06/09/2026
La chiamano “fortuna”. Dicono “tanto tu stai a casa”.
Poi ci sei tu, che ti svegli ogni mattina e inizi un lavoro che non ha orari, non ha ferie, non ha stipendio.
Crescere i figli, mandare avanti una casa, essere presente al 100% per ogni loro richiesta, ogni giorno, da A a Z.
Un carico mentale e fisico immenso che troppi considerano “invisibile”. Ma c’è qualcosa di ancora più invisibile che ti porti dentro: il dolore.
Convivere con malattie che non si vedono da fuori – come la fibromialgia, la spossatezza cronica, i dolori muscolari, gli sbalzi della menopausa , questi sono alcuni esempi la lista è infinita … – significa combattere una guerra silenziosa contro il proprio corpo. E la cosa più triste è che spesso il giudizio più feroce arriva proprio da altre donne.
Critiche dettate dall’incomprensione, o forse dall’invidia, nascoste dietro a frasi tossiche come “ma se sei così solare, allora non hai niente” o “c’è chi sta peggio”.
Certo, c’è sempre chi sta peggio. Come c’è chi sta meglio, come c’è chi finge che sta meglio!
Ma nessuno può misurare la sofferenza degli altri. Ognuno conosce il proprio dolore. E nessuno ti chiede di comprenderlo fino in fondo, ma tutti hanno il dovere di rispettarlo.
Siamo macchine da combattimento per quanto riusciamo a sopportare, ma abbiamo anche il diritto di dire che siamo stanche. Stanche di giustificarci, stanche di non essere viste. Il lavoro in casa è lavoro.
Il dolore invisibile è dolore reale. Meritiamo rispetto. Sempre. 💪✨
Imparare ad stare zitti e trattenere la lingua è un compito gigantesco, nonnè facile dire la verità, per questo molte seguono mentendo , infatti tutto bene è la frase più detta in tutto il Mondo. Intanto io so bene e tu anche lo sai che è così!
E ora dimmi e te come stai ?
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