“La passione dell’Architettura_l’architettura della Passione”
a cura di Raffaele Cutillo e Matteo De Simone
OfCA (Officina Cutillo Architetti), via Cesare Battisti 76, Caserta
Venerdi 23 settembre
19:00_Conferenza stampa e presentazione del programma
19:30_Proiezione del film_documentario “Ageroland” di Carlotta Cerquetti
Venerdi 14 ottobre 2011, ore 19:00 “La passione dell’Architettura”
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Proiezione del video “Darwinismo dell’Architettura” di Marta Capuano (psicoanalista, Società Psicoanaltica Italiana_Spi e vice presidente del Centro Studi per l’Architettura Gilberto Guidi di Pisa)
• Raffaele Cutillo dialoga con Marta Capuano
• Reading di Sara Ventroni, poetessa
• “La passione dell’Architettura” con gli architetti_autori di Radio Amatela
• Olga Campofreda dialoga con lo scrittore Giorgio Nisini (“La demolizione del mammut” e “La città di Adamo”, finalista Premio Strega 2011)
• “La passione del design”_Raffaele Cutillo dialoga con l’architetto Riccardo Dalisi
• Perfomance “nudo.nuda” di Alessandra Cristiani (danzatrice)
• Proiezione del video “La casa del cura” di Francesco Cuèllar
• “La passione civica”_ intervento e mostra del Collettivo Latrones
• Mostra fotografica “La passione dell’Architettura” (Giovanni Izzo_”Lo studio di Riccardo Dalisi”, Mario Ferrara_”Santiago Calatrava a Valencia”)
Venerdi 25 novembre 2011, ore 19:00 “L’architettura della Passione”
• Proiezione del video “Lussuria” di Antonello Novellino (finalista Celeste Prize 2011)
• “La passione amorosa” con Geni Valle (psicoanalista didatta - segretaria scientifica della Associazione Italiana di Psicoanalisi_Aipsi)
• Proiezione del video “Madre” di Paula Sunday e Alfredo Maddaluno (vincitore del Premio Celeste 2010)
• “La passione politica”_Raffaele Cutillo dialoga con Paolo Broccoli (ex parlamentare del PCI)
• “La passione musicale”_Alessandro de Carolis (flauto), Cinzia Carla’ (voce) e Mantovanelli Group
• Matteo De Simone dialoga con Paolo Sortino (“Elisabeth”_ed. Einaudi, finalista Premio Viareggio 2011)
• Video_intervista a Geishanora
• Reading poesie di Geni Valle (letture di Tania Coleti)
• Perfomance di Luca Rossi (percussioni), Enzo Faraldo (contrabasso), Ashai Lombardo Arop (danza)
• Mostra fotografica “L’architettura della Passione” (Salvatore Di Vilio_”Ortografia”, Francesco Rinaldi_”Sacro e Profano”, Gilda Rotello_” “, Simona Pietropaolo_”Siamo soli, anche insieme, ma insieme si sta meglio da soli”
• Mostra opera unica del pittore Giovanni Tariello
Venerdi 16 dicembre 2011, ore 19:00 “Le voci della passione”
• Proiezione del video_intervista a Giosetta Fioroni (pittrice)
• “Le voci delle Passioni del Commissario Ricciardi”_presentazione del nuovo romanzo di Maurizio de Giovanni “Per mano mia. L’autore dialoga con l’autore Matteo De Simone - coordinatore Commissione Cultura Associazione Italiana di Psicoanalisi(Aipsi) - Presidente sez. Letture di Andrea Renzi
• “La passione lirica” con il soprano Franca Gentile e il gruppo vocale “Anima e Gospel” diretto da Maria Ranieri
• Presentazione del libro “Eleven in september” di Silvia Tessitore con Cesare Cuscianna (scrittore)
• Presentazione e reading del libro “Caffè Trieste” di e con Olga Campofreda
• Perfomance “Il tragico è il comico visto di schiena_ La passione per il tragicomico” di Paola Minaccioni
• Proiezione del video “Non so dove tu sia ma vorrei incontrarti a metà strada” di Chiara Scarfò
• Presentazione e proiezione del video “Luci sulla Città” di Sara De Simone
• Mostra fotografica collettiva “Luci sulla Città” (Giovanni Izzo, Alessandro Manna, Agnese Tamburrini, Maria Clarelli, Paolo Russo, Simona Pietropaolo, Sara De Simone, Alessandro Calamo, Alessandro Santulli, Laura Rezzonico, Alessia Caliendo, Raffaele Mariniello)
