12/11/2025
"Roma, 11 novembre 2025 — le associazioni accolgono con favore l’ordinanza del Consiglio di Stato che rimette alla Corte di giustizia dell’Unione europea la compatibilità del divieto sulle infiorescenze di canapa, delineando un quadro che rafforza le ragioni della filiera agricola e del mercato interno. 
Cosa dice il Consiglio di Stato
• UE: nessuna distinzione tra parti della pianta.
Il TAR Lazio (sent. 2616/2023) è richiamato per il principio secondo cui la legislazione UE, nell’ammettere la coltivazione delle varietà ammesse, “non opera alcuna distinzione tra le varie parti della pianta”. 
• Quesiti alla CGUE sull’uso e la vendita di infiorescenze “light”.
Il CdS sottopone alla Corte se le regole agricole europee (PAC e TFUE) ostino a una normativa nazionale che vieta coltivazione/uso di foglie e infiorescenze e relativi derivati (CBD) da varietà ammesse entro i limiti THC. 
• Mercato interno: restrizioni “non giustificabili”.
Le limitazioni italiane a foglie/infiorescenze e derivati “danno luogo” a restrizioni a import/export non giustificabili per salute/ordine pubblico, dato che il THC è “estremamente contenuto”; da qui la possibile non conformità agli artt. 34–36 TFUE. 
• CBD legale in altri Stati membri: confronto che pesa.
La produzione di cannabidiolo “sembra essere legale in altri Stati membri”, con effetti sulle restrizioni italiane al commercio intra-UE. 
• Scenario indicato: disapplicazione del diritto interno incompatibile.
È “possibile” che L. 242/2016 (letta col DPR 309/90) “debba ritenersi non conforme alle norme europee e debba come tale essere disapplicata”. 
• Novella 2025: irrazionalità del “solo infiorescenze”.
La riforma 2025 ha circoscritto il perimetro del DPR 309/90 “alle sole infiorescenze”, recuperando la liceità di foglie e semi (varietà ammesse, 0,2% con tolleranza 0,6%).
La novella non ha fatto venir meno l'interesse al ricorso degli operatori di settore, poiché la L. 242/2016 continua a vietare l’utilizzazione delle infiorescenze e dei relativi derivati, anche se da varietà ammesse entro i limiti PAC. 
Il ricorso è stato curato dallo studio Legance con il supporto dell’avvocato Bulleri, il quale dichiara: "Credo che questa ordinanza abbia colto in pieno le criticità emerse negli ultimi 10 anni e che continuano a creare confusione attorno alla canapa. La questione in realtà è molto semplice: la pianta di canapa nella sua interezza (proveniente da varietà certificate e con basso tenore di THC) è un prodotto agricolo, per cui la legge sugli stupefacenti non può trovare applicazione . Mi auguro che il giudizio dinanzi alla Corte Europea sia l'occasione per introdurre un doveroso discrimine in modo da cambiare definitivamente approccio alla questione, cioè smettere di criminalizzare una pianta e concentrarsi sulla qualità e sicurezza dei prodotti ottenuti in modo da poter sviluppare l'intero potenziale della filiera".