SPARCH/IT STUDIO

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Progetto, architettura, città. Et cetera. A clear corollary is that professional activity cannot be separated from research.

SPARCH/IT STUDIO è un affiatato gruppo di progettisti che opera da diversi anni nel campo dell'architettura e del progetto urbano. Considerando il territorio dell’architettura un luogo di intersezione tra scienze esatte e scienze umane, riteniamo irrinunciabili tanto l’attendibilità tecnica quanto la consapevolezza civile e culturale; conseguentemente coniughiamo attività professionale e ricerca.

Inoltre, se per un verso riconosciamo come fondamentale il rispetto degli specifici ambiti di mestiere e conoscenza, a cominciare dal nostro, per un altro esploriamo “affinità elettive” e pratichiamo contiguità e interferenze con altri e differenti campi. Crediamo, infine, che la dimensione “artigianale” sia quella più adatta per una risposta coerente con i principii da noi assunti.

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SPARCH/IT STUDIO is a close-knit team of architects and urban designers, with has built its reputation over the years with a series of high quality projects. We see architecture as a place where the exact sciences and human sciences come together, and where technical precision must be accompanied by civic and cultural sensitivity. While we recognise the need to respect each area of skills and knowledge, we explore affinities and points of contact with different fields. We follow a “craft” approach as the one that best fits with our principles.

A proposito di nuovi punti di osservazione…•••
31/12/2021

A proposito di nuovi punti di osservazione…

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Nel settembre scorso Enrico Corti è stato invitato al Festival dell'Architettura Cagliari 2020 per un dialogo sull'idea ...
05/01/2021

Nel settembre scorso Enrico Corti è stato invitato al Festival dell'Architettura Cagliari 2020 per un dialogo sull'idea di e sugli scenari futuri per .

L'intervista che pubblichiamo, che riprende molti dei temi trattati in quella occasione, si sofferma sull'intensa esperienza che venticinque anni fa lo vide protagonista della stesura del per la città.

L'ultimo, per la verità, che Cagliari abbia avuto.

Alfonso Ricci-Notero, in visita a Cagliari per il Festival dell’architettura - FAC2020, incontra e intervista Enrico Corti sulla intensa esperienza che venticinque anni fa lo vide protagonista della stesura del piano urbanistico per la città.

La cartolina dello scorso anno raccontava di uno spostamento da intraprendere, con tutte le nostre cose al seguito.Ogni ...
30/12/2020

La cartolina dello scorso anno raccontava di uno spostamento da intraprendere, con tutte le nostre cose al seguito.

Ogni viaggio ha le sue avventure e i suoi imprevisti, anche se forse con questo abbiamo esagerato un po’… ma tant’è. Anno nuovo, sede nuova. E adesso nuovi punti di osservazione.

A proposito: nuovi punti di osservazione anche dalle pagine del nostro blog 'Et cetera' - www.sparch.it/et-cetera.

15/06/2020

Gli ultimi ritocchi a una delle porte del nuovo studio, poco prima del lockdown. Finalmente, dopo tre mesi, il trasloco è molto molto vicino...
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«It starts with things under the ground; ancient buried things, long forgotten. They have been down in the darkness for ...
13/06/2020

«It starts with things under the ground; ancient buried things, long forgotten. They have been down in the darkness for so long, they now have an urgent need to break out & expose themselves to the sunlight. Sometimes they come up too quickly and take the form of earthquakes and tsunamis, wreaking havoc up above.»

Con queste parole Jon Strongbow accompagna una delle sue opere raccolte nel volume Ocean of Time. Sono parole particolarmente adatte a descrivere un momento come l'attuale, in cui insostenibili tensioni sociali vengono improvvisamente rilasciate.

E proprio attraverso i disegni di Strongbow, la narrativa di Sherman Alexie e il cinema di Bertolucci, si snoda il percorso lungo il quale Fiorenzo Iuliano ci accompagna alla scoperta del "lato oscuro" di Seattle: una città dal volto amichevole (e ingannevole), di nuovo al centro della scena globale per le proteste contro le discriminazioni razziali seguite all'omicidio Floyd.

Mai come negli anni in cui veniva spacciata come la città più viva e vivace degli Stati Uniti, forse, Seattle era ormai morta da un pezzo. Seattle resta un sintomo più ancora che un simbolo: della natura proteiforme del capitalismo americano e globale, e della sua capacità di...

Con la vignetta ‘Biennale Non Banale (aka: Pharisaic Chants)’, pubblicata nel 2014 sul numero  #23 di Uncube e riferita ...
06/06/2020

Con la vignetta ‘Biennale Non Banale (aka: Pharisaic Chants)’, pubblicata nel 2014 sul numero #23 di Uncube e riferita alla diretta da Rem , Klaus sottolineava, con vivace ironia, l'ambiguità degli slogan propagandati dall'archistar olandese.

