Chevrere Remi

Chevrere Remi Si eseguono lavori su commissione per realizzazione mobilia in legno, posa boiserie, pavimenti, rist

17/10/2023

🤩 GRAZIE 🤩 Lo Pan Ner 2023 è stata anche quest’anno una grande avventura.

Storie di fuoco, di grani antichi e luoghi magici racchiusi in un mix unico caratterizzato da buon cibo, spirito di comunità e tradizione.

Grazie a tutti coloro che hanno reso possibile e speciale anche questa edizione.

Viva i Pani delle Alpi! Vi aspettiamo nel 2024.

02/02/2023

“A volte vedo calciatori in Serie C o D che hanno un talento incredibile.
Gente che da del tu al pallone.
Mi soffermo a guardare i loro movimenti, le loro giocate, e dentro di me mi domando: “come può uno del genere giocare in serie minori?
Possibile che non lo noti nessuno?”
Poi vedo approdare calciatori in Serie A che fanno solo da comparsa.
Calciatori presi in campionati sconosciuti, ma che per qualche ragione entrano nel giro giusto e approdano magicamente nella massima serie.
Sarà merito dei procuratori, degli sponsor?
Non è dato saperlo...
Per rilanciare il calcio Italiano servono calciatori Italiani. Nelle serie minori ce ne sono tanti. Quando giocavo io arrivavano in Serie A solo stranieri che valevano veramente.
Poi ci sono state anche molte eccezioni, ma ci può stare.
Mi piacerebbe che venissero valorizzati i settori giovanili, come sta accadendo da svariati anni in Germania, e Spagna.
Solo così riusciremo a tornare a grandi livelli.
Le società devono svegliarsi, comprese le grandi squadre.
Devono dare più potere al calciatore e non ai procuratori.”

-Roberto Baggio (Intervista)

Quanta verità, Roby.
Quanta.




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31/01/2023


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30/01/2023


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08/10/2022

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05/08/2022

"Tutte le sere, dopo l'allenamento, prendo il treno e torno a Cusano.
Mio padre lo incrocio di sfuggita, poche parole, sguardi che ancora si cercano ma non si incontrano. So che è venuto a vedermi giocare a Varedo, ma non sa che io so. Anzi, credo che lui invece sappia che io so, ma comunque non ne parliamo.
È una cosa tra noi. Forse dovrei farmi avanti e dirglielo: 'Papà, anche se non ti piace il calcio vieni a qualche partita… devi vedere quanto corro!'.
O forse è meglio aspettare l'esordio in prima squadra. A quel punto non dovrebbe più avere dubbi sulla mia scelta.

L'occasione per firmare una pace definitiva tra me e mio padre arriva a fine giugno del 1958 quando vengo chiamato all'esordio in prima squadra contro il Como in Coppa Italia.
Il giorno della partita arrivo allo stadio senza aver detto niente a mio padre. Vinciamo 4-1, tripletta di Galli.
Papà viene a sapere del mio debutto dagli amici di Cusano. Sono sulla bocca di tutti: 'Il figlio del Francesco, il Trapattoni, in prima squadra nel Milan…'. Lui mi aspetta giù in cucina e mi dice solo una frase: 'Dovevi dirmelo, stavolta. Io non avrò la fortuna di vederti ancora'.
Tre giorni dopo quella frase un infarto se lo porta via.
È un giovedì, torno dall'allenamento e trovo mia madre che piange disperata, i vicini di casa mi rassicurano che è morto senza soffrire. Un colpo secco.
Perché mi ha detto quella frase? Come faceva a saperlo? Non smetterò mai di pensarci.
Credo che avesse già avuto qualche sintomo e che, com'era tipico degli uomini della sua generazione, avesse fatto finta di niente. Mai lamentarsi.
Mai ascoltare il proprio corpo quando ti lancia dei segnali. Dritti, avanti, a lavorare come se niente fosse".

Tratto dall’autobiografia di Giovanni Trapattoni:
“'Non dire gatto”.

Mi sono commosso, giuro.




