05/05/2026
Per la ristrutturazione di casa MoMa
il tema non era “ridurre” o “ampliare”.
Era progettare relazioni tra funzioni.
Con 130 mq lordi di certo non avevamo bisogno di più spazio.
Ma, così come era, non bastava.
La soluzione è stata lavorare per filtri architettonici: elementi che non chiudono, ma distinguono.
Un living open space, sì.
Ma costruito per ambiti funzionali chiari:
– area conversazione e TV
– zona operativa della cucina
– spazi di servizio integrati e non più di passaggio.
Ogni funzione è posizionata strategicamente per evitare interferenze:
ci si muove con naturalezza, senza attraversamenti forzati, senza sovrapposizioni.
I filtri - cambi di profondità, arredi su misura, soglie visive e materiche – permettono di stare insieme mentre si prepara un caffè, ma anche abitare lo spazio senza invadersi.
La zona notte viene protetta e separata, non solo fisicamente ma anche percettivamente: diventa un luogo di decompressione, necessario quanto quello della condivisione.
Non è una questione di metri quadri.
È una questione di gerarchie, distanze, relazioni.
Un progetto funziona quando accompagna i gesti quotidiani,
senza farsi notare.
Nel tuo spazio, oggi, c’è qualcosa che ostacola i tuoi gesti quotidiani?