Studio di Architettura von Wunster

Studio di Architettura von Wunster Progettazione architettonica pubblica e privata.

19/09/2021
Sono in corso i lavori per la realizzazione del corpo di fabbrica che costituisce la terza fase del progetto di ristrutt...
22/11/2020

Sono in corso i lavori per la realizzazione del corpo di fabbrica che costituisce la terza fase del progetto di ristrutturazione e ampliamento del Policlinico San Pietro). il nuovo volume che si sviluppa su due piani fuori terra è destinato all'area ingresso, al CUP, al centro scientifico, all'università, agli uffici aziendali. In concomitanza con la realizzazione del nuovo intervento si procederà alla ristrutturazione di alcune aree dei corpi di fabbrica esistenti da destinarsi al centro prelievi, all'are bar e all'area commerciale per attività pertinenti. Formalmente il corpo di fabbrica si uniformerà alle scelte a suo tempo effettuate per il corpo degenze realizzato tra il 2012 e il 2014. La superficie complessiva dell’intervento ammonta a circa 4.500 mq.
Le principali problematiche progettuali sono derivate dalla dimensione limitata dell’area del Policlinico
Committente, Istituti Ospedalieri Bergamaschi (Gruppo San Donato)
Progetto preliminare arch. Glauco von Wunster, progetto esecutivo In.Ar. Consultino
Ufficio di Direzione Lavori: Direttore Lavori arch. Glauco von Wunster, Direttore Operativo Impianti ing. Marta Mascheroni (Mascheroni e associati s.r.l.), Direttore Operativo Strutture ing. Davide Manenti (Bosi e associati studio di Ingegneria), Coordinatore della sicurezza in fase di esecuzione Ing. Paolo Bellincioni
ATI esecutrice: Fedrigoli Costruzioni S.p.A.- TEA.CO S.p.A. Tecnologie Elettromeccaniche Applicate
Direttore di Cantiere: geom. Marco Quaini
Durata dei lavori: aprile 2020-gennaio 2022

Primi studi per una palazzina uffici con ponte (forse)
09/02/2019

Primi studi per una palazzina uffici con ponte (forse)

Siamo a 90 km da Nassiriya, è una gara d’appalto internazionale per la progettazione e realizzazione di un Ospedale da 2...
01/11/2016

Siamo a 90 km da Nassiriya, è una gara d’appalto internazionale per la progettazione e realizzazione di un Ospedale da 200 posti letto su di un’area di 30.000 mq. Il gruppo di progettazione è composto da Open Project s.r.l. e da Thema s.r.l di Bologna, allo studio von Wunster è riservato il ruolo di partner incaricato di definire il lay-out ospedaliero.
Il tema è complesso, in quanto, oltre alle interrelazioni delle diverse funzioni che non si differenziano da un ospedale italiano, si deve tener conto degli aspetti insisti nella cultura e nella religione che pervadono il mondo mussulmano. La netta separazione tra pazienti maschili e femminili costituisce, infatti, un nuovo tema da affrontare mantenendo l’economicità e la funzionalità senza inutili duplicazioni.
Il progetto prevede, altresì, la realizzazione di residenze per il personale con la necessità di risolvere analoghi problemi.
Il progetto ha iniziato, con successo, il suo percorso alla fine del 2013 e si è arenato nei primi mesi del 2014 per le tragiche vicende del paese.
Un’esperienza particolarmente interessante.

Servizio di Radioterapia. Centrale tecnologica. Cunicolo impiantisticoCommittente: Istituti Ospedalieri Bergamaschi –(Gr...
09/10/2016

Servizio di Radioterapia. Centrale tecnologica. Cunicolo impiantistico
Committente: Istituti Ospedalieri Bergamaschi –(Gruppo San Donato San Raffaele)
Prestazioni professionali: Studi di fattibilità, progetto preliminare, definitivo, esecutivo, direzione lavori
Progetto preliminare opere edili: arch. Guido dell’Acqua, ing. Enrico Fermi, Progetto MCK. arch. Glauco von Wunster
Progetto definitivo ed esecutivo opere edili ed affini: arch.Glauco von Wunster
Progetto preliminare, definitivo, esecutivo impianti: Mascheroni e Associati
Progetto preliminare, definitivo, esecutivo opere strutturali: Bosi e Associati
Coordinamento sicurezza in fase di progettazione ed esecuzione: Progetto MCK
Direzione generale dei lavori: arch. Glauco von Wunster
Impresa esecutrice :ATI Fedrigoli-Teaco
Progettazione 2009-2010
Inizio/fine lavori: 5/3/2012-27/11/2012
Importo dei lavori a base appalto 2.204.147,14

Il progetto costituisce la prima fase del primo lotto di intervento per la ristrutturazione generale e l’ampliamento del Policlinico San Pietro. Il servizio di radioterapia è stato realizzato ristrutturando alcuni locali esistenti e costruendo, ex novo, il “bunker” che contiene l’apparecchiatura. Per contenere la radioattività le pareti e la copertura del bunker hanno spessori importanti. In particolare lungo la fascia in cui si muove la testa dell’acceleratore il calcestruzzo raggiunge lo spessore di circa 2 metri nonostante l’uso di calcestruzzo baritico. Lo spessore delle murature ha comportato complesse modalità di esecuzione dei getti. L’accesso al bunker avviene attraverso un percorso a “labirinto”
Per innervare con le reti degli impianti l’area nord est del Policlinico , In adiacenza al bunker, è stato realizzato un cunicolo che , per le contenute dimensioni dell’area disponibile, ha comportato la realizzazione di estese palificazioni atte a contenere le pareti di scavo. Sulla copertura del servizio di radioterapia è stata realizzata una centrale tecnologica dimensionata per rispondere alle esigenze delle successive fasi di lavoro.

