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A poca distanza dalla fine della via Mercato, nella zona alta dell'antico e caratteristico quartiere “Fundrisi”, si trov...
24/01/2020

A poca distanza dalla fine della via Mercato, nella zona alta dell'antico e caratteristico quartiere “Fundrisi”, si trova la chiesa dello Spirito Santo,parte di un antico complesso bizantino, edificata nel XIII secolo e considerata tra le più antiche chiese di Enna.
La chiesa e il suo campanile a vela si innalzano in posizione dominante quasi a svolgere unan funzione di avvistamento, sovrastanti un’antica necropoli gremita di grotte, di ruderi di cinte murarie, di resti di fortificazioni, quindi molto interessante dal punto di vista archeologico e storico.
Al suo interno, la chiesa riproduce la Basilica di Loreto ed è per questo motivo considerata il piccolo santuario lauretano di Enna. In essa è custodita un’urna di vetro, adagiata sul pavimento, contenente il simulacro della Madonna, evocante la "Dormitio Virginis" riccamente ornata di preziose vesti e gioielli. in occasione della festività del 15 Agosto e nei quindici giorni precedenti e sono presenti affreschi e decori eseguiti nel Seicento.
Ph V. Capasso - P. Bellavia - B. Virlinzi - Infopoint Turismo di Enna

16/10/2019
28/09/2018

Festa dei Semi

L'ultima settimana di settembre fra arte, mito, cultura sapori e tradizione, si organizza la Festadei Semi.
Lo scenario è la piazzetta della “Bonifica”, davanti la chiesetta del SS. Crocifisso di Pergusa. Da qui è possibile godere delle bellezze paesaggistiche e ambientali del lago di Pergusa, riserva naturale e luogo del Mito che assegna al pianto di Cerere per il rapimento della figlia Proserpina da parte di Plutone avvenuto sulle sponde del lago, la storia delle stagioni.
Il programma si articola generalmente in due giornate e ruota su tre temi fondamentali. Il primo è “l'Arte dei semi” per il quale artisti e studenti si cimentano nella realizzazione estemporanea di quadri utilizzando semi e prodotti della terra, decorazioni artistiche su frutta e ortaggi, il secondo riguarda I “Sapori dei semi” e si sviluppa con la preparazione di piatti che vedono protagonisti I legumi e I cerali, tra cui la cicerchia, piatto povero e tipico dell'ennese. Secondo una tradizione antica che si tramanda da generazioni in generazioni, queste pietanze vengono insaporite con erbe aromatiche che crescono spontaneamente dalle nostre parti, il tutto accompagnato dal pane di casa cotto nel forno a legna e condito con olio, tuma, olive etc...
Terzo ed ultimo tema riguarda gli eventi culturali. convegni, testimonianze letterarie e artistiche, musica e balli tradizionali, mostre etno-antropologiche e artigianato locale e creativo.
Le mostre di particolare rilievo sono spesso una pittorica ed una etno-antropologica riguardante gli antichi arnesi e mestieri del passato, il tutto curato dall'associazione O.PER.A. di Pergusa e realizzato grazie alla disponibilità di associati e proprietari di collezioni private che espongono e mettono a disposizione per l'evento, arnesi e arredi.

