G&G Electric srl

G&G Electric srl Impianti elettronici di protezione di beni e persone Consulenza specializzata e analisi dei rischi del luogo da proteggere.

Progettazione firmata da professionista abilitato. Realizzazione impianti con personale tecnico specializzato. Manutenzione di ogni tipo di impianto con personale qualificato.

28/10/2022
👍Ieri a Vicenza abbiamo ritirato il premio H d'oro 🥇ricevuto per gli impianti di sicurezza realizzati presso la RSA Pelu...
28/10/2022

👍Ieri a Vicenza abbiamo ritirato il premio H d'oro 🥇ricevuto per gli impianti di sicurezza realizzati presso la RSA Pelucca, è venuto a rappresentare la Fondazione La Pelucca Gabriele Corsani. Dopo 11 anni riotteniamo questo prestigioso riconoscimento della Fondazione Enzo Hruby, un riconoscimento che premia gli installatori che si sono distinti per quanto realizzato nell'anno precedente.💪
Dopo una visita guidata ad alcuni luoghi prestigiosi 🏰 di Vicenza alle 17 è iniziato un convegno e in seguito sono seguite le premiazioni.
👀La cerimonia si è tenuta nel bellissimo Teatro Olimpico di Vicenza realizzato nel 1580 da Palladio. 👏

11/10/2018

La nuova PNM-7000VD di Hanwha Techwin ospita due obiettivi in un solo alloggiamento, che catturano immagini Full HD da 2MP di due aree contigue

15/06/2016

Furto in appartamento: come collegare il proprio allarme antifurto con la centrale operativa della polizia per le abitazioni e gli esercizi pubblici.

21/09/2015

Rischio privacy: l’obiettivo della telecamera che riesce a inquadrare, nel proprio campo visivo, i movimenti del vicino di casa, quando entra ed esce

21/09/2015

Telecamere per i lavoratori: cambia poco, perchè servira autorizzazione o accordo, però sarà possibile stop ai fannulloni

AnalisiPartite Iva, ad agosto in calo del 4%Rispetto ad agosto 2013, si registra un aumento di avviamenti per le sole so...
15/10/2014

Analisi

Partite Iva, ad agosto in calo del 4%
Rispetto ad agosto 2013, si registra un aumento di avviamenti per le sole società di capitali (+10,8%). In calo le società di persone (-10,5%) e le persone fisiche (-6,4%).
14 Ottobre 2014

Nel mese di agosto sono state aperte 17.052 nuove partite Iva, il che, in confronto al corrispondentemese dello scorso anno, fa registrare un calo del 4%.


La distribuzione per natura giuridica mostra che il 75,5% del totale delle nuove aperture di partita Iva è avvenuto da parte di persone fisiche, il 18,7% da società di capitali, il 4,8% da società di persone, seguite dalla quota dei “non residenti” e “altre forme giuridiche”, che ne rappresentano complessivamente l'1%. Rispetto al mese di agosto 2013, si registra un aumento di avviamenti per le sole società di capitali (+10,8%), rispetto alle altre forme giuridiche, le quali rilevano un calo più marcato per le società di persone (-10,5%) e più contenuto per le persone fisiche (-6,4%).


Il 41,6% di nuove aperture è avvenuto al Nord, circa il 23% al Centro e il 35,2% al Sud e Isole. Il confronto con lo stesso periodo dell'anno precedente evidenzia sensibili incrementi in Basilicata (+37,6%), Molise (+27,6%) e Valle d'Aosta (+13,9%), mentre le flessioni più forti si notano in Friuli Venezia Giulia (-21,7%), Marche (-10,7%) e Puglia (-10,2%).


Il commercio continua a registrare il maggior numero di avviamenti di partite Iva con il 25,9% del totale, seguito dalle attività professionali con il 10,8% e dall'agricoltura con il 10%. Rispetto al mese di agosto 2013, tra i settori principali si osservano incrementi relativi ai servizi di comunicazione (+11,8%), al noleggio e servizi alle imprese (+8,6%) e alla sanità (+8,4%). Minori nuove aperture di partite Iva tendenziali si notano, invece, nelle attività finanziarie e assicurative (-34%), nell'agricoltura (-15,8%) e nelle attività professionali (-11,5%).


Fonte: http://www.01net.it/01NET/HP/0,1254,5_ART_159231,00.html

Rispetto ad agosto 2013, si registra un aumento di avviamenti per le sole società di capitali (+10,8%). In calo le società di persone (-10,5%) e le persone fisiche (-6,4%).

11/07/2014

Ecco il metodo usato dai ladri per entrare in ville ed appartamenti facilmente. Fate Molta Attenzione e prendere le dovute precauzioni in merito!

