10/05/2020
L'ANNO ZERO DI FIERE, SALONI e MERCATI.
Abbiamo assistito alla cancellazione di decine d'appuntamenti espositivi, ciclici, immancabili, che spesso segnavano il nostro scorrere delle stagioni di lavoro e i mesi del calendario.
Sembra un bollettino di guerra, con i capisaldi perduti o rimasti isolati sul fronte: "Salone del Mobile" e "Settimana della Moda" a Milano , "Light + Building-Francoforte", "PAD-Parigi", "Vinitaly-Verona", "Cibus-Parma", "Cosmoprof-Bologna", "Fiere del Libro", da Torino a Londra, "Welness-Rimini", il "Salone dell'Auto di Ginevra" e la "Svizzera Art Basel", Festival di Cannes, Saloni di ogni settore, costruzioni, tecnologia ecc.
Fino al grande fenomeno dei mercati e "mercatini" locali o tematici, che vedono sempre nell'Italia il paese più ricco di tradizioni, grazie all'arte, artigianato, antiquariato e originalità di cibi e bevande.
In che modo si potrà ripartire?
Queste manifestazioni ad alta frequentazione di pubblico, con espositori provenienti da ogni parte del mondo, saranno classificate come quelle a più alto rischio sanitario, chissà per quanto tempo ancora. Vivremo scenari difficilmente prevedibili.
Gli eventi diverranno più onerosi nell'organizzazione per l'adozione di nuove tecnologie e accorgimenti di sicurezza, con la probabile limitazione dei visitatori. Eventi meno "saturi" e quindi meno remunerativi per i promotori.
Vedremo maggiore concorrenza tra eventi affini, con la riduzione di manifestazioni, anche "storiche" e la scomparsa di alcune?
Verranno presentati più settori espositivi sotto lo stesso tetto, nei contenitori fieristici più capaci di adeguarsi per soddisfare le future normative?
Assisteremo a nuove formule, nuovi approcci tra ditte espositrici e pubblico, alla ricerca di migliore efficacia per gli incontri, nella massima salubrità.
Noi progettisti saremo sempre più "mediatori" tra produttore e consumer, con una nuova progettazione, fluida, dinamica e interattiva; in una professione che dovrà contemplare alta comunicazione, empatia, conoscenza sempre maggiore di nuovi materiali, con capacità prestazionali che potranno soddisfare le nuove regole.
La sfida di un mondo che si scopre gracile alle pandemie, passerà quasi sicuramente attraverso al ripensamento del luogo costruito, dei flussi della mobilità e di una sostenibilità... al quadrato!