06/05/2024
Caro Pinuccio, ci siamo conosciuti 30 anni fa.. e da allora sino ad oggi non le ho mai dato del “tu” e non lo farò nemmeno oggi.
Per noi lei non è stato solo un collega, ma molto di più: un punto di riferimento, un mentore, un secondo padre per me e per Sara, che da lei siamo state, prima l’una e poi l’altra letteralmente
“ adottate”.
Lei era un uomo semplice, sempre di corsa e senza vizi.
Poche erano le cose importarti: la famiglia il suo paese, il lavoro e la categoria.
Parto da quest’ultima perché ci siamo conosciuti e le siamo stati al fianco, insieme ad Umberto e poi anche con Sara, nei suoi anni migliori; gli anni da consigliere del collegio, poi tesoriere, segretario e ancora presidente, e delegato cassa.. anni in cui passava ore e ore a relazionare, discutere e scrivere per il futuro dei suoi colleghi coetanei di allora ed anche per noi che eravamo, in allora, le giovani leve .. .ci parlava di cose che per noi erano lontanissime, delle sue preoccupazioni per la sorte della categoria e delle battaglie che faceva per tutti noi a Roma.
Sempre in prima linea sempre a difesa della nostra professione su ogni fronte possibile.
Lei vedeva sempre un po’ più avanti....
Aveva una mente brillante pensava ai mille all’ora e così pure alla stessa velocità lavorava .
Nel lavoro, lo sappiamo tutti, Lei amava cominciare presto.
Alle 7.00 già in edicola xké il giornale era un rito, il suo modo di tenersi e tenerci sempre al passo con i tempi.
E lo ha sempre fatto anche in questi ultimi anni.
Nonostante il passare degli anni e l’incalzare dell’età , non ha mai smesso di venirci a trovare tuti i giorni in ufficio, facendo capolino nelle nostre stanze e chiedendo costantemente sempre scusa x il disturbo… ed ha continuato così a leggere ed ad appuntare per noi i suoi giornali.
Desiderava ardentemente sentirsi ancora utile e anche disponibile per chi, volesse ancora, un confronto con lei, con il suo sapere e la sua saggezza.
La preoccupazione per la salute di Elda occupava da qualche anno la sua mente e la angosciava.
Purtroppo di questa condizione sappiamo quando Lei ne soffrisse.
Ne parlava con chiunque avesse quel un po’ di confidenza in più .. Elda era la sua preoccupazione e Lei veniva dopo.
Per il lavoro, per la sua clientela, ha anche sacrificato il tempo per la famiglia, e quando Elda era ancora in ufficio con noi , ogni tanto, su questa cosa Le tirava le orecchie.
Ma alla fine il compromesso voi due lo trovavate sempre.
Ricordo con affetto le volte in cui Elda La obbligava a staccare prima al sabato mattina per portarla al mercato di Boves..
Eravate buffi, ma respiravamo tutti il vostro modo di Volervi bene.
Dovessi riassumere la vostra coppia in una frase per raccontarvi direi
“lei devota e lui pilota della loro vita insieme”
Negli anni abbiamo anche conosciuto e scoperto in lei che era l’uomo che amava fare i salatini, preparare il paté di tonno e cucinare piatti sfiziosi fare le grappe e poi, anche dipingere.
Quando il tempo per conversare in studio non era ancora così frammentato come oggi, a volte facevamo lunghe chiacchierate.
Ci siamo confrontati e anche scontrarti su mille fronti, ma il tempo che fuggiva era un argomento che spesso affrontavamo.
Ad ogni dipartita di qualche amico, cliente, collega, facevamo sempre la nostra riflessione su come la vita sfugge e di come sarebbe giusto fermarsi e rallentare un po’.
Ma poi la vita ripartiva ed il lavoro prendeva di nuovo il sopravvento ed ai nostri rimproveri affettuosi dove la esortavamo a mollare un po’… a lasciare andare, lei ci zittiva dicendoci
“Ricordatevi che quando sarò morto e di me diranno che nella vita ha solo e sempre lavorato e voi risponderete che era quello che amavo fare e che a me non pesava affatto xké a me piaceva”
Parlo a nome mio e di tutti i colleghi cresciuti nel suo studio, e posso dire che professionalmente ci ha insegnato tutto.. ci ha trasmesso la sua grinta, la sua determinazione, la capacità di veder le cose sempre da due punti di vista opposti.. ci ha insegnato ad essere sempre schietti e diretti anche a costo di essere poco diplomatici.
Le giornate si concludevano sempre con noi che facevamo capolino nella sua stanza dove seduto al pc con la mano sul termosifone al nostro “ buona serata.. a domani … io vado “ lei come un mantra ogni giorno di rimando rispondeva “ buona serata anche a te e grazie…” ..
Su questo” grazie” in questi 30 anni mi sono fermata a pensare più volte…
Oggi siamo qui a dirglielo tutti con affetto in questo ultimo saluto che il rito ci concede.
Non siamo riusciti a farlo di persona.. era di fretta anche questa volta … come sempre.. passo svelto e pedalare ..
Grazie di tutto
Grazie davvero
Le abbiamo voluto bene.
buon viaggio Pinuccio.
Tiziana