10/04/2025
“CANCELLATI DA UN GIORNO ALL’ALTRO”
Un intero economico messo in ginocchio da un giorno all’altro. Sono circa 22.000 i posti di lavoro a rischio in Italia – alcuni anche a – dopo l’inserimento, nel nuovo disegno di sulla sicurezza, del divieto alla coltivazione e commercializzazione della Light.
Tra le voci che si levano con forza c’è quella di Patrik , amministratore del negozio The Green Goat in via Cappuccini, specializzato nella vendita di prodotti derivati dalla industriale. “Mi ritrovo con un negozio in cui ho investito tutto – denuncia Seppi – che rischia di chiudere. Come il mio, spariranno altre migliaia di attività. Dove sono i ?”.
Il riferimento è al cosiddetto DL Sicurezza, in arrivo nei prossimi giorni, che penalizza duramente chi opera nel comparto della canapa light, un che fino a ieri era pienamente legale. “Non siamo criminali – sottolinea Seppi – ma giovani e che hanno investito tempo, denaro e passione in una materia regolata dalla legge e sostenuta anche dall’Unione Europea”.
L’obiettivo della , secondo il , è arginare le zone grigie del settore. Ma la ricaduta immediata è la chiusura di centinaia di che si muovevano nel rispetto della legge 242/2016, la quale regolamenta la coltivazione della canapa industriale. “Abbiamo una partita Iva, versiamo regolarmente Iva e , e abbiamo mutui e famiglie da mantenere. Questo colpo ci arriva all’improvviso, con il terrore che possano scattare perquisizioni da un momento all’altro per attività fino a ieri considerate legali”.
Il titolare di The Green Goat chiede maggiore attenzione anche dalle istituzioni locali: “La di Bolzano si è mossa con forza sui americani, ma su questo fronte siamo diventati bestie da macello. Ci sentiamo abbandonati, mentre credevamo in un comparto che valorizza il nostro . Oggi, con amarezza, inizio a pensare che investire all’estero sarebbe stato meglio”.
Il settore della Cannabis Light in aveva raggiunto negli ultimi anni un giro d’affari milionario, generando e spingendo centinaia di giovani imprenditori verso un’agricoltura alternativa e . Con il nuovo provvedimento, si apre invece un vuoto normativo che rischia di trasformare un’opportunità in un annunciato.
Seppi conclude la sua lettera aperta offrendo la massima disponibilità a fornire ulteriori chiarimenti, ma lancia un appello chiaro: “Aiutateci a dare visibilità a questa . Non possiamo essere cancellati in silenzio”.