03/07/2014

Presentato il nuovo testo unico delle norme di prevenzione incendi

Il Ministro dell’Interno Angelino Alfano ha presentato il prosieguo di un progetto iniziato con il DPR 151/2011 che ha trasferito parte dei controlli antincendio, ex ante, dai Vigili del Fuoco ai professionisti esperti di antincendio, consentendo di impiegare più efficacemente le risorse nelle verifiche, ex post, successive all’avvio dell’esercizio.
Il progetto prevede la semplificazione del corpo normativo relativo all’antincendio, messo a punto dal Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco, ed è finalizzato allo snellimento delle norme e delle procedure antincendio.

Il processo di semplificazione prosegue con l’ammodernamento dei principi regolatori, mediante un nuovo approccio metodologico, più aderente al progresso tecnologico, che supera l’articolata e complessa stratificazione di norme, ed arriva ad un unico testo organico e sistematico utile a regolamentare tutte le attività soggette ai controlli dei Vigili del Fuoco.

Il nuovo testo unico (T.U.) delle norme di prevenzione incendi rende i professionisti assolutamente protagonisti assegnando loro la responsabilità della scelta delle misure di prevenzione incendi da adottare. Il tutto è finalizzato a rivoluzionare la burocrazia e a semplificare decisamente l’iter relativo alla prevenzione incendi.
Il Ministero dell’Interno ha comunicato che il nuovo testo unico si basa sui seguenti principi:
• generalità: le metodologie di progettazione della sicurezza antincendio possono essere applicate a tutte le attività;
• semplicità: laddove esistano diverse possibilità per raggiungere il medesimo risultato si prediligono soluzioni più semplici, realizzabili, comprensibili, per le quali è più facile operare la revisione;
• flessibilità: per ogni livello di prestazione di sicurezza antincendio richiesto, sono indicate diverse soluzioni progettuali prescrittive o prestazionali e sono definiti metodi riconosciuti che valorizzano l’ingegneria antincendio;
• standardizzazione ed integrazione: il linguaggio in materia di prevenzione incendi è conforme agli standard internazionali e sono unificate le diverse disposizioni previste nei documenti esistenti della prevenzione incendi in ambito nazionale;
• inclusione: le persone che frequentano le attività sono considerate un fattore sensibile nella progettazione della sicurezza antincendio, in relazione anche alle diverse abilità (es. motorie, sensoriali, cognitive, ecc.), temporanee o permanenti.
Tale impostazione metodologica consentirà di affrontare la progettazione antincendio con un unico approccio logico, e non più con approcci differenziati a seconda della tipologia di attività.
L’approccio utilizzato nel T.U. lascia la professionista molta libertà nella effettuazione delle scelte progettuali, infatti i diversi allegati tecnici allo stesso riporteranno in modo logico-sistematico:
• la regola tecnica orizzontale (RTO): i criteri ed i metodi che consentono di determinare le misure di sicurezza antincendio per tutte le attività soggette al controllo del Corpo nazionale dei Vigili del fuoco;
• le regole tecniche verticali semplificate (RTV): le specifiche misure integrative per talune attività civili e commerciali, quali uffici, autorimesse ecc., nonché per quelle in applicazione delle recenti leggi approvate su strutture sanitarie, scuole e strutture turistico-ricettive esistenti
Le RTO contengono le nuove regole generali applicabili per la progettazione antincendio delle attività soggette. Le RTV prevedono le specifiche disposizioni, integrative a quelle delle regole generali, applicabili alle attività soggette ivi disciplinate.
L'insieme delle RTO e delle RTV costituisce il nuovo quadro normativo di riferimento completo ed esaustivo per la progettazione antincendio di tutte le attività soggette.
Allo scopo di rendere il documento un testo unico organico per l'intera materia antincendio, è prevista una ulteriore sezione (Metodi), che introduce metodologie di progettazione antincendio innovative ed alternative a quelle riportate nelle altre sezioni, volte alla risoluzione di specifiche problematiche tecniche ai fini antincendio di difficile soluzione con l'approccio sistematico delle prime tre sezioni. La sezione Metodi è basata sull’utilizzo delle tecniche della Fire Safety Engineering (FSE) infatti contiene tre allegati denominati:
• Ingegneria della sicurezza antincendio.
• Scenari di incendio per la progettazione prestazionale.
• Salvaguardia della vita con la progettazione prestazionale.
In estrema sintesi il T.U. stabilisce un metodo finalizzato per la determinazione delle misure (definite strategie antincendio) idonee a minimizzare il rischio di incendio, in termini di probabilità e di conseguenze, entro limiti considerati accettabili, da adottare per la progettazione antincendio di un’attività soggetta, garantendo gli obiettivi primari di sicurezza della vita umana, di incolumità delle persone e di tutela dei beni e dell'ambiente.