27/08/2018

STORIA DI ENNA

Il territorio di Enna per la sua storia millenaria è di grande interesse.
I primi insediamenti risalenti all'età neolitica, databili all'ottavo millennio a. C. , sono venuti alla luce a Cozzo Matrice, un colle nei pressi del Lago di Pergusa, dove sorgeva un villaggio fortificato. Sul luogo sono ancora visibili mura e resti di un tempio più tardo dedicato alla dea Kore ,insieme ad una interessante necropoli. Altri insediamenti neolitici attorno al lago testimoniano di una consistente presenza umana e di una comunità attiva in epoca pregreca.
Ritrovamenti archeologici riferibili alla presenza di popolazioni sicane fanno presumere che ad Enna si trovasse un loro stabile insediamento ,sede scelta certamente per la sua particolare posizione a oltre 900 m sul livello del mare nonché luogo utile per la difesa e l'avvistamento di eventuali gruppi nemici, dato l' impervio arroccamento.
Nell'antica lingua sicana ,secondo alcuni studi, En-naan probabilmente significava luogo ridente.
La maggior parte degli studiosi concorda nell'affermare che proprio i sicani eressero per primi sullo sperone orientale del monte Enna la roccaforte militare che in seguito durante il Medioevo adattamenti e rifacimenti hanno trasformato nell'attuale imponente Castello , simbolo architettonico della città.
Sembra sia di origine sicana anche l'introduzione delle tecniche agricole di coltivazione dei cereali e del culto collegato ad una dea delle messi e della fecondità.
Enna riuscì a resistere poi all'avanzata dei siculi arrivati in Sicilia intorno il secondo millennio a. C. ,e a stipulare con essi in seguito un trattato di pace . Le due popolazioni nel tempo si fusero e integrarono ; con le città vicine, come Agyrio (l'attuale Agira) o Kentoripa (l'attuale Centuripe) , venne quasi a formarsi una nazione ricca e fiorente.
I greci arrivarono nell'isola intorno all'ottavo secolo a. C. ed Enna risentì molto dell'ellenizzazione,testimoniata anche dal ritrovamento di una moneta battuta di tipo greco risalente al V secolo e il nome della città risulta Henna.
L'antica dea sicana, conosciuta già in tutta la Sicilia per il suo santuario ,venne ad identificarsi con la greca Demetra ,dea delle piante e cereali,patrona della fertilità del suolo e della fecondità femminile; il mito che la contraddistingueva era connesso a quello legato alla figlia Kore,rapita da Ade dio degli inferi nei pressi del lago di Pergusa .,simbologia legata strettamente all'alternarsi delle stagioni.
Nel 212 a. C. la città passò poi in mano ai Romani. La conquista di Henna fu certamente una delle più ardue imprese che i soldati di Roma avessero mai condotto in Sicilia: essendo la città arroccata su un altipiano inespugnabile e difesa da una imponente fortificazione ,essi dovettero ricorrere alla rete fognaria per infiltrarsi fino in cima per conquistare la roccaforte ; fu proprio per questo che i Romani le diedero poil 'appellativo di Urbs Inexpugnabilis.
Dopo la conquista romana Enna ottenne il titolo di municipalità libera e diventò fornitrice di risorse alimentari in virtù della fertilità dei suoi campi, definiti il granaio di Sicilia; doveva però pagare la decima dei prodotti agricoli a Roma . Nel 136 a. C. scoppiò la sanguinosa prima guerra servile e la base centrale delle insurrezioni fu proprio Henna.
A capo della rivolta, che si estese a tutta l'isola, si mise Euno, schiavo siro al servizio del nobile ennese Antigono; si proclamò re e fece ba***re moneta col nome di Antioco riuscendo per tre anni a resistere al forte esercito di Roma che infine nel 132 a. C. riuscirà a riprendere il controllo del territorio. Una statua di epoca moderna a lui dedicata è posta ai piedi del castello .
Nel periodo della Roma repubblicana, il grande avvocato Cicerone viene inviato in Sicilia intorno al 70 a. C. per indagare sul comportamento del propretore Verre,sospettato di corruzione, e nel trattato accusatorio che redige, parla con dovizia di particolari della città di Enna e del santuario dedicato alla dea , identificata ormai anche con la italica Cerere,divinità materna della terra e nume tutelare dei raccolti; egli riporta che la costruzione sacra si ergeva sulla rocca ''...non solo i siculi ma anche tutte le genti o nazioni onorano moltissimo Cerere e sembrava che non andassero al tempio ma da Cerere in persona...''.