Premessa: una "bomba" d'acqua ha allagato l'archivio dello studio, tra i disegni martoriati (e si vede) ho salvato  qual...
12/07/2016

Premessa: una "bomba" d'acqua ha allagato l'archivio dello studio, tra i disegni martoriati (e si vede) ho salvato qualche tavola.
Progetto preliminare di gara: arch. Guido dell’Acqua, arch. Glauco von Wunster, con la collaborazione dell’ arch. Settimo Marco Dainese, studio Mascheroni per gli impianti.
Le gare di progettazione si fanno per vincere, però, vi possono essere diversi approcci: da un lato si può annusare l’aria che tira, cogliere qualche segnale e, di conseguenza, orientare il progetto, dall’altro ci si può basare sulla propria esperienza, proporre soluzioni che si ritengono innovative e tentare la sorte.
Con quest’ultima scelta si rischia, si rischia molto, però, ci si diverte di più.
Partiamo dalla fine, la gara ha avuto il suo esito, il progetto migliore è stato incoronato, il progetto esecutivo è stato sviluppato e appaltato e le opere sono state realizzate.
Se osserviamo la fotografia n.1, possiamo vedere il risultato. Il progetto originario degli Spedali Civili di Brescia era caratterizzato da un rigido impianto geometrico con due corpi di fabbrica articolati e complessi con andamento (circa) nord-sud. I due corpi erano collegati da due setti sottili (prima della cura) con andamento (circa) est-ovest posti a chiudere l’area centrale sia a sud sia a nord. Come si può osservare il setto a sud è stato ampliato (dopo la cura) a tutti i piani per realizzare, a ogni piano, il blocco operatorio oggetto del concorso.
Sappiamo così, chi ha vinto e con quale proposta progettuale.
No, non mi sembra di poter condividere, perché? Perché realizzare un blocco operatorio su più piani, non consente di ottimizzare la gestione con sale operatorie a rotazione in funzione della complessità e durata dell’intervento e di conseguenza del grado di sterilità. Perché realizzare un blocco operatorio su più piani, non consente di ottimizzare l’attività degli anestesisti e del personale. Perché realizzare un blocco operatorio su più piani, non consente di ottimizzare la gestione dei servizi di supporto (lavaggio ferri, sterilizzazione, depositi).
Nella gara abbiamo conseguito il 7° posto, per di più a pari merito con altri, insomma un disastro. Ancora oggi, però, ritengo che il progetto presentato in gara sia stato, all’epoca, un progetto interessante e innovativo.
Ero reduce dalla progettazione del Blocco Operatorio degli Ospedali Riuniti di Bergamo con le sue due grandi torri laterali destinate a contenere le tubazioni e le canalizzazioni degli impianti meccanici. Ricordo, durante la costruzione, di aver aperto la porta di accesso a una delle torri impiantistiche e di aver osservato tubazioni e canali sovrapposti in quattro cinque strati. No, no, non va bene, come si fa a sostituire un impianto nascosto in quinta fila? No, non va bene. Nel progetto di Brescia tra la rianimazione e il blocco operatorio vi è un cavedio impianti, della lunghezza pari a tutto il fronte, tale da consentire impianti affiancati e non sovrapposti. Il manutentore può intervenire, percorrendo una passerella, in qualunque punto senza difficoltà. Poi ne abbiamo inventata un’altra, al tempo, abitualmente, si prevedeva unità di trattamento aria a servizio di più sale operatorie, ma questa scelta comportava la messa fuori uso, in casi di fermo macchina, di più sale operatorie. Decidemmo, pertanto, di dotare ogni sala operatoria della propria unità di trattamento aria. E qui ne abbiamo inventata un’altra ancora: spesso le centrali tecnologiche hanno un accesso unico dal quale, in caso di sostituzione d’impianti, tutto dovrebbe passare, un’unità di trattamento aria è lunga parecchi metri e per essere sostituita deve essere smontata e con una gimcana tra le altre apparecchiature, deve essere dismessa. Abbiamo ipotizzato, quindi, di realizzare in corrispondenza di ogni sala operatoria un volume tecnico accessibile dall’esterno tramite un grande portellone. Vi è, infine, una particolare attenzione al benessere degli operatori: ma chi ha detto che i blocchi operatori devono essere completamente ciechi e illuminati solo artificialmente? Nel progetto abbiamo creato dei cavedi con giardini pensili sui quali abbiamo affacciato i locali di refertazione e di ristoro del personale; oggi, nel mondo, sono state realizzate sale operatorie con pareti vetrate che, all’occorrenza, vengono oscurate.
Insomma eravamo troppo avanti, troppo!
No, abbiamo sbagliato.

01/12/2015
Gli studi per l'ingresso del Policlinico continuano. Le esigenze crescono, un Centro Unico di  Prenotazione più ampio, u...
31/07/2014

Gli studi per l'ingresso del Policlinico continuano. Le esigenze crescono, un Centro Unico di Prenotazione più ampio, un centro congressi al piano superiore.Non basta, gli spazi dovranno uleriormente
dilatarsi e integrarsi in un progetto generale in evoluzione Alla prossima puntata
Progetto arch. Glauco von Wunster in collaborazione con arch. Matteo Savoldi

Indirizzo

Via Fabio Filzi N 7
Bergamo
24128

Orario di apertura

Lunedì 09:00 - 13:00
14:30 - 18:30
Martedì 09:00 - 13:00
14:30 - 18:30
Mercoledì 09:00 - 13:00
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Giovedì 09:00 - 13:00
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