12/07/2022
I super bonus condannati dalla cessione del credito.
Ad oggi i bonus che permettono la riqualificazione di un fabbricato ad uso abitativo stanno diventando un pugno allo stomaco, ad esempio il bonus facciate 90% da gennaio e' diventato al 60% dove su un computo metrico la committenza investirebbe solo il 40% uso un condizionale perché non e' cosi, un po' in tutta Italia quel 60% in mano alle banche diventa il 35% poiché le banche si aggrappano ad un business netto del 25% sul credito mentre agli inizi ne era solo il 10%.
Stessa trafila per il bonus demolizione e ricostruzione o bonus ristrutturazione entrambi al 50% quindi la committenza prima investiva al 50% più il 10% delle banche, oggi si arriva dal 50% più il 25% delle banche quindi solo un vantaggio del 25% che ad esempio pratico su un computo metrico sui lavori di 100.000,00€ il committente passa da un 60% dalle proprie tasche ad un ammontare oggi del 75%, dulcis in fundo scadenze chiuse al 30 settembre per le mono familiari e bifamiliari separate.
L'argomento più scottante e' sicuramente il super bonus 110% nominato tale in quanto a quest'ultimo si possono aggiungere eco bonus e sisma bonus attenendosi all'allegato A delle spese permesse e soglia massima.
Perché si e' nominato 110%?
E' semplice, il 100% rimaneva la cessione del committente per i lavori a zero investimento dalle tasche del committente e il 10% della banca che scontava il credito, oggi siamo al 25%, tuttavia facendo quadrare i conti al committente resterebbe sempre a zero spese ma a rimetterci e' un altro importante attore, colui che investe, o meglio che anticipa ed e' l'impresa edile ormai tutte soffocate dai Sal, che di questo passo difficilmente si arriverà alla data del 31 dicembre 2023.
Come mai e' successo tutto questo?
La ragione e' molto articolata, tuttavia non dimentichiamo chi e' il nostro attuale presidente del consiglio, un liquidatore, un banchiere, la risposta e' scontata per capire chi e' l'attore che ci guadagna, le banche.
Dal mio canto credo che questi due anni circoscritti di questi bonus, nelle mani di Giuseppe Conte sarebbero stati un vero volano economico, con una mentalità più patriottica, populista e lungimirante vero il benefit degli italiani, inteso come uomo politico e non come partito di appartenenza.
Tuttavia buon lavoro a tutti i tecnici e imprese immersi in questa speranza economica.