Alcuni anni prima (2008), durante la crisi finanziaria globale, con altrettanta vivacità Vittorio aveva risposto a un articolo (‘Il dominio dello ¥€$’, Corriere della Sera, 23 luglio) in cui Koolhaas condannava il disordine morale della città globalizzata, invitandolo ad evitare gli slogan: «Tutti possiamo cambiare idea, ma si tratta qui di un pentimento, di un'autocritica, oppure, come si potrebbe pensare malignamente, di un intelligente nuovo spiazzamento di chi si sente giunto al limite del paradosso delle sue stesse idee?»

Nel corso del 2020, per via della pandemia da , le città devono misurarsi con una nuova crisi globale, con nuovi (vecchi) slogan e con la consueta falsa coscienza (nell'accezione marxiana del termine): tetti verdi, metri quadri in abbondanza e illusori ritorni alla campagna.

Ma le città possono veramente cambiare con la stessa velocità con cui mutano le idee degli architetti e le loro necessità di riposizionamento nel mercato globale dell'architettura?

«Tutti possiamo cambiare idea, ma si tratta qui di un pentimento, di un'autocritica, oppure, come si potrebbe pensare malignamente, di un intelligente nuovo spiazzamento di chi si sente giunto al limite del paradosso delle sue stesse idee?»

«Il tentativo della cultura progettuale di interpretare i nuovi fenomeni data ormai da molti anni e ha preso diverse str...
13/05/2020

«Il tentativo della cultura progettuale di interpretare i nuovi fenomeni data ormai da molti anni e ha preso diverse strade; non si può dire, tuttavia, che le esperienze più eclatanti praticate da coloro che si considerano “alle frontiere del contemporaneo” abbiano il senso dell’utopia e facciano intravedere nuovi orizzonti.»

Immaginare la città – e il mondo – del “dopo coronavirus” è difficile, ma per ambire a farlo è necessario risalire la corrente e riesaminare i fenomeni del recente passato, in rapporto alle tensioni di oggi.

Enrico Corti, con questo secondo , ci accompagna in un viaggio ‘à rebours’ tra e malintesi, rivoluzioni digitali e , contemporanea e architettura della .

Dagli anni ’90 gli interrogativi sullo spazio della città si sono riproposti soprattutto a seguito delle prevalenti correnti che hanno privilegiato l’iperarchitettura per non meglio identificate ipercittà, per le quali lo spazio aperto non è più teatro collettivo o matrice di forme pubbliche...

«Le condizioni che si sono verificate a seguito del rigoroso lockdown applicato in Italia hanno portato in primo piano l...
09/05/2020

«Le condizioni che si sono verificate a seguito del rigoroso lockdown applicato in Italia hanno portato in primo piano l’interesse per la città. […] In definitiva le città fotografate in questo periodo non sono città spopolate, città della distanza sociale e non sono città senza forme di vita pubblica: forse sono semplicemente l’esasperazione di come le città stanno diventando. […] Da molti decenni si sono ipotizzati cambiamenti profondi per le città e molti cambiamenti sono di fatto intervenuti ma come slittamenti sottili, continui e impercettibili. Ora sembra invece essersi verificato un evento planetario che, forse, segna “un prima e un dopo”.»

Nell’ambito dell’iniziativa , siamo lieti di ospitare il primo di una serie di contributi di Enrico A. Corti, ingegnere e urbanista, già docente di Composizione Architettonica e Urbana presso la Facoltà di Ingegneria e Architettura di UniCa - Università degli Studi di Cagliari.

Si tratterà di una collezione di : ragionamenti e pensieri che intrecciano teoria, pratica disciplinare, memoria; e che evitano “le pulsioni del momento”, permettendo così di inquadrare gli interrogativi che la città al tempo del pone a tutti noi, come cittadini e come . Poiché mai come oggi valgono le parole di José Saramago: “tutto nel mondo sta dando risposte, quel che tarda è il tempo delle domande”.

Le condizioni che si sono verificate a seguito del lockdown applicato in Italia hanno portato in primo piano l’interesse per la città. Da molti decenni si sono ipotizzati cambiamenti profondi per le città e molti cambiamenti sono di fatto intervenuti ma come slittamenti sottili, continui e imper...

Sono arrivati i primi contributi fotografici all'iniziativa 'La città latente - Call for pictures' e li abbiamo messi su...
29/04/2020

Sono arrivati i primi contributi fotografici all'iniziativa 'La città latente - Call for pictures' e li abbiamo messi su una mappa. Potete navigarla, esplorarla e, magari, partecipare e completarla insieme a noi.
Un sentito grazie ai primi coraggiosi esploratori della città latente. Desideriamo ringraziare anche Inarch Sardegna che ha contribuito alla diffusione dell'iniziativa.

Anche alla luce delle nuove disposizioni sul lockdown, la "call for pictures" resta aperta. L'esplorazione e il racconto dello spazio pubblico della città dell'emergenza continuano...

Stay tuned.

Avviate le operazioni di riordino delle prime fotografie, ricevute in risposta all’iniziativa 'La città latente - call for pictures', le abbiamo collocate su una mappa pubblica, da esplorare liberamente. Uno strumento di documentazione che racconta luoghi, tempi e spazio della città del lockdown...

Con l'iniziativa ‘La città latente’ vi abbiamo invitati a uno sforzo collettivo di documentazione fotografica. Non è cer...
24/04/2020

Con l'iniziativa ‘La città latente’ vi abbiamo invitati a uno sforzo collettivo di documentazione fotografica. Non è certo la prima volta che l’aggettivo ‘latente’ viene usato a proposito della città, ma quante e quali sono le possibili sfumature del suo significato?
Una breve riflessione sugli usi molteplici di una parola ricca e affascinante, tra la città, la botanica e Andreas Feininger.

Non è certo la prima volta che l’aggettivo “latente” viene usato a proposito della città. Alcuni libri lo fanno nel titolo, anche se con accenti e obiettivi diversi: del 2001 'La città latente' a cura di Giovanni Maciocco e Paola Pittaluga; del 2008 'Città latenti. Un progetto per l’Ital...

«Una maquette perfetta in scala 1:1. O la scenografia del set di un altro Truman Show. Comunque, una scorza inanimata. C...
22/04/2020

«Una maquette perfetta in scala 1:1. O la scenografia del set di un altro Truman Show. Comunque, una scorza inanimata. Così appare la città del lockdown nelle riprese dagli elicotteri, dove i semafori ancora attivi, o qualche raro elemento mobile, appaiono come quei dettagli, un po’ surreali, con i quali si tenta di dare vita, appunto, ai plastici.
Il fatto è che la città è stata fin qui, per definizione, il luogo della concentrazione e dell’intensità dello scambio. È da sempre molto di più della somma fisica degli edifici che la costruiscono. E la città della distanza sociale, forse, è soltanto un ossimoro. Lo spazio di questa città-noncittà ci interroga.
Sono domande di senso, e anche domande di forma. Sul prima e sul dopo, certamente (“Niente sarà più come prima”, si sente ormai ossessivamente ripetere...), ma che possono anche prescindere dal tempo, e riguardare quindi soltanto lo spazio e le sue logiche intrinseche.»

Per riflettere sulla città al tempo dell'emergenza Covid-19, nel rispetto delle limitazioni agli spostamenti imposti dai decreti nazionali e ordinanze locali, vi invitiamo alla nostra "Call for pictures".
Chiaramente documentare questo incredibile momento sicuramente non può essere considerata una "situazione di necessità"... sicché, occhio alle regole 😉

Per le info:

Una maquette perfetta in scala 1:1. O la scenografia del set di un altro "Truman Show". Comunque, una scorza inanimata. Così appare la città del lockdown nelle riprese dagli elicotteri, dove i semafori ancora attivi, o qualche raro elemento mobile, appaiono come quei dettagli, un po’ surre

Indirizzo

Via Oslavia, 3
Cagliari
09123

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Chi siamo

Immaginiamo e progettiamo per clienti privati e pubblici, nei campi dell’architettura, del disegno d’interni e del progetto urbano. Nel corso degli anni abbiamo maturato e consolidato particolari competenze nel campo dell’architettura accessibile, destinata all’inclusione sociale e alla riabilitazione delle persone con disabilità.

Intessere nel progetto scienze esatte e scienze umane per noi significa coniugare attendibilità tecnica e consapevolezza culturale, agire nel nostro specifico ambito in stretta collaborazione con professionisti di altre discipline e coltivare la curiosità per altri e nuovi saperi.

Il nostro mestiere specifico è il progetto, dalla sua prima impostazione alla cura esecutiva della sua realizzazione, affrontando temi alle diverse scale, dalla pianificazione al disegno urbano, dagli edifici nuovi o da riqualificare al progetto d'interni. Tuttavia ci coinvolgono sempre di più altre attività che vedono, oltre alle più immediate occasioni di disegno dell’oggetto e del tessuto, incursioni nella fotografia, nella grafica e nella produzione video.

Et cetera.