10/11/2020
Non scordare mai le necessità del cliente.
In quella casa non ci andrò a vivere io (o il Designer in generale)! Questo è un mantra che mi ripeto sin dallo studio planimetrico, a quello degli arredi.
Questa regola offre due vantaggi:
1. Il progetto si sviluppa come un abito su misura per il cliente: risponde alle sue necessità, lo rispecchia, l'abitazione finita sarà accogliente, pratica e funzionale.
2. L'altro vantaggio è che consente al Designer di non sentirsi troppo libero, di porsi dei limiti entro cui muovere le idee.
Avere dei limiti è fondamentale, perché essi già tracciano un percorso. Permettono di non spaziare con eccessi, o di concepire ed affezionarsi a idee che nulla hanno a che fare con il proprietario dell'abitazione, o ancora a idee molto belle ma poco pratiche o funzionali.
Il limite è un controllo sugli eccessi del Designer, che in quanto professionista non può fare quel che gli piace, ma deve fare quel che gli viene richiesto. Se poi riesce a fare entrambe le cose insieme, non so se è un bravo designer, ma sicuramente è un Designer contento, che lavora con soddisfazione.
Quindi, nello studio planimetrico di una ristrutturazione edilizia, ovvero della disposizione degli ambienti, oltre ai vincoli di legge, alla struttura dell'abitazione, alle esigenze tecniche di ogni elemento funzionale della casa (impianti, porte,...) è fondamentale rispettare le necessità del cliente.
Con tutti questi vincoli (e non ho nemmeno citato quelli economici) posso essere creativo?
In fase di studio planimetrico, personalmente trovo soddisfazione creativa nella realizzazione di ambienti spaziosi e luminosi. Meno chiusure/porte e meno corridoi possibili. Nell'immagine d'esempio è visibile una camera da letto con cabina armadio e bagno. La camera poteva essere separata con una porta, dalle altre due stanza, creando un antibagno, un ambiente chiuso senza finestre e passaggio di luce naturale.
Il fatto di non aver inserito quella porta consente di avere sia una camera più ampia, sia la percezione di uno spazio riservato, completo di bagno al servizio di una vera e propria Camera Padronale.
Di fronte ai limiti è necessario avere un metodo di lavoro, un sistema che organizza il pensiero, dei criteri fissi che garantiscano la qualità del risultato. Essere creativi è anche saper trovare soluzioni che non tutti saprebbero trovare, saper vagliare ogni idea, usare il pensiero laterale per risolvere problemi.
Infine, non è detto che i limiti non siano troppi, tali da non permettere di raggiungere un risultato di qualità. Il Designer deve anche sapere distinguere queste situazioni e portarle al cliente e ai tecnici per eliminare gli ostacoli che impediscono la riuscita di un buon progetto.
Anche il cliente può rinunciare a qualche esigenza, soprattutto quando si tratta di eccessi. Ultimamente ho avuto una cliente con un forte tendenza ad accumulare oggetti non necessari, che ha dovuto ridimensionare le proprie richieste di mobili e spazi contenitivi, altrimenti non sarebbe più potuta entrare in casa! Il Designer ascolta, accoglie le richieste, ma aiuta anche a portarle nella giusta dimensione, dà un riscontro di realtà, è comprensivo e accompagna verso la soluzione.