La preziosa testimonianza dimostra che il tempio aveva acquistato in epoca romana una grande notorietà tanto da essere visitato da f***e di devoti e fedeli e la sua fama estendendosi ormai in tutta l'orbita mediterranea.
Nel VI secolo d. C., quando iniziarono le invasioni barbariche, fu proprio la sua posizione elevata e inespugnabile a salvarla.
Nel 535 d. C. cadde sotto il dominio dell'Impero bizantino, di cultura prevalentemente greca ,che si era separato dall'impero Romano d'Occidente nel 395 d. C. ,caduto quest'ultimo poi definitivamente nel 476 d. C.
Fino al IX secolo d. C. Enna rimase sotto i bizantini che vi trasferirono il comando militare e amministrativo, data la sua fondamentale importanza strategica ;per la città fu purtroppo un periodo buio di vessazioni e impoverimento. A dimostrazione di ciò è rimasto un antico detto in dialetto ennese “..su vidi un gricu e vidi u lupu,salva u lupu e ammazza u gricu...”Quando gli arabi invasero la Sicilia, dopo la caduta di Palermo le ultime forze di difesa bizantine si asserragliarono all'interno della città .
Le truppe islamiche si stanziarono per molto tempo sulla montagna di fronte, a Qualat-Shibeth (Calascibetta) ed Enna, da essi conquistata nel 858,fu una delle ultime città siciliane a capitolare.
Durante il periodo arabo ,governata dall'emiro Kaid, venne identificata come nuova capitale musulmana dell'Isola con il nome di Qasr-yannih ed ebbe una grande ripresa economica e demografica, data dal sensibile miglioramento della qualità della vita.
La conquista normanna in Sicilia iniziò nel 1061. Le truppe ,guidate dal conte Ruggero I, invasero l'isola sotto richiesta del pontefice, preoccupato che i musulmani potessero arrivare a Roma. Il conte riuscì a espugnare la città nel 1087 dopo ben quindici anni di assedio , solo grazie ad un patto con il comandante saraceno Ibn-Hamud, signore di Castrogiovanni e Girgenti. Il nome della città a questo punto si modifica in Castrogiovanni e rimarrà tale fino al XX secolo.
Il periodo normanno vede l'insediamento nella roccaforte di colonie di lombardi e piemontesi, da cui poi la sua identificazione come ''Castello di Lombardia'' data nel 1130 da Ruggero II che fece anche restaurare l'edificio.
Mentre varie città vennero assegnate come feudi ai cavalieri e alle diocesi, Castrogiovanni rimase demaniale divenendo importante centro culturale e politico del Regno normanno.
In seguito Federico II Re di Sicilia e Imperatore del Sacro Romano Impero, tra il 1200 e il 1240 nel lato ovest della città fece costruire come sua residenza estiva una grande Torre dal caratteristico impianto ottagonale ricorrente in tante architetture sveve, apportando inoltre all'antica struttura difensiva sulla Rocca sostanziali modifiche con l'aggiunta di 20 torri; incaricò per queste opere l'architetto Riccardo da Lentini. La torre e il castello erano collegati mirabilmente da una galleria sotterranea scavata nella roccia,poi chiusa per motivi di sicurezza.
Dopo la breve parentesi francese della dominazione angioina si ha l'avvento del potere spagnolo degli aragonesi .
Anche Federico III d'Aragona stabilì ad Enna la sua residenza estiva, nel 1314 vi ricevette il titolo di Re di Trinacria e nel 1324 convocò nel Castello il Parlamento Siciliano.
Con Federico III e la moglie Eleonora vi furono importanti restauri della città e innalzato anche il fastoso Duomo,nel luogo in cui secondo un'antica tradizione era esistita una piccola chiesa,chiamata Santa Maria Maiuri,a sua volta edificata sui resti di un antico tempio dedicato alla dea Proserpina, o Kore secondo la terminologia greca.
Sotto la dominazione sp****la i privilegi di Castrogiovanni come città demaniale non furono più applicati poichè i governanti si dimostrarono interessati solo alla produzione agricola e allo sfruttamento delle ricchezze del suolo.
Nel 1713 il trattato di Utrecht per un breve periodo assegnò la reggenza della Sicilia in qualità di Viceré al Duca Vittorio Amedeo di Savoia ma questi dopo poco ottenne la Sardegna e l 'isola nel 1718 passa alla monarchia austriaca; infine nel 1738 il trattato di Vienna assegnò la Sicilia e Napoli allo spagnolo Carlo III di Borbone.
Egli, con il titolo di re delle due Sicilie ,favorisce ulteriormente il ripopolamento delle campagne circostanti a discapito del perimetro urbano di Enna,con l'intento di incentivare le potenzialità agricole del circondario,aggregando il territorio ennese al comprensorio di Caltanissetta.