📸: Profilo Instagram Trapattoni

24/07/2022

C'era una volta la vacanza estiva che durava dai due ai tre mesi. Aveva un nome obsoleto ed in disuso, "la villeggiatura".
Tanti partivano addirittura ad inizio giugno od ai primi di luglio e tornavano a metà settembre. L'autostrada era una fila di Fiat 850, 600, 1100, 127, 500 e 128, Maggiolini e Prinz.
Non era guardato affatto chi aveva la Bmw la Mercedes o l'Audi, perché gli status symbol allora non esistevano. Era tutto più semplice e più vero.
La vacanza durava talmente tanto che avevi la nostalgia di tornare a scuola e di rivedere gli amici del tuo quartiere, ed al ritorno non ricordavi quasi più dove abitavi.
La mattina in spiaggia la 50 lire per sentire le canzoni dell'estate nel juke box o per comprare coca cola e pallone.
Il venerdì chiudevano gli uffici e tutti i papà partivano e venivano per stare nel fine settimana con le famiglie.
Si mandavano le cartoline che arrivavano ad ottobre ma era un modo per augurare "Buone vacanze da..." ad amici e parenti.
Malgrado i 90 giorni ed oltre di ferie, l'Italia era la terza potenza mondiale, le persone erano piene di valori e il mare era pulito.
Si era felici, si giocava tutti insieme, eravamo tutti uguali e dove mangiavano in quattro mangiavano anche in cinque, sei o più.
Nessuno aveva da studiare per l'estate e l'unico problema di noi ragazzi era non bucare il pallone, non rompere la bicicletta e le ginocchia giocando a pallone altrimenti quando rientravi a casa ti prendevi pure il resto.
Il tempo era bello fino al 15 di Agosto, il 16 arrivava il primo temporale e la sera ci voleva il maglioncino perchè era più fresco.
Intanto arrivava settembre, tornava la normalità.
Si ritornava a scuola, la vita riprendeva, l'Italia cresceva e il primo tema a scuola era sempre.
"Parla delle tue vacanze". Oggi è tutto cambiato, diverso. La vacanza dura talmente poco che quando torni non sai manco se sei partito o te lo sei sognato.
E se non vai ai Caraibi a Sharm o ad Ibiza sei uno st***zo. O magari hai tante cose da fare che forse è meglio se non parti proprio, ti stressi di meno.
Una risposta certa è che allora eravamo tutti più semplici, meno viziati e tutti molto più felici, noi ragazzi e pure gli adulti. La società era migliore, esisteva l’amore, la famiglia, il rispetto e la solidarietà. Fortunati noi che abbiamo vissuto così.
La vita era quella vera insomma.

Salvatore Battista

24/04/2022

L'inverno è ancora protagonista in
📷 By Giasson Valgrisenche

Foire de S. Ours 2022Banco 521  Buona Fiera!!!!
02/04/2022

Foire de S. Ours 2022
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Buona Fiera!!!!

21/02/2022

"Ho avuto tanti compagni di squadra forti.
All'inizio della mia carriera probabilmente avrei detto Laudrup.
Quando ricevevo palla pensavo "Dove è Laudrup?".
Era lui che faceva la differenza.
Oppure Romario, Ronaldo, anche Figo nella parte finale della mia carriera.
Ma il più forte l'ho incontrato in Italia.
Quando ho giocato con Roberto Baggio lui veniva da infinite operazioni alle ginocchia. Con lui ho ripensato agli inizi con Laudrup.
Ricevevo il pallone e pensavo solo a farlo arrivare a lui.
Controllavo la palla e immaginavo come dovevano essere posizionati i miei compagni, alzavo la testa e Roberto era sempre nel posto giusto.
Quasi non poteva correre ma era fantastico.
Posso solo immaginare quanto fosse forte quando era giovane e stava bene.
E' stato lui il giocatore più incredibile con il quale io abbia mai giocato."
(Pep Guardiola)

Indirizzo

Fraz. Runaz/Avise
Aosta
11010

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