31/05/2023
ACQUA INDIGESTA
Ieri sera mia moglie stava per prendere questa bottiglia ed aprirla, io le ho detto: -guarda che costa 3 euro- e lei ha riso e poi si è inibita, ha preso l’acqua del rubinetto.
L’ho comprata in aeroporto, andavo di corsa a prendere l’aereo, ero già nei pressi dell’imbarco, in ritardo, avevo sete. Sull’aereo ho bevuto quella della compagnia e non ho aperto questa bottiglia che è rimasta nella sacca intonsa.
Sono alcuni giorni che la guardo, mi chiedo perché l’ho pagata. In effetti forse l’ho pagata per la fretta, la cassiera mi ha preso alla sprovvista, io ho titubato pagando e lei mi ha detto: - Lo so, ma non decido io.
Nel mercato sotto casa costa 70 centesimi, la stessa acqua, vuol dire che il costo all’ingrosso è la metà o meno.
Mi pare l’esempio per eccellenza di come a volte spreco denaro. Pago senza pensarci troppo.
3 euro è il costo minimo di un chilo di pane a Roma, ed è già una follia per chi percepisce 7-8 euro di paga oraria.
3 euro è poi la paga oraria di chi raccoglie pomodori in Puglia e Calabria.
3 euro è il reddito che un contadino indiano realizza mediamente in 4 giorni.
3 euro una bottiglia d’acqua da 0,75 sono il prezzo di un’acqua imbevibile, ma quando ho pagato quasi non me ne sono reso conto, avevo fretta. La fretta è il prezzo della mia coscienza.
3 euro d’acqua nella plastica. Guardo questa bottiglia di niente e mi accorgo che ancora compro acqua nella plastica, con milioni bottiglie che galleggiano nel Tevere, nel mare, nelle zone alluvionate… e inquinano per centinaia d’anni, le bottiglie di plastica.
Questa bottiglia resta lì per ricordarmi che sono un completo id**ta.