Le misure di prevenzione, di protezione e gestionali sono raggruppate in modo omogeneo nei seguenti allegati definiti strategie antincendio:
• Reazione al fuoco
• Resistenza al fuoco
• Compartimentazione
• Separazione
• Esodo
• Gestione della sicurezza antincendio
• Controllo e spegnimento
• Rivelazione ed allarme
• Controllo di fumi e calore
• Operatività antincendio
• Sicurezza degli impianti tecnologici e di servizio
La procedura prevede una valutazione del rischio dalla quale discendono i livelli di prestazioni delle misure antincendio da adottare.
Ai fini della valutazione del rischio sono introdotte tre tipologie di profili di rischio:
• R-vita, profilo di rischio relativo alla salvaguardia della vita umana;
• R-beni, profilo di rischio relativo alla salvaguardia dei beni economici;
• R-ambiente, profilo di rischio relativo alla tutela dell'ambiente dagli effetti dell'incendio.
L’allegato del T.U. denominato “Determinazione dei profili di rischio delle attività” fornisce:
• la metodologia per valutare quantitativamente i due profili di rischio R-vita ed R-beni,
• i criteri per valutare il profilo di rischio R-ambiente.
In funzione dei profili di rischio R-vita, R-beni ed R-ambiente per l'attività, sono attribuiti i livelli di prestazione alle misure antincendio appartenenti alle singole strategie antincendio da adottare, in funzione degli obiettivi di sicurezza da raggiungere.
Per ogni misura antincendio, il progettista può attribuire livelli di prestazione differenti da quelli proposti. In tal caso il progettista e tenuto a dimostrare il raggiungimento degli obiettivi di sicurezza antincendio.
Il nuovo T.U. introduce i concetti di “misure convenzionali” e di “misure alternative” da utilizzare a scelta del progettista, li definisce nel seguente modo:
• Soluzione conforme (deemed to satisfy provision): soluzione progettuale di immediata applicazione nei casi specificati, che garantisce il raggiungimento del collegato livello di prestazione.
• Soluzione alternativa (alternative solution): soluzione progettuale alternativa alle soluzioni conformi. Il progettista e tenuto a dimostrare il raggiungimento del collegato livello di prestazione impiegando uno dei metodi di progettazione della sicurezza antincendio.
Ampio spazio è dato all’applicazione dei metodi prestazionali per la progettazione della sicurezza antincendio.

I metodi prestazionali sono impiegabili per:
• la verifica delle soluzioni alternative al fine di dimostrare il raggiungimento del collegato livello di prestazione;
• la verifica di soluzioni in deroga al fine di dimostrare il raggiungimento del collegato obiettivo di sicurezza antincendio;
• la verifica del livello di prestazione attribuito ad una misura antincendio al fine di dimostrare il raggiungimento del collegato obiettivo di sicurezza antincendio.
I risultati ottenuti devono essere sottoposti al competente Comando provinciale dei Vigili del fuoco tramite i procedimenti amministrativi ammessi dalla normativa vigente.
Molto interessante appare la possibilità di proporre soluzioni alternative senza ricorrere obbligatoriamente alla procedura di deroga, in questo modo il T.U. ammette l’utilizzo dei metodi dell’ingegneria prestazionale (FSE) al di fuori del campo di applicazione del D.M. 9 maggio 2007 (che peraltro sarà abrogato) che ricordiamo ammette (art. 2) il seguente campo di applicazione del metodo:
• per la individuazione dei provvedimenti da adottare ai fini del rilasci del certificato di prevenzione incendi nel caso di attività non regolate da specifiche disposizioni antincendio;
• per la individuazione delle misure di sicurezza che si ritengono idonee a compensare il rischio aggiuntivo nell'ambito del procedimento di deroga.
Molta enfasi è stata data, durante la presentazione del nuovo provvedimento di semplificazione, all’utilizzo dei metodi prestazionali che possono quindi essere applicati per la progettazione ordinaria della sicurezza antincendio.
Iter procedurale.
A seguito della valutazione del rischio incendio devono essere determinate le misure antincendio da applicate all'attività.
Per ciascuna misura antincendio sono previsti diversi livelli di prestazione, graduati in funzione della complessità crescente delle prestazioni previste ed identificati da numero romano (es. I, II, III, ...).
La corretta selezione dei livelli di prestazione delle misure antincendio conduce alla riduzione del rischio di incendio dell'attività ad una soglia considerata accettabile.
In definitiva la progettazione antincendio dovrà seguire i seguenti passi:
• Fissazione degli obiettivi antincendio mediante la valutazione del rischio
• Determinazione delle strategie mediante:
1. Misure antincendio
2. Livelli di prestazione
3. Scelta fra soluzioni conformi oppure soluzioni alternative ove previste

