18/05/2026
A volte l’IA non basta.
E soprattutto non è l’unico strumento utile per pensare un progetto.
Per immaginare, progettare e capire davvero come uno spazio prenderà forma, c’è ancora bisogno delle mani, della materia, della scala.
Il plastico permette di vedere lo spazio da fuori e da dentro, di percepire proporzioni, volumi, pieni e vuoti, luce e relazioni.
Nell’architettura il plastico non è solo una rappresentazione: è uno strumento di pensiero. Aiuta a verificare le idee, a correggerle, a renderle più chiare.
In questi giorni stiamo progettando il restyling di una chiesa con una struttura degli anni ’70: da un vecchio impianto rigido e “quadrato” stiamo immaginando uno spazio più morbido, fatto di curve che richiamano la forma di una tenda, simbolo di accoglienza, cammino e presenza nella tradizione biblica.
Un progetto nasce anche così: osservando, costruendo, provando.
Collaborazione con CFEngineering: Ingegneria Strutturale & Consulting - Studio Associato