Intorno alla seconda metà del 1800 la città contava già 15.000 abitanti ed essendo uno dei centri più popolosi dell'entroterra siciliano fu attivamente coinvolta nell'impresa garibaldina dei Mille.
Giuseppe Garibaldi, ad unificazione avvenuta con capitale Torino, passò da Castrogiovanni nel 1861 e parlò al popolo dal palazzo Varisano,oggi sede del Museo Archeologico Regionale, di fronte al Duomo della città per coinvolgere gli ennesi alla conquista di Roma capitale.
Per quanto riguarda l'aspetto economico, nel XIX secolo Castrogiovanni, trovandosi al centro di un territorio ricchissimo di zolfo, con le sue miniere alimentò per quasi un secolo il mercato internazionale. In realtà le solfare erano dei veri campi di lavori forzati anche per giovanissimi solfatari, spesso non ancora adolescenti, spinti al lavoro dalle famiglie più povere per estrarre il minerale; vennero approntate numerose linee ferrate minerarie sui cui vagoni quest'ultimo veniva caricato. L'attività mineraria andrà sempre più riducendosi fino al secondo dopoguerra, quando un nuovo metodo estrattivo americano mise in crisi la produzione siciliana.
Il XX secolo vede l'intensa attività politica e parlamentare del politico Napoleone Colajanni, la produzione letteraria del grande Nino Savarese e le realizzazioni artistiche del pittore Paolo Vetri, concittadini da ricordare come segno di riscatto culturale per l'allora poco considerata e povera Castrogiovanni.
Intorno agli anni '20 la popolazione ennese si aggira intorno ai 20.000 abitanti.
Il 6 dicembre 1926 Benito Mussolini scelse Castrogiovanni come capoluogo di una nuova provincia restituendole l'antico nome greco, a dispetto delle vicine Piazza Armerina e Caltagirone ,diventando così la nona provincia siciliana;ciò provocò di conseguenza l'aumento di nuovi posti di lavoro nel terziario.
Vengono inoltre creati nuovi borghi,come Borgo Cascino, e inizia a svilupparsi il villaggio intorno a Pergusa; si costituiscono anche nuovi insediamenti a valle di Enna come abitazione di operai e minatori.
Tutto ciò apportò alla città un certo sviluppo, che raggiunse i 31.000 abitanti, limite che si mantiene ancora oggi. Grazie al nuovo status di capoluogo di provincia fu revisionata la propria struttura urbanistica, con abbattimento di vecchi rioni per far posto a palazzi, viali e uffici.
Il versante ovest della città ,era ricoperto sino agli anni 1930 da un fitto bosco; venne disboscato e completamente urbanizzato per l'incremento demografico e la necessità di uffici pubblici.
Fu bombardata dagli americani tra il 9 e il 13 luglio 1943.
Conobbe un ridimensionamento demografico, specie a causa del crollo dell'attività mineraria e della conseguente emigrazione particolarmente in Francia,Belgio e Germania per tutto il periodo del dopoguerra fino alla metà degli anni sessanta.
In epoca contemporanea la storia di Enna ha visto nel 1936 la nascita del ''Teatro più vicino alle stelle'' all'interno del Castello di Lombardia, dove si svolgevano fino a poco tempo fa rappresentazioni teatrali e concerti, interrotto poi per consentire la continuazione di importanti scavi archeologici nel sito, con conseguente smantellamento dell'impianto teatrale.
Dagli anni '60 si sono svolte competizioni automobilistiche internazionali, anche di Formula 1 nell'Autodromo di Pergusa, sulle rive dell'omonimo lago su cui si sviluppa una estesa Riserva Naturale Speciale; tra le personalità più famose che hanno gareggiato si annovera il famoso pilota Michael Schumacher.
Attualmente si svolgono durante l'anno gare automobilistiche e sportive di notevole interesse.
Grande impulso allo sviluppo dell'economia e al prestigio della città ha portato all'istituzione della Kore, quarto polo universitario siciliano nel quadro di un progetto volto a valorizzare il patrimonio culturale e la centralità del territorio. L'ateneo ha anche portato a termine la realizzazione di una ricchissima biblioteca, una delle più grandi strutture del genere realizzate negli ultimi decenni in Italia.
L'ateneo ennese ha calamitato in pochi anni migliaia di studenti e sono stati impiegati circa 78 milioni di euro per la realizzazione del Campus universitario , primo e unico della Sicilia.