Nell’ultima bozza del T.U. sono presenti 10 allegati riportanti le regole tecniche verticali per le seguenti attività:
• Aree a rischio specifico
• Vani degli ascensori
• Edifici di civile abitazione
• Edilizia scolastica
• Attività ricettive turistico-alberghiere
• Strutture sanitarie
• Edifici adibiti ad uffici
• Attività commerciali
• Locali di intrattenimento e di pubblico spettacolo, impianti sportivi
• Autorimesse

02/07/2014

Obbligo Pos, per le imprese un costo di 1.200 euro all'anno
Secondo la Cgia di Mestre, tutte quelle realtà che si stanno attrezzando per attivare questa modalità di pagamento dovranno sostenere costi piuttosto rilevanti.
26 Giugno 2014
Com'è noto, a partire dal prossimo 30 giugno, le imprese e i lavoratori autonomi dovranno dotarsi del Pos (Point of sale) e saranno tenuti ad accettare i pagamenti superiori ai 30 euro anche attraverso le carte di debito. Però le attività che si stanno attrezzando per attivare questa modalità di pagamento i costi da sostenere non saranno indifferenti. Al netto delle offerte contrattuali che alcune banche stanno proponendo ai propri clienti, secondo le stime realizzate dalla Cgia di Mestre su un campione significativo di istituti di credito italiani, un’azienda con 100.000 euro di ricavo annuo, a causa del Pos, tra canone mensile, canone annuale e la percentuale di commissione sull’incasso, dovrà sostenere una spesa media annua di 1.200 euro.
Il segretario della Cgia, Giuseppe Bortolussi, ha sottolineato un altro aspetto molto penalizzante per una serie di attività di carattere artigianale:
“Gli idraulici, gli elettricisti, i falegnami, gli antennisti i manutentori di caldaie, nonché i loro dipendenti e collaboratori, spesso si recano singolarmente presso la dimora o l’immobile del committente. Questo comporta che ciascun dipendente e collaboratore dovrà essere dotato di un Pos. Il legislatore ha idea di quali costi dovranno sostenere queste aziende?”.
“La norma non fa distinzioni - prosegue Bortolussi - e si rivolge a tutte le imprese che effettuano attività di vendita di prodotti e di prestazioni di servizi. Mentre nella relazione illustrativa alla norma si precisava che l’obbligo riguarda solo i soggetti che svolgono la loro attività verso i privati, nel testo finale della legge non vi è traccia di questa limitazione. Di conseguenza, un'interpretazione letterale consente di affermare che sono obbligati a dotarsi di Pos anche coloro che effettuano un’attività verso altri imprenditori o lavoratori autonomi. Si pensi all’autotrasportatore, alle aziende subfornitrici, all’impresa di pulizie che lavora per gli studi privati o per gli enti pubblici, ai commercianti all’ingrosso. Tutte attività che nella prassi quotidiana ricevono già adesso pagamenti tracciabili”.
Inoltre, a rendere questa disposizione molto criticabile, secondo la Cgia vi è il fatto che dovranno dotarsi di Pos anche le imprese che pur lavorando con i privati ricevono normalmente pagamenti tramite bonifico. Si pensi ai concessionari di auto, di moto o alle imprese edili che effettuano interventi di ristrutturazione.
Sebbene non siano previste sanzioni per chi non adempie, la novità viene vissuta con “fastidio” e come un ulteriore costo per le attività economiche.
Per avere un'idea delle cifre in gioco, la Cgia ha stimato i costi annui ipotizzando un volume di transazioni pari a 100.000 euro. Sono state applicati i costi medi su un campione di 10 banche presenti a livello nazionale. Per ogni tipologia di Pos il costo varia, si passa dalla versione base (1.183 euro) a quella priva di collegamento con fili (Cordless) 1.208 euro al modello che si utilizza anche fuori sede (Gsm) 1.240 euro.

Indirizzo

Via Francesco Ingegnoli 37
Cologno Monzese
20093

Orario di apertura

Lunedì 08:30 - 17:30
Martedì 08:30 - 17:30
Mercoledì 08:30 - 17:30
Giovedì 08:30 - 17:30
Venerdì 08:30 - 17:30

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