• Mostra opera unica della pittrice Carla Viparelli
Raffaele Cutillo_architetto
Matteo De Simone_psicoanalista
Anima e Gospel_cantanti
Ashai Lombardo Arop_danzatrice
Paolo Broccoli_ex parlamentare PCI
Olga Campofreda_scrittrice
Marta Capuano_psicoanalista
Cinzia Carla’_cantante
Carlotta Cerquetti_regista
Tania Coleti_attrice
Collettivo Latrones_grafici, fotografi, giornalisti, artisti
Alessandra Cristiani_danzatrice
Francesco Cuèllar_video artista
Cesare Cuscianna_scrittore
Riccardo Dalisi_architetto, designer
Alessandro de Carolis_musicista
Maurizio de Giovanni_scrittore
Sara De Simone_regista
Salvatore Di Vilio_fotografo
Mario Ferrara_fotografo
Giosetta Fioroni_pittrice
Franca Gentile_soprano
Geishanora_escort, geisha
Giovanni Izzo_fotografo
Alfredo Maddaluno_video artista
Mantovanelli Group_musicisti
Paola Minaccioni_attrice
Giorgio Nisini_scrittore
Antonello Novellino_video artista
Simona Pietropaolo_fotografo
Radio Amatela_architetti
Maria Ranieri_soprano
Andrea Renzi_attore
Francesco Rinaldi_fotografo
Luca Rossi_musicista
Gilda Rotello_fotografo
Chiara Scarfò_video artista
Paolo Sortino_scrittore
Paula Sunday_video artista
Giovanni Tariello_pittore
Silvia Tessitore_scrittrice
Geni Valle_psicoanalista
Sara Ventroni_poetessa
Carla Viparelli_pittrice
L’architettura è un fatto d’arte,
un fenomeno che suscita emozione,
al di fuori dei problemi di costruzione,
al di là di essi. La Costruzione è per tener su,
l’Architettura è per commuovere
La città è molto di più un concetto urbanistico è il cordone ombelicale che lega l’uomo all’origine, la città è costituita infatti dalle memorie, dalle relazioni e dai simboli. La città è il cuore dei legami con lo spazio e con gli affetti. Non si può avere identità senza un luogo a cui appartenere o perlomeno avere la memoria di un luogo a cui si è appartenuti. Nel luogo originario si è stati concepiti, nel luogo originario si è nati, nel luogo originario si continua a camminare, anche se solo per intermittenze del cuore, pur vivendo lontani. Le nostre emozioni dipendono infatti anche e soprattutto dai luoghi in cui passiamo il nostro tempo: i colori, la luce e l'organizzazione degli ambienti possono generare solitudine, benessere, disagio, stimolare creatività o noia.. Gli architetti devono sognare città diverse, incontrare in uno spazio intermedio il desiderio di chi le abiterà. il progetto deve esprimere una profonda empatia con il tessuto urbano e paesaggistico e con la storia dello stesso, non rincorrendo categorie classiche o trasgressive del concetto di bellezza ma semplicemente trovando quale bellezza si esprime del respiro di quel particolare luogo, ove la sua idea si concretizzerà. L’architettura come la musica veicola emozioni, la musica attraverso il ritmo e la sonorità conduce l’uomo in nuovi spazi da scoprire, il ritmo e l’armonia della costruzione architettonica si trasmette attraverso la modularità, la ripetizione e la simmetria. La musica è architettura svolta, mentre l’architettura è musica pietrificata, lo diceva più di un secolo fa Göethe. L’architetto deve lasciarsi andare alla emozione profondamente appassionata che il suo sogno progettuale gli procura eppoi essere in grado di fornire la cornice necessaria per sostenere e realizzare l’idea. Gli edifici, così progettati, scoprono sempre un qualcosa di nuovo, che pur sempre esistito nel mondo non aveva ancora quella forma, la costruzione parla attraverso l’articolazioni delle superfici, per come si manifestano i pieni ed i vuoti, per il silenzio che si espande , come se la sua stessa forma diventasse un atto poetico. Viviamo in un'epoca dominata da quelle che Spinoza chiamava le "passioni tristi", con quest’espressione il filosofo non si riferiva alla tristezza del pianto, ma all'impotenza e alla disgregazione. Il mondo è diventato senza confini, estremamente veloce, gli uomini sono profondamente soli in contrasto con la tanto teorizzata semplificazione e facilitazione dei rapporti, a partire dall’area della sessualità che è apparentemente viva, dinamica, intensa perfino nei suoi aspetti non consueti e anomali ma che in realtà è profondamente rarefatta, talvolta priva di qualsiasi connotato vitalistico, avvolta in un’area mortifera tendenzialmente opposta a qualsiasi pulsione di vita o funzione desiderante. L'illusione che il controllo dell’esistenza sia sinonimo di libertà determina anche il pensiero del singolo promuovendo passioni senza sentimento, le passioni fredde tese unicamente all'agire per uno scopo concreto, così che ogni movimento emozionale profondo è negato, prevalgono così gli agiti e il non-pensiero. In altre parole l'incertezza dell’esistere, il crollo di ideali e di strutture, non ha portato ad una crisi della razionalità, quanto piuttosto ad una miopia collettiva, che a volte rasenta la cecità, e che è l'effetto di una regressione progressiva del sentire ai livelli soltanto umorali o sensoriali. Viviamo in un'epoca spassionata anche dal punto di vista politico, nella migliori dell’ipotesi la politica diventa solo amministrazione dell’esistente, nella peggiore distruzione e frammentazione di ogni risorsa. La fine delle grandi passioni politiche che ha così infiammato l'Europa degli anni Trenta ha portato con sé anche delle vere e proprie catastrofi, come la fine dei valori. L'analgesia degli affetti trasforma i rapporti generazionali, sottraendo autorità agli adulti che rinunciano alla loro funzione e che scivolano, nei confronti dei figli o degli studenti adolescenti, in una relazione simmetrica dove si scambiano solo incertezze e paure. Scompare così la distinzione dei ruoli, lo spazio del confronto, non c’è più un luogo, dove incontrarsi rispettando i propri spazi identitari, le storie, le traiettorie dell’esistere. Le passioni tristi, ovvero il senso di impotenza e di disgregazione secondo la definizione di Spinoza, non derivano solo da un mondo dominata dall’incertezza rispetto al futuro, ma anche dall’incapacità di percepire la realtà, l’hic at nunc, causata dall’evaporarsi della capacità del sentire, dalla svalutazione di ogni cosa o processo di pensiero, quindi dall’impossibilita di incontrare se stessi e i vissuti interni. Il desiderio scompare sempre di più dalla giornata di qualsiasi uomo, si vive nella riproduzione seriale dell’esistenza, tutto è riproducibile per cui non è più importante la particolarità e la specificità dell’individuo. L’Io si frammenta in mille pezzi o più spesso non ha neanche avuto la possibilità di strutturarsi, prevalgono le modalità imitative, adeguate e utili nei primi mesi di vita, impoverenti e devianti nell’età adulta. La vita degli uomini, la storia degli uomini si è organizzata attraverso le passioni che l’hanno creativamente motivata. Tutta la vita culturale, le scoperte scientifiche ma anche la vita di ogni giorno lo stesso respiro necessita di una spinta creativa; anche le espressioni semantiche delle passioni sono orribilmente cambiate non si dice più, ad esempio, sono triste ma sono depresso o sono innamorato ma sono in paranoia, mutuando superficialmente il linguaggio scientifico svuotandolo così di senso, impoverendo qualsiasi capacità di sentire e descrivere i propri affetti sia quelli immediati che quelli più profondi. Bisogna necessariamente recuperare la capacità di sentire, di desiderare, di appassionarsi, perché noi stessi siamo le nostre passioni.