CENTO ANNI DI STORIA IN VIA COLOMBINA
Nel 1907 nasceva con Napoleone la ditta Ristori
Figlio e nipoti proseguono la tradizione Edilart
E' una storia di lavoro, di arte e artigianato lunga cento anni quella della storica ditta Ristori, da sempre specializzata in imbiancature e decorazioni.Una storia che ha il proprio baricentro nella più piccola delle frazioni campigiane:la Villa. E' lì in via C
olombina che Napoleone Tomberli prima, Carlo Ristori Tomberli e i suoi figli Stefano e Daniele poi hanno costruito giorno dopo giorno una storia che taglia il fatidico traguardo dei cento anni. "Tutto cominciò con mio padre Napoleone Tomberli - ricorda Carlo Ristori Tomberli, personaggio per altro notissimo per essere da sempre il presidente della Pallavolo Bacci e per vent'anni esatti presidente della Cna locale - che praticamente all'età di dieci anni iniziò ad aiutare un muratore tuttofare che abitava qui alla Villa, un "mezza mestola" come si diceva allora. Da quel momento Napoleone fece l'imbianchino mettendosi in proprio e divenendo un apprezzatissimo artigiano". E fu proprio grazie alla sua professione che Napoleone un giorno, si era nel 1941, si imbattè nel piccolo Carlo:
"Io vivevo in Borgo Allegri con mia madre, ultimo di sette fratelli - racconta Carlo, non senza una punta di commozione - mio padre era morto e naturalmene la situazione non era facile, data anche la guerra e tutto il resto. Un giorno Napoleone Tomberli venne a fare un lavoro di imbiancatura a Firenze, proprio dove mia madre lavorava come donna di servizio e lì mi incontrò: io mi davo da fare per aiutarlo e lui rimase colpito dalla mia intraprendenza. Non avendo figli, Napoleone decise di chiedere a mia madre di potermi adottare: fu così che un bel giorno, suscitando la curiosità dei villesi e la felicità di Assunta, la moglie di Napoleone, arrivai alla Villa sulla canna della bicicletta dell'uomo che sarebbe stato a tutti gli effetti mio padre". Una storia di altri tempi insomma che avrebbe poi avuto anche la sua "legalizzazione" al momento della maggiore età di Carlo, che decise di assumere il doppio cognome: Ristori Tomberli. A quel ragazzo Napoleone iniziò ad insegnare subito tutti i trucchi del mestiere e non esitò a farlo studiare:
"Il lavoro tipico di quegli anni - racconta Carlo - oltre alle solite imbiancature, era la pittura a mano delle insegne dei poderi e degli edifici pubblici: mio padre mi fece frequentare la scuola d'arte e fu li che mi affinai e imparai nuove tecniche come le velature o il finto marmo. Il mio obbiettivo era quello di poter lavorare un giorno anche in abitazioni prestigiose". Un sogno che si tramutò presto in realtà:"I tempi stavano cambiando rapidamente - spiega Carlo - le grandi famiglie mezzadrili si dividevano, andavano a lavorare in fabbrica o mettevano su i telai per conto proprio. Iniziarono così a costruire nuove case, ci fu il grande boom di fine anni Cinquanta e noi nel 1958 prendemmo a lavorare il primo operaio fisso. Poi nel 1960 mio padre Napoleone smise di lavorare a causa di un infortunio e fui io a proseguire l'attività: erano gli anni in cui a la Villa eravamo in tre ad avere il telefono, altri tempi davvero". Nel frattempo la vita di Carlo è densa di altre soddisfazioni: dopo il matrimonio con Maria Grazia, nel 1960 nasce il primogenito Stefano e sette anni dopo viene alla luce Daniele:
"Portare i miei figli con me fu quasi una cosa naturale - racconta Carlo - e così Stefano a 17 anni cominciò a lavorare nella ditta, seguito poi anche da Daniele". E' Carlo a trasmettere ai propri figli un patrimonio ormai trentennale di esperienza, una clientela che si è consolidata e ampliata nel tempo raggiungendo anche quelle "abitazioni prestigiose" che erano il sogno professionale di Carlo. Oggi la ditta Ristori (Edilart di Ristori Tomberli Daniele e Stefano) si può dire che i cent'anni di esperienza di cui è portatrice la rendono un azienda particolare in cui il confine tra artigianato e arte è davvero labile:
"Le tecniche via via si sono affinate - spiega Stefano Ristori Tomberli - e oggi il nostro lavoro prevede continui aggiornamenti sia per quanto riguarda le tecniche che i materiali che utilizziamo: insomma anche il nostro lavoro è cambiato profondamente anche se alla base resta la conoscenza e la perizia di chi lo svolge". Dal 2000 l'attività della famiglia Ristori Tomberli si è allargata anche al campo delle costruzioni:
"Dato che la tendenza da parte dei committenti era sempre più quella di richiedere lavori 'chiavi in mano' - spiega Daniele Ristori Tomberli - nel 2000 abbiamo creato una nuova socieltà, la D.R.T., che è un impresa di costruzioni all'avanguardia, la prima ad aver realizzato un edificio bio a Campi". Basta vedere le immagini dei lavori effettuati negli ultimi anni con soffitti finemente decorati riportati sapientemente all'antico splendore per capire come cento anni non siano trascorsi invano: quella di Carlo Ristori Tomberli e i suoi figli è una storia esemplare che ha tutta l'intenzione di proseguire anche nel terzo millennio.