26/04/2016
IL Restauro in parte della storica Villa Antinori situata sul Monte Aguglioni considerata la Terrazza con ampia veduta su Firenze,la cui facciata appare sull’etichetta di uno dei più famosi vini che ha fatto la storia del Chianti Classico nel suo territorio e nel mondo.
Appartenuta a una delle più grandi famiglie Toscane produttori di vino dalla fine dell’Ottocento fino ad oggi, questa stupenda villa, che si trova a soli 5 chilometri da Firenze, è ricca di storia.
Dal 1498 al 1517 fu proprietà della potente famiglia Del Giocondo a cui appartenne la celebre Monna Lisa, moglie di Francesco di Bartalomeo del Giocondo, detta appunto “La Gioconda”, ritratta da Leonardo Da Vinci intorno al 1505.
Da qui sembra che venisse Baldo D’Agugliano, giurista e uomo politico Fiorentino, contemporaneo di Dante Alighieri, che il Sommo Poeta cita due volte nella Divina Commedia come il “Villan D’Aguglion”.
Fù,infatti, il D’Agugliano a emettere la sentenza, che il 2 settembre 1311, escluse Dante Alighieri dall’amnistia, impedendogli il rientro in Patria dopo l’esilio.
L’aspetto attuale della villa e dei suoi giardini, si deve alla cura e passione della Marchesa Nathalie Antinori che all’inizio del XX secolo la rinnovò, aiutata da suo fratello Egisto Paolo Fabbri, Architetto, artista, ma soprattutto grande collezionista di Paul Cézanne,
di cui arrivò a possedere ben 32 dipinti di altissima qualità.
Il restauro eseguito principalmente sulle balaustre e capitelli della scala esterna compreso il rifacimento degli intonaci a rilievo con materiali traspiranti e fibrorinforzati adiacenti al giardino, compreso le cornici in pietra arenaria delle finestre della facciata.
Il restauro comprendeva il cosolidamento delle parti in fase di degrado, la ricostruzione delle parti mancanti completamente con materiali prodotti in laboratorio considerando la stessa granulometria del lapideo già esistente
creando un betoncino adeguato considerando tutti criteri di reversibilità dei materiali sia originali sia con quelli ricostruiti, secondo tutti i criteri e le richieste della Sovraintendeza di Firenze.
Successivamete abbiamo dato un'aspetto cromatico con pigmenti a dispersione acquosa, per rendere l'aspetto delle ricustruzioni eseguiti, tenedo conto alle originali colorazioni di vario genere come invecchiamento delle parti già esistenti.
Procedento con l'impreganzione degli stessi fino al completo assorbimento a saturazione.