26/08/2024
La tragedia al largo delle coste palermitane con il naufragio del Bayesian potrebbe essere stata causata da un "downburst".
Ne abbiamo parlato spesso in pagina, sia per la confusione che si fa con i tornado, sia per l’utilizzo improprio di termini inventati come "bomba d'acqua". E' di vitale importanza comprendere appieno questi fenomeni, per poterne prevenire conseguenze in alcuni casi davvero drammatiche. Perché con la natura non si scherza.
DOWNBURST: CHE CCOS'È
E' un fenomeno relativamente comune associato a temporali di una certa intensità. Quando, per qualche motivo, la corrente ascensionale calda ed umida che alimentava la nube e portava grandi quantità di vapore acqueo al suo interno collassa d’improvviso (per vari motivi), la temperatura nel cuore del cumulonembo crolla. L’aria si fa quindi più densa e cade per gravità verso il suolo, trascinata anche dalla massa di chicchi di grandine e grosse gocce d’acqua che si erano sviluppate dal vapore iniziale.
La velocità d’impatto della massa d’aria una volta arrivata al suolo può essere molto elevata, anche superiore ai 100 chilometri orari, e da qui non può che espandersi verso l’esterno generando venti lineari molto forti (talora anche 150-180 chilometri orari) che investono vaste aree di territorio. Tutti fenomeni che possono generare grossi danni, anche se minori rispetto ai tornado più potenti.
TORNADO: CHE COS'E'
Il tornado, certamente meno comune e diffuso del downburst, ha caratteristiche molto diverse da quest'ultimo. Innanzitutto l'aria, più calda e umida, è in salita verso la nube temporalesca e non in discesa. Il suo moto è inoltre vorticoso, non lineare, e ha una estensione spaziale molto più ridotta rispetto alle grandi aree spazzate da un downburst; ma i suoi venti possono toccare punte decisamente più devastanti, oltre i 300 km orari.
Saper distinguere alla perfezione i due fenomeni durante l’osservazione è fondamentale per capire dove e come mettersi al riparo. Ecco perché insistiamo così tanto per comunicare correttamente quando parliamo di eventi estremi legati ai temporali, ormai sempre più spesso chiamati genericamente e impropriamente "bomba d'acqua" o tornado ogni qualvolta ci troviamo di fronte a venti molto forti. Parlare correttamente al grande pubblico può diventare un aiuto fondamentale nel prevenire disastrose conseguenze.
Matteo
Contributo e revisione del meteorologo Lorenzo Catania