Architetto Norberto Rossi

Architetto Norberto Rossi Lo studio è attrezzato per affiancare il cliente in tutte le fasi edilizie

Quando i prodotti super ecologici ti tradiscono...
21/11/2025

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Nuoro, il proprietario dovrà essere risarcito

I manuali del CUGGINO...
31/10/2025

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31/10/2025

Ecco una nuova 𝐩𝐫𝐨𝐩𝐨𝐬𝐭𝐚 𝐝𝐚 𝐢𝐧𝐬𝐞𝐫𝐢𝐫𝐞 𝐧𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐫𝐢𝐟𝐨𝐫𝐦𝐚 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐞 𝐩𝐫𝐨𝐟𝐞𝐬𝐬𝐢𝐨𝐧𝐢 𝐢𝐧𝐭𝐞𝐥𝐥𝐞𝐭𝐭𝐮𝐚𝐥𝐢 𝐩𝐢𝐚𝐧𝐢𝐟𝐢𝐜𝐚𝐭𝐚 𝐝𝐚𝐥 𝐆𝐨𝐯𝐞𝐫𝐧𝐨

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⚖️ 𝗟'𝗼𝗯𝗯𝗹𝗶𝗴𝗼 𝗱𝗶 𝗰𝗿𝗲𝗱𝗶𝘁𝗶 𝗳𝗼𝗿𝗺𝗮𝘁𝗶𝘃𝗶 𝘃𝗶𝗼𝗹𝗮 𝗹𝗮 𝗖𝗼𝘀𝘁𝗶𝘁𝘂𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲

La Costituzione italiana, all’articolo 33, stabilisce chiaramente:

> “L’arte e la scienza sono libere e libero ne è l’insegnamento.
> [...] È prescritto un esame di Stato per l’abilitazione all’esercizio delle professioni.”

Questo significa che:

- Per esercitare una professione regolamentata (come ingegnere, architetto, medico, avvocato), basta aver conseguito il titolo di studio previsto e superato l’esame di Stato.
- Una volta abilitato e iscritto all’albo, il professionista è legittimato a esercitare la propria attività.

🔴 Pretendere l’accumulo di crediti formativi per poter continuare a esercitare non è un aggiornamento: è una condizione aggiuntiva non prevista dalla Costituzione.

È come dire che l’abilitazione non basta più. Che l’esame di Stato non è sufficiente. Che l’iscrizione all’albo è condizionata da un sistema di punteggi arbitrari.

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🎓 Il paradosso dell’esperienza ignorata

Un professionista con 15 - 20 o 30 anni di iscrizione, che esercita ininterrottamente ogni giorno, che si confronta con normative, tecnologie, responsabilità, è già aggiornato per definizione.

La sua competenza si evolve con la pratica, con la realtà, con la responsabilità quotidiana.

Costringerlo a frequentare corsi improbabili, spesso generici, talvolta inutili, per accumulare “punti” è:

- una forzatura burocratica,

- un ricatto istituzionale,

- e una violazione del principio di proporzionalità e ragionevolezza sancito dalla giurisprudenza costituzionale.

- è un insulto ai professionisti che per la maggior parte dei casi sono già iperformati.
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🛑 In sintesi

- L’abilitazione professionale è già regolata dalla Costituzione.
- L’obbligo di crediti formativi per esercitare aggiunge un vincolo non previsto dalla legge fondamentale dello Stato.
- È incostituzionale subordinare il diritto al lavoro a un sistema di punteggi arbitrari, soprattutto per chi ha già dimostrato competenza e continuità professionale.
- e il paradosso si aggrava ulteriormente se si considera che lo Stato, negli ultimi anni, ha abrogato il diritto a percepire tariffe minime professionali, e ha introdotto un obbligo incostituzionale ovvero che in assenza di crediti formativi, si possa vietare il diritto al lavoro a professionisti regolarmente abilitati e iscritti agli albi.

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📜 𝐏𝐫𝐨𝐩𝐨𝐬𝐭𝐚 𝐝𝐢 𝐫𝐢𝐟𝐨𝐫𝐦𝐚: 𝐟𝐨𝐫𝐦𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐜𝐨𝐧𝐭𝐢𝐧𝐮𝐚 𝐟𝐚𝐜𝐨𝐥𝐭𝐚𝐭𝐢𝐯𝐚 𝐞 𝐯𝐚𝐥𝐨𝐫𝐢𝐳𝐳𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐝𝐞𝐥 𝐦𝐞𝐫𝐢𝐭𝐨

Si propone al Governo di abrogare l’obbligo di frequenza dei corsi di formazione continua come condizione necessaria per l’esercizio delle professioni regolamentate.
Tale obbligo, nella sua formulazione attuale, risulta incompatibile con i principi costituzionali sanciti dall’art. 33 della Costituzione, secondo cui l’accesso alle professioni è garantito dal possesso del titolo di studio e dal superamento dell’esame di Stato.