Come si evince dunque dalla sua storia che attraversa i millenni, Enna , cuore dell'entroterra siciliano e ricca di arte e suggestioni del passato , può essere certamente inserita come meta di visita nel percorso siciliano e soddisfare pienamente una domanda turistica colta e variegata, sia italiana che estera .

La Porta di Ianniscuru per accedere all’antica CittàTra i vicoli del quartiere Fundrisi, lungo l'itinerario federiciano ...
16/08/2018

La Porta di Ianniscuru per accedere all’antica Città
Tra i vicoli del quartiere Fundrisi, lungo l'itinerario federiciano

Un sito storico-architettonico di grande rilevanza ancora poco valorizzato dalla Città, poiché lontano dal circuito turistico ordinario del capoluogo ennese, si trova nei pressi dell'antico quartiere di Fundrisi, caratteristico per le tipiche viuzze strette e tortuose. Quest'area situata nella zona sottostante la chiesa dello Spirito Santo, circondata da grotte e collocata in una delle zone più spettacolari di Enna, si apre allo sguardo del visitatore incastonata in un incantevole paesaggio mozzafiato da sembrare un dipinto. In origine, le porte di ingresso alla città di Enna erano sette: Porta di Lombardia, Porta S.Agata, Porta Kamut o Porta dei Saraceni, Porta Palermo, Porta di Papardura, Porta Pisciotto e Porta Janniscuru come testimoniato da un documento del 1575 di particolare importanza conservato presso l’Archivio di Stato di Enna dove in relazione al divieto di far entrare persone e merci per evitare il contagio della peste, vengono elencate le porte della città: S. Biagio, Pisciotto e Cirasa, Papardura, San Filippo a Lu Munti, Jamuti, San Nicola, Janniscuro, Montesalvo, Porta Palermo e S. Paolo. Altre porte cittadine vengono segnalate solo da fonti molto più tarde, quali la veduta assonometrica di frate Jacopo Assorino del 1584, conservata presso la Biblioteca Angelicana di Roma, che fa riferimento alla Porta di Scirasa. Esse svolgevano un ruolo importante come uniche brecce delle possenti mura di cinta che fortificavano e sorgevano nei punti strategici di Enna; una volta chiusi i punti deboli delle rocche, la città diventava sicura e inespugnabile giustificandone le attribuzioni di Urbs Inexpugnabis “Quando nel 1926/27 Castrogiovanni venne eletta a capoluogo di Provincia e riprese l'antico nome di Enna, per servire la nuova provincia, venne sventrato il quartiere di san Domenico, con l'antico convento, con le tante case più povere e con il rifacimento dell'antico palazzo Grimaldi di Geracello in forme neo romane, qui la piazza cuore del potere provinciale, il palazzo del Governo, quello delle corporazioni, quello della banca d'Italia, quello dei funzionari (INCIS) nonché, di lato, la Questura. Contemporaneamente caddero ad una ad una anche le porte medievali: il Pisciotto, per far spazio ai vagoni di un circo, la Portosalvo, la porta Palermo, sacrificata al nuovo palazzo delle poste, Papardura, in data imprecisata, sant'Agata, per l'allargamento della strada di accesso. L'unica superstite delle diverse porte che difendevano la città di Enna, rimase la monumentale Porta di Janniscuru, ristrutturata probabilmente durante la dominazione araba, quando il califfo portò a compimento significative opere di fortificazione in città, come il recupero del castello di Lombardia di matrice sicana, e, appunto della cinta muraria. Di particolare suggestione è la collocazione della Porta che, situata nel mezzo di una breve scalinata in pietra, sorge ai piedi di una rupe, a poche decine di metri dall' ingresso nel quartiere dello Spirito Santo; ha un aspetto massiccio e imponente, ancora oggi conserva un arco a tutto sesto, subito dopo l’arco, a sinistra si apre l'importante e particolare grotta della Guardiola. A pochi metri, troviamo la grotta della Spezieria, con 65 nicchie intagliate nelle pareti, che forse un tempo ospitavano statuette votive. Il recente restauro della porta di Janniscuru , rientrante nelle opere di riqualificazione dell'antico quartiere Fundrisi, ha restituito ad essa l'antico splendore.Da qualche anno questo luogo così suggestivo fa da scenario alla rievocazione dell’arrivo di Federico II di Svevia durante le manifestazioni federiciane. Enna nei suoi quartieri più antichi e suggestivi, offre dunque al visitatore scorci caratteristici,dove gli affascinanti grovigli di vicoli stretti e tortuosi con bagli, ponti, scalinate e casette basse costruite sulle grotte, ha saputo mantenere la propria fisionomia antica quasi inalterata nei secoli, rivelando tracce di un glorioso e lungo passato che la vide , oltre tre millenni or sono, roccaforte privilegiata per sicani, greci, romani, bizantini, arabi, normanni, svevi e aragonesi. Per la sua posizione strategica Tito Livio le diede l’appellativo di “Urbs Inexpugnabilis” e Callimaco la definì “Umbilicus Siciliae” per cui le attribuzioni poetiche e le testimonianze storiche hanno ì contribuito all'appellativo di “Belvedere della Sicilia.
REDAZIONE ARTICOLO E FOTO A CURA DELLO STAFF INFOPOINT TURISMO LIBERO CONSORZIO COMUNALE DI ENNA

