29/05/2024
«Campi sconfinati che si arrendono alla sera, qualche finestra accesa mentre il vento arpeggia una ringhiera»1. Sono i primi versi dall’atmosfera bucolica sulle note di Splash, la canzone presentata al Saremo 2023 dai cantanti siciliani Colapesce & Dimartino. Come descritta dagli stessi autori, essa è una riflessione sul come ci si affanna quotidianamente, immersi nei rumori delle città come quello delle metro affollate o dei cantieri infiniti, pur di fuggire dalla stessa vita, dalle aspettative che appaiono difficili da raggiungere e dalle sensazioni di fallimento. Le immagini che scorrono sulle note della canzone, nel video realizzato dai registi catanesi Zavvo Nicolosi e Giovanni Tomaselli e dai video maker Ground’s Oranges, sono un susseguirsi di spazi aperti, verdi «campi sconfinati», spiagge e coste caratterizzate dall’«immensità del blu» (riprendendo alcune atmosfere cantate), che si alternano a scene di vita domestica e quotidiana, nella cucina di un ristorante, piuttosto che in una discoteca o in una sala giochi. Ma quanti di voi lettori hanno riconosciuto, tra queste immagini, le campagne del catanese, il mare di Aci Trezza con una vista sulle Isole dei Ciclopi, la costa del borgo marinaro di Santa Maria La Scala (Acireale) o la vista dell’Etna dalla finestra di un immaginario ufficio? Si tratta di luoghi noti della nostra terra, in particolare Aci Trezza (frazione di Aci Castello), ambientazione del romanzo di Giovanni V***a, I Malavoglia, e del film diretto da Luchino Visconti nel 1948, La terra trema. E poi, tra le immagini che scorrono veloci, un monumento poco conosciuto appare alle spalle di due monache che si baciano: è la Ca****la del Parco di Villa Casalotto in Aci Sant’Antonio (CT) con il suo campanile. Credo siano davvero pochi coloro che hanno riconosciuto questo edificio, sicuramente gli stessi Santantonesi che di quel luogo ricordano antichi fatti di cronaca nera e storie di scoperte archeologiche poi soffocate da ben altre tristi vicende che nel tempo hanno dipinto il Parco di Villa Casalotto come luogo di perdizione, dove pare si tengano riti satanici e aleggino fantasmi.
(Arch. Mariangela Riggio, "UN TUFFO NELL’IMMENSITÀ DELL’INCURIA. - Il Parco di Villa Casalotto ad Aci Sant’Antonio", in Autonomia estetica.
Raccolta di saggi a cura delle cattedre di Estetica
dell’Accademia di Belle Arti di Palermo)