La proposta è di sostituire l’obbligo con un sistema facoltativo di aggiornamento, che:
- non condizioni il diritto al lavoro,
- non imponga vincoli burocratici o punteggi arbitrari,
- non penalizzi i professionisti con lunga esperienza, già aggiornati per effetto dell’esercizio quotidiano ed ininterrotto della professione.

I corsi di formazione dovranno invece essere:
- liberamente scelti dal professionista,
- finalizzati all’arricchimento del curriculum,
- valorizzati esclusivamente ai fini dell’accesso a incarichi pubblici o a ruoli che richiedano competenze specifiche e certificate.

In questo modo, si garantisce:
- il rispetto della libertà professionale,
- la valorizzazione del merito e dell’esperienza,
- la coerenza con i principi costituzionali,
- la semplificazione del sistema ordinistico,
- e una reale modernizzazione del settore, non fondata su obblighi formali ma su competenze sostanziali.
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31/10/2025

𝐈𝐥 𝐠𝐨𝐯𝐞𝐫𝐧𝐨 𝐡𝐚 𝐚𝐯𝐯𝐢𝐚𝐭𝐨 𝐥𝐚 𝐫𝐢𝐟𝐨𝐫𝐦𝐚 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐞 𝐩𝐫𝐨𝐟𝐞𝐬𝐬𝐢𝐨𝐧𝐢, ma continua l'errore:
Non serve una revisione dell'equo compenso, 𝐬𝐞𝐫𝐯𝐞 𝐥'𝐨𝐛𝐛𝐥𝐢𝐠𝐨 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐞 𝐭𝐚𝐫𝐢𝐟𝐟𝐞 𝐦𝐢𝐧𝐢𝐦𝐞, la differenza è sostanziale non semantica

Signore e signori,
il Governo ha avviato la riforma delle professioni. Bene. Ma c’è un nodo che resta irrisolto, e che non possiamo più accettare in silenzio: la mistificazione del termine “equo compenso”.

Oggi è tempo di chiarire una distorsione concettuale che il Governo e che tutti i governi continuano a perpetuare: quella tra compenso e tariffa professionale.

Non sono sinonimi. Non sono intercambiabili. E non tutelano allo stesso modo il lavoro intellettuale.

🫰𝐂𝐨𝐦𝐩𝐞𝐧𝐬𝐨: 𝐢𝐥 𝐭𝐞𝐫𝐦𝐢𝐧𝐞 𝐠𝐞𝐧𝐞𝐫𝐢𝐜𝐨 𝐢𝐧𝐚𝐝𝐚𝐭𝐭𝐨 𝐩𝐞𝐫 𝐥𝐞 𝐩𝐫𝐞𝐬𝐭𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐢 𝐢𝐧𝐭𝐞𝐥𝐥𝐞𝐭𝐭𝐮𝐚𝐥𝐢

Il compenso è una cifra unica, spesso forfettaria, che può essere attribuita a qualsiasi lavoro , anche non qualificato.

Il compenso è un valore generico, che non tiene conto della complessità, della responsabilità, né della struttura tecnica della prestazione e della natura intellettuale e pubblica



Il compenso è una retribuzione che può spettare a chiunque svolga un’attività lavorativa, manuale, od occasionale.

È un concetto ampio e trasversale, che include:
- lavoratori subordinati e autonomi,
- collaboratori occasionali,
- prestatori di servizi non professionali.

Il compenso può essere pattuito liberamente, anche senza parametri di riferimento, e non implica necessariamente una qualifica professionale né un percorso formativo certificato.