17/07/2018

In seguito ai rinvenimenti condotti tra il 1925 ed 1926 nei pressi dell’ex mulino Barbagallo, nasce il primo museo locale ed inizia il sistematico interesse per i problemi dell’archeologia centuripina da parte dell’Istituto di Archeologia dell’Università di Catania.
Nel museo vengono conservati materiali provenienti dallo scavo del 1950 - 1951, condotti sempre nei pressi dell’ex mulino. Con la ripresa nel 1968 della ricerca archeologica , sempre da parte dell’ Istituto di archeologia dell'università di Catania, si inaugura una nuova stagione: Il materiale proveniente dagli scavi della necropoli di piano Capitano ed i dati emersi dalle nuove ricerche si affiancheranno al lento concretizzarsi di una nuova e più moderna sede museale.
Finalmente nel 2000 viene inaugurata la nuova sede, collocata in un area fondamentale per accesso e fruibilità.
L’edificio infatti si trova in posizione panoramica con vista sull’Etna e sulla valle del Simeto.
Organizzato su tre piani, raccoglie le collezioni formatesi nei primi decenni del secolo scorso, con donazioni e recuperi decontestualizzati e altre provenienti da scavi regolari eseguiti a partire dal 1951, in collaborazione fra la Soprintendenza di Siracusa, allora competente per territorio, e l’Istituto di Archeologia dell’Università di Catania.
L' allestimento si arricchisce dii materiali provenienti da scavi più recenti ed anche di molti reperti provenienti da quelli più antichi non esposti precedentemente per motivi di spazio.
I piani espositivi si sviluppano su tre tematiche ( "La Città", " Le Attività", " Le Necropoli" ) , che ricalcano in parte la preesistente collezione del primitivo Museo civico: le esposizioni organiche e tematiche, i corredi esposti, le ambientazioni sono presentate tramite vetrine collocate in modo da essere visibili anche ai più piccoli e ai disabili.
Il primo piano raccoglie le statue provenienti dagli Augustali e le esposizioni di Monte Calvario, di vallata Difesa e dei quartieri periferici della città greco-romana.
Al secondo piano sono esposte le raccolte relative alla vita sociale e religiosa della città e alle principali attività che la resero famosa e fiorente in età ellenistico-romana: le officine ceramiche (statuette fittili, maschere teatrali, vasellame), la produzione agricola, con particolare riguardo a quella cerealicola, i commerci, attestati dalla presenza di anfore di produzione rodia e italica.
Sempre su questo stesso piano è stato dato spazio anche ad una attività per cui la città è divenuta famosa nel mondo : i manufatti realizzati dagli artigiani centuripini, realizzati secondo formule e tecniche dell'epoca greco-romana e riproducono perfettamente antichi vasi ed oggetti.
Il terzo piano ospita infine, una ricca esposizione di corredi provenienti dalle vicine necropoli, in particolare dall’VIII sec. a.C. all’età romana.
i corredi , per la presenza di ceramiche di produzione protocorinzia, corinzia e ionica, documentano la progressiva ellenizzazione della popolazione indigena.
Infine è da evidenziare l'interessante ricostruzione di una tomba a camera di età arcaica, ritrovata in Contrada Piano Capitano, e il posizionamento di urne cinerarie di età romana riproducente il contesto originale in cui si trovavano.

11/07/2018

RISERVA NATURALE SPECIALE LAGO DI PERGUSA - R.N.S.
Comune interessato: Enna
Come ci si arriva: dall'autostrada A19 Catania-Palermo uscire a Enna e proseguire a sinistra per Enna Bassa; al quadrivio proseguire dritto per la S.S. 561 “Pergusina”, la Riserva si incontra sulla destra, dopo 5,3 chilometri.

E' una riserva naturale regionale della Sicilia che sorge in prossimità del Villaggio Pergusa, una frazione del comune di Enna.
Bentito Mussoloni, che aveva voluto la bonