicurezza strutturale, ma anche di conseguenze legali ed economiche.
Un confronto preventivo in più, un saggio stratigrafico, una verifica mirata, qualunque indagine che ci permetta di decidere in modo consapevole, costano sempre meno di un problema affrontato dopo.
In foto: situazione “ad effetto”.
P.s. siamo responsabili anche se ignoriamo una problematica, ma questa è un'altra storia!
Non è terrorismo psicologico. È esperienza.
(e anche se lo fosse beh, pace!)
Con affetto, Braian Ietto