Chi ottiene un compenso non ha necessità di aver conseguito un percorso formativo certificato dalle Università, dallo Stato tato e dagli Ordini professionali

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🎓 𝐎𝐧𝐨𝐫𝐚𝐫𝐢𝐨: 𝐢𝐥 𝐯𝐚𝐥𝐨𝐫𝐞 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐩𝐫𝐞𝐬𝐭𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐢𝐧𝐭𝐞𝐥𝐥𝐞𝐭𝐭𝐮𝐚𝐥𝐞 𝐪𝐮𝐚𝐥𝐢𝐟𝐢𝐜𝐚𝐭𝐚

L’onorario, invece, è il corrispettivo dovuto a un professionista abilitato, iscritto a un albo od ordine, per una prestazione che:
- è riservata per legge a chi possiede una specifica abilitazione (es. architetti, ingegneri, avvocati, ingegneri, medici, notai, commercialisti),
- è frutto di studio, esperienza, responsabilità e aggiornamento continuo,
- comporta l’uso prevalente dell’intelletto, della capacità di giudizio, della competenza tecnica e della deontologia.

L’onorario non è solo una cifra: equivale anche alriconoscimento del valore sociale, culturale e tecnico della prestazione.
Non può essere ridotto a una mera logica di mercato, né confuso con il semplice “compenso”.

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Perché questa distinzione è cruciale?

- Perché tutela la qualità e la sicurezza delle prestazioni professionali rivolte non alla sola committenza ma con conseguenze rivolte alla globalità sistema sociale
- Perché riconosce il merito e la formazione certificata dallo Stato.
- Perché impedisce la svalutazione del lavoro intellettuale, che non può essere trattato come merce di scambio qualsiasi.

𝐋𝐞 𝐭𝐚𝐫𝐢𝐟𝐟𝐞 𝐩𝐫𝐨𝐟𝐞𝐬𝐬𝐢𝐨𝐧𝐚𝐥𝐢, 𝐢𝐧𝐯𝐞𝐜𝐞, 𝐬𝐨𝐧𝐨 𝐮𝐧 𝐬𝐢𝐬𝐭𝐞𝐦𝐚 𝐚𝐧𝐚𝐥𝐢𝐭𝐢𝐜𝐨 𝐞 𝐦𝐞𝐫𝐢𝐭𝐨𝐜𝐫𝐚𝐭𝐢𝐜𝐨

Ogni prestazione è composta da sotto-prestazioni, ciascuna con un proprio valore tecnico, normativo e temporale.
Progettare, verificare, relazionare, certificare, depositare, coordinare: ogni fase ha un peso, un costo, una responsabilità.
La tariffa finale è il risultato della somma di queste componenti, non di una cifra arbitraria.

Questo metodo è più giusto, è più trasparente, più verificabile, più conforme alla logica fiscale e alla tutela del cittadino e alla meritocrazia

Ancora una volta, si evita di chiamare le cose con il loro nome.

Ancora una volta, si parla di compenso come se fosse una forma di beneficenza, una cifra dignitosa da elargire a chi ha svolto un servizio.
Come se si trattasse di una mancia per aver portato una valigia, pulito le scarpe, tagliato l'erba nel giardino o al bimbo che ha sparecchiato la tavola.

Il termine compenso può applicarsi a chiunque.
Ma per chi esercita una professione intellettuale riservata, abilitata, regolamentata, iscritta ad un Ordine, non si parla di compenso. Si parla di onorario.

📌 L’onorario si calcola con le tariffe minime professionali, voce per voce, sotto-prestazione per sotto-prestazione, fino a comporre il valore reale della prestazione.
📌 Il compenso unico è una scorciatoia. Una semplificazione che svilisce il lavoro intellettuale.
📌 L’equo compenso, così come viene proposto, è una foglia di fico per nascondere la volontà di continuare a non rispettare i professionisti.

E allora diciamolo chiaramente:
𝐍𝐨𝐧 𝐬𝐞𝐫𝐯𝐞 𝐮𝐧𝐚 𝐫𝐞𝐯𝐢𝐬𝐢𝐨𝐧𝐞. 𝐒𝐞𝐫𝐯𝐞 𝐮𝐧 𝐨𝐛𝐛𝐥𝐢𝐠𝐨.
Serve una norma che imponga parametri minimi vincolanti, non una formula vaga da interpretare.
Serve una legge che riconosca il valore del sapere applicato, non una retorica che lo svende.

Chi esercita una professione regolamentata non chiede favori. Chiede rispetto.
E il rispetto, in uno Stato serio, non si misura solo con le chiacchiere, ma si misura anche nel riconoscimento economico.

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Architettura come scenografia del Potere
22/09/2025

Architettura come scenografia del Potere

Il 28 agosto 2025 Donald Trump ha firmato un ordine esecutivo dal titolo quasi cinematografico...

