Maison Rock Coucou

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Facendo un giro per la Pen*sola del Sinis, siamo andati alla ricerca delle ultime CAPANNE IN FALASCO rimaste, conosciute...
13/09/2020

Facendo un giro per la Pen*sola del Sinis, siamo andati alla ricerca delle ultime CAPANNE IN FALASCO rimaste, conosciute anche come “baraccas”… anche se di “baracche” hanno ben poco, visto le loro nobili origini e la loro complessa struttura.
Queste capanne, di origine antichissima (pare che le costruzioni attorno ai nuraghi fossero molto simili), furono ricostruite dai pescatori intorno agli anno 20, lungo le coste della Pen*sola per contenere i loro strumenti di lavoro.
La struttura è un’opera d’arte della sostenibilità realizzata con materie prime del luogo.
Si creava dapprima una struttura portante con travi in legno e canne annodate tra loro da giunchi, poi la struttura veniva ricoperta con fasci sovrapposti di falasco, un’erba palustre che può essere alta fino a 1,5 metri.
La caratteristica del falasco (“su cruccuri) è di imbibirsi d’acqua d’inverno, così gonfiandosi non facevano passare l’aria dall’esterno, coibentando l’interno. D’estate, invece, quando le cannucce si seccavano, si creavano degli interstizi che permettevano il passaggio dell’aria e l’areazione dell’ambiente nei mesi più caldi.
In più, queste erbe, tenevano lontano gli insetti.
Purtroppo quasi tutte le capanne sono andate distrutte e si spera che presto, attraverso un’opera di riqualifica territoriale, ne vengano ricostruite di nuove dai pochi artigiani che custodiscono ancora quest’arte.
Nel blog, descriverò più nel dettaglio la storia di queste capanne perché è molto interessante e ricca di dettagli


Nella scelta delle tende per le nostre finestre è utile seguire piccoli accorgimenti per renderle più funzionali e per i...
11/09/2020

Nella scelta delle tende per le nostre finestre è utile seguire piccoli accorgimenti per renderle più funzionali e per impreziosire gli ambienti che le accoglieranno.

I primi punti da valutare sono gli aspetti pratici.
Ho bisogno di privacy?
Com’è la luce? Molta, poca, molto diretta? Oppure vuoi che entri luce ma allo stesso tempo vuoi privacy.
In base alle tue esigenze sceglierai i tessuti più adatti e come strutturare la tenda.

Il secondo punto da valutare è la resa estetica.
Quindi andrai alla ricerca di un tessuto di qualità che segua lo stile della camera e sceglierai se acquistarlo nelle tonalità neutre oppure in fantasia.
Ma qualunque sia la tua scelta, è importante valutare anche come appendere la tenda perché a seconda della tua scelta, la resa finale sarà decisamente diversa.

I parametri che valuteremo saranno:

La tenda dovrà sporgere dal telaio della finestra di 7-15 cm per far apparire la finestra più grande e scenografica e potrà così entrare più luce.

2. L’ALTEZZA
Se la tenda sarà posizionata 10-15 cm al di sopra del telaio della finestra, o a metà tra finestra e il soffitto, la finestra, e la stanza nel suo complesso, sembreranno più alte.

3. LA LUNGHEZZA
Tranne casi particolari, le tende saranno sempre lunghe, a filo col pavimento, o di mezzo centimetro al di sopra di questo per un effetto sobrio. Toccheranno terra fino ad uno strascico di 15 cm se si vuole ottenere

Arriviamo poco prima dell’ora di pranzo al Villaggio di San Salvatore di Sinis, un piccolo borgo costruito nel XVII seco...
09/09/2020

Arriviamo poco prima dell’ora di pranzo al Villaggio di San Salvatore di Sinis, un piccolo borgo costruito nel XVII secolo, distante pochi kilometri da Cabras.
Appena scesi dalla macchina ci accoglie il profumo di carne arrosto e di pesci alla griglia. Quei meravigliosi profumi delle picchettate sarde che tanto ti invogliano a mangiare.

Ci avviamo per la via principale della borgata per arrivare alla grande piazza capeggiata dalla chiesa rupestre di San Salvatore, contornata da tante piccole casette colorate, quasi tutte abitate solo in questo periodo dell’anno, durante la famosa processione religiosa della “Corsa degli Scalzi”.
Sono case molto semplici, con intonaci o infissi colorati, tende in pizzo alle finestre e lunghe e variopinte alle porte, realizzate in arenaria e “ladiri” (mattoni di argilla e paglia).

Queste piccole abitazioni sono le cumbessias, gli alloggi tradizionali sardi costruiti nel XVII secolo per ospitare i fedeli durante i nove giorni di pellegrinaggio nel santuario del loro santo protettore, San Salvatore.
In passato, le chiese campestri non si raggiungevano dal centro del paese con la stessa facilità di oggi, erano quindi necessari degli spazi attorno al santuario dove dormire, rifocillarsi e proteggersi dal sole o dal freddo. Proprio come già accadeva in era nuragica, dove ogni santuario aveva le proprie cumbessias.

Col Covid, purtroppo non ci sono stati i festeggiamenti, e quella piazza progettata per ricevere tantissimi fedeli, quest’anno era vuota. Tutte le famiglie erano circoscritte nelle proprie abitazioni, ad adibire lunghe tavolate (ecco da dove arrivavano quei profumi!). Qualcuno aspettava il pranzo seduto fuori in sedie provvisorie e nelle panche in pietra che decorano diverse facciate delle case.

Bentornato mio amato e dolce Settembre col tuo profumo di freschezza, nuovi inizi e programmi. Le prime copertine legger...
01/09/2020

Bentornato mio amato e dolce Settembre col tuo profumo di freschezza, nuovi inizi e programmi.
Le prime copertine leggere sopra i letti, le escursioni coi cani, le passeggiate nelle spiagge poco alla volta più vuote.
Il giardinaggio per tagliare i rami secchi e domare i vigorosi tralci estivi. Ricompare la voglia di cucinare pietanze calde, di conservare i fichi in marmellate e provare nuove ricette.
Riordinare l’angolo studio e lavoro perché nel minimalismo la concentrazione si fortifica;
creare un angolo lettura adatto a questa stagione, con luce soffusa e candela; le tisane calde;
nuove piantina in angoli inaspettati della casa e fiori recisi sul tavolo da pranzo

Abbiamo concluso il nostro viaggio visitando il delizioso borgo marinaro di Camogli in attesa di imbarcarci a Genova per...
28/08/2020

Abbiamo concluso il nostro viaggio visitando il delizioso borgo marinaro di Camogli in attesa di imbarcarci a Genova per tornare nella nostra Sardegna.
E come sempre, vedere realtà diverse allarga le tue vedute e stimola le idee.
Ho notato che Genova è lunga e sconfina nei suoi borghi periferici quasi senza interruzione, ma questo non impedisce di vedere la natura circostante anzi, la vivi in ogni suo centimetro quadrato. Lo spazio è sfruttato e questo produce economia. E se l’economia funziona, noi viviamo meglio.
L’esempio più lampante, alle porte di Genova, è Camogli con le sue case variopinte che si affacciano a pochi metri dalla costa e dal porticciolo.
E cosa c’è in questo sottile lembo di terra che separa le case dalla spiaggia ciotolata?
Ristoranti e negozi di ristorazione di ogni tipo. Oltre che botteghine graziose “acchiappa-donne”, con graziose bigiotterie, caftani, tute e vestiti estivi che ti danno l’idea di immergerti ancora di più in questa terra e in questa calda estate, e ti fa ve**re il desiderio di portarti un po’ dell’atmosfera di questa costa anche a casa.
In una delle foto vedi che in 15 metri trovi: spaghetteria, pasta fresca, focacceria e pasticceria, creperia… e poi ancora il bar, il ristorante e tanto, tanto altro.
Lì la vita non è solo sulla spiaggia, ma è anche sulla strada, dentro i locali e sulle terrazze, anche nelle ore più calde della giornata. Lì c’è vita, c’è economia. C’è concorrenza. C’è turismo.
E ci sono le nostre tradizioni culinarie e di stile di vita. Ogni regione e ogni borgo con le proprie.
Chi più di noi italiani ha belle coste e buon cibo? Tradizioni e scorci paesaggistici unici al mondo?
Le nostre coste dovrebbero arricchirsi di tutto questo.
Le attività di ristorazione, di qualunque genere esse siano, permanenti e non, sono i catalizzatori per far vivere la nostra città, animarla e rilanciarla economicamente.
E la nostra Sardegna quanto ha da offrire tra natura, tradizioni, specialità culinarie di terra e di mare e tanti giovani che hanno voglia di lavorare e avviare attività imprenditoriali senza che ci siano troppi cavilli burocratici inutili. @ Camogli

Da quando avevo 18 anni ho cani e penso che ne avrò sempre uno nella mia vita. La prima è stata Bulletta (nell’ultima fo...
26/08/2020

Da quando avevo 18 anni ho cani e penso che ne avrò sempre uno nella mia vita. La prima è stata Bulletta (nell’ultima foto), la mia stella, il mio primo grande amore che è riuscita a conquistare anche mia madre e a convertirla in amante dei cani. Poi la piccola Babina (penultima foto), raccolta in una strada e portata in canile. Traumatizzata, paurosa, diffidente... di tutti tranne che di me. Amore e fiducia a pelle. Babi era la conseguenza di quello che un uomo non dovrebbe mai fare ad un animale.
E poi sono arrivati Bomber e Kira. Lui il mio primo cane maschio e di taglia grande, affettuoso ed equilibrato. Solo lui poteva accogliere Kira come una principessa, arrivata nella nostra vita da grande, con la sua esuberanza e dolcezza.
🐶🐶
Nel mio elenco di elementi essenziali per rendere bella una casa loro sono tra i primi posti.
Una casa è veramente bella quando si respira amore, quando è disordinata dai tuoi figli, quando vedi il tuo cane accucciato sul tappeto e il gatto sulla poltrona.
La bellezza sta nella cura delle piante, verdi e rigogliose qua e là per la casa e nelle finestre aperte per far entrare la luce
Questa per me è la bellezza e la ricchezza di una casa. È tutto ciò che la rende viva.

@ Cagliari, Italy

Non vedo l’ora che anche qui in Sardegna arrivi il clima che ad Agosto c’è in montagna, un clima caldo ma non afoso, con...
25/08/2020

Non vedo l’ora che anche qui in Sardegna arrivi il clima che ad Agosto c’è in montagna, un clima caldo ma non afoso, con quell’aria frizzante che ti permettere di vivere l’intera giornata.
Qui siamo in due Paesi della Svizzera incantevoli, a poca distanza tra loro: Gruyères e Gstaad.
Una è una cittadina che si apre su ampie vallate che non si può non vedere se si decide di andare in Svizzera, l’altra è un paese di montagna molto esclusivo, per me uno dei più belli, dove in alcuni negozi ti tirano pacchi pazzeschi per il triplicare dei prezzi 🙋🏼‍♀️🙋🏼‍♀️

In questi giorni ti ho fatto vedere tante foto che ho scattate durante il mio viaggio in Svizzera… ma sai da dove nasce ...
23/08/2020

In questi giorni ti ho fatto vedere tante foto che ho scattate durante il mio viaggio in Svizzera… ma sai da dove nasce questa idea di viaggio?
Da Heidi. Volevo vedere il Paese dove abitava la piccola montanara, vedere le sue montagne e i suoi prati. Ed è stata infatti la prima escursione che ho fatto appena arrivata in Svizzera.
Ho amato tantissimo quel cartone animato e l’ho amato ancora di più quando l’ho rivisto da grande.
perché mi ricorda tanto me sotto tanti aspetti:
l’amore per gli animali e la natura, le estati trascorse nella casa in campagna dei miei nonni, la solitudine ma allo stesso tempo la ricchezza di vivere in quel mese in quella piccola casa protetta dal mondo esterno, la semplicità di importanti valori che la famiglia ti trasmette, soprattutto la trasparenza dei loro occhi e, in particolare, la figura buona di questo grande nonno orso, un po’ rude ma dal cuore dolce.
Non dico che mio nonno assomigliasse proprio al nonno di Heidi 😊,però questa figura incarna la dolcezza, la solidità, la genuinità che i miei nonni avevano, ed è tutto rafforzato dal protagonista maschile che nella mia vita è mancato ed è stato sostituito proprio da mio nonno.
Per cui, quando ho letto su Instagram del “no challenge” di .giu ,il cui tema di oggi sono le “geografie di risonanza”, mi è subito venuto in mente il paese d’origine dei miei nonni.
Non tanto per il paese in sé perché non l’ho mai vissuto insieme ai miei nonni, ormai radicati a Cagliari da una vita, ma per quelle tradizioni nuoresi radicate in loro, dolci come il miele, che mi sono state trasmesse per osmosi da quando sono nata.
Per cui, se penso alla mia “geografia di risonanza”, ossia a quel luogo fisico o mentale, a quei ricordi che mi legano a persone e luoghi, non posso che pensare alle tradizioni nuoresi, al cuore della Barbagia, a quei ricordi malinconici e dolci che mio nonno conservava nel cuore.
E penso alle loro campagne e alle loro tradizioni, fermandomi col pensiero a questa parte più dolce.
Quella che mi piace vedere


Nella scelta di un viaggio ricerco sempre qualcosa di molto diverso da quello che mi circonda nel quotidiano, ho il desi...
22/08/2020

Nella scelta di un viaggio ricerco sempre qualcosa di molto diverso da quello che mi circonda nel quotidiano, ho il desiderio di scoprire culture nuove, stili di vita diversi dai miei.
E più ti puoi immergere in quella nuova realtà e più il viaggio diventa interessante.
Per la mia tendenza innata a progettare, tutto quello che vedo, ma soprattutto tutto quello che percepisco, diventano spunti per realizzare qualcosa di nuovo per me, per la mia casa, per la mia città o per la mia regione. Mi vengono in mente idee imprenditoriali che mi piacerebbe realizzare e spesso le appunto anche sulle note del mio cellulare creando delle vere e proprie liste di idee.
Alcune le realizzo, altre no, altre mi servono come stimolo, ma tutte sono carburante per la mia testa.
Qui a Montreux, quello che più ho amato, è stato il lungolago. Fiorito e alberato.
Un percorso che valorizza e arricchisce l’intera città.
Un progetto ben studiato sia dal punto di vista paesaggistico che economico.
Viali con fiori variopinti di diverse forme e altezze con un attento studio delle associazioni cromatiche e di specie.
Hanno creato zone con colori simili:
note di fiori rossi, color porpora e violetti, per poi degradare nelle tonalità dei rosa.
Piante corpose associate a quelle più leggere ed eteree.
Lussuosi hotel e il casinò si affacciano sul lago, creando una zona sempre attiva e importante dal punto di vista economico. La gelateria, i ristoranti, servizi e fontanelle incrementano ulteriormente la vita in questa parte della città.
E come non pensare alla mia Cagliari, al nostro porto e alle nostre spiagge. E a come sarebbe bella la via Roma se ritornasse ad avere il suo grande giardino fiorito davanti alla stazione, un porto ben visibile dalla città e un’area pedonale che si estendesse oltre i portici con diversi servizi e ristoranti per renderla vivibile in ogni ora delle giorno?
E intanto, per iniziare nel nostro piccolo, si potrebbe cominciare a rendere più fioriti i nostri balconi e le nostre finestre, perché i fiori e le piante arricchiscono e rendono tutto più bello!

18/08/2020

I vigneti terrazzati del Lavaux che si affacciano sul lago di Ginevra. Una strada con una visuale spettacolare

Siamo arrivati a Zermatt, un Paese d’alta montagna molto grazioso e animato. È pedonale e si può accedere solo con un tr...
17/08/2020

Siamo arrivati a Zermatt, un Paese d’alta montagna molto grazioso e animato. È pedonale e si può accedere solo con un treno. Anche qui partono meravigliosi percorsi che vanno oltre i 4000 m, fino al ghiacciaio.
Le case del centro sono meno decorate rispetto alle altre parti del paese, sono i tipici chalet di legno ormai consunti dal tempo e arricchiti da balconi fioriti.
A queste strutture si contrappongono, lungo la via centrale, gli eleganti alberghi a 4 e 5 stelle, che danno quel tocco turistico a tutto il paese.
Stanotte dormiremo qui e abbiamo avuto la fortuna di trovare un albergo molto grazioso in centro, con balcone con vista sul Cervino e gli interni molto curati, in caldo stile nordico.
Domani andremo verso il lago di Ginevra.
Buonanotte 🌷 @ Zermatt, Switzerland

Tra le città svizzere viste fino ad ora, Lucerna è tra quelle che mi è piaciuta di più, dolce, romantica e curata in ogn...
17/08/2020

Tra le città svizzere viste fino ad ora, Lucerna è tra quelle che mi è piaciuta di più, dolce, romantica e curata in ogni dettaglio.
È contornata da acque turchesi, fiori e facciate signorili.
Purtroppo ho fatto tutte le fotografie in fretta e col cellulare e non sono riuscita a render giustizia a questa incantevole città

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Cagliari

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