18/06/2025

Dove finisce una storia?
Mio nonno era architetto. Diceva che il limite - la storia - finisce là dove inizia. E viceversa.
Disegnava, chiese. Perché gli riuscivano bene, diceva, non perché credesse nell'esistenza di qualche dio. Era un modo per guadagnarsi da vivere, però diceva anche che gli sarebbe piaciuto credere in quel dio cui erano dedicate le chiese, che era pagato per costruire. Che forse così il suo lavoro avrebbe avuto più senso.
“Avrei dovuto disegnare ospedali in Uganda, - diceva.
Ci avrei messo 5 minuti, sarebbero stati costruiti in dieci giorni e avrebbero salvato vite umane. Invece me ne sto seduto per mesi a disegnare monumenti alla superstizione che non salvano nessuno”.
“Rifugi”, chiamava le sue chiese. Rifugi contro la paura di morire. Rifugi per l'indomabile speranza degli uomini nella vita eterna.
“Sarebbe stato meno costoso dare alla gente un ciuccio e un orsacchiotto per consolarsi, - diceva. Però, però è meglio che disegni chiese che si possono guardare, piuttosto che il lavoro venga segnato qualche altro id**ta di architetto. O giorno inquinano la Norvegia con certi mostri che chiamano chiese”.
JO NESBØ (Sole di mezzanotte)

Povera ARCHITETTURA ... oggi à la giornata mondiale, ma se si effettua una ricerca su Google si trova che pochi la feste...
07/10/2024

Povera ARCHITETTURA ... oggi à la giornata mondiale, ma se si effettua una ricerca su Google si trova che pochi la festeggiano. In particolar modo il Consiglio Nazionale.

Da una villa con il tetto ad ali di farfalla nella campagna di Lucca fino ad una casa in stile Metabolista in Giappone: ecco qualche spunto per una fuga a tutto design in occasione del World Architecture Day del prossimo 7 ottobre.

Un grande classico
29/08/2024

Un grande classico

Per i danni generati con le infinite correzioni al Superbonus, la Class Action Nazionale Dell’Edilizia porta la Presiden...
26/08/2024

Per i danni generati con le infinite correzioni al Superbonus, la Class Action Nazionale Dell’Edilizia porta la Presidenza del Consiglio in tribunale per responsabilità del terzo. Il Tribunale di Vicenza ha accolto la richiesta dei difensori di CANDE ... sperando che tirino anche le orecchie ai vari asini che l'hanno redatta e modificata infinite volte.

Per i danni generati con le infinite correzioni al Superbonus, la Class Action Nazionale Dell’Edilizia porta la Presidenza del Consiglio in tribunale per responsabilità del terzo. Il Tribunale di Vicenza ha accolto la richiesta dei difensori di CANDE

10/08/2024

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Per info, inviaci un messaggio o scrivici via e-mail : [email protected]

06/08/2024
14/06/2024

Facile Ristrutturare presenta domanda di concordato preventivo

Facile Ristrutturare presenta domanda di concordato preventivo. Le ditte e i professionisti che lavorano per loro e sono creditori (Facile Ristrutturare lavora SOLO in subappalto) dovranno decidere se continuare a lavorare per loro a proprie spese per evitare di perdere tutto il credito maturato. Senza parlare di chi ha un cantiere con loro e rischia di vedersi i lavori fermati a metà.

Prendo d'esempio questo fatto eclatante per ribadire una cosa che provo a spiegare da anni:

RISTRUTTURARE NON E' FACILE

Chi dice il contrario vi vuole vendere qualcosa che non è realistico.

- Non esistono bacchette magiche

- Non esistono ricette rivoluzionarie

- Non esistono progetti gratis (se sono gratis li sta pagando qualcun altro e fidatevi, ve lo rimetterà in conto con gli interessi)

Ristrutturare è un processo complesso che richiedere risorse e tempo. Può essere reso più semplice (che non è facile) attraverso delle scelte oculate ma rimane fondamentale un rapporto di fiducia con un tecnico (almeno 1) e una ditta. Richiede di essere pronti a sentirsi dire qualche NO per ricevere dei SI migliori.

Chi vi racconta qualcosa di diverso vi dice solo quello che volete sentirvi dire.

Braian

Indirizzo

Albisola Superiore
16123

Orario di apertura

Lunedì 09:00 - 18:00
Martedì 09:00 - 18:00
Mercoledì 09:00 - 18:00
Giovedì 09:00 - 18:00
Venerdì 09:00 - 18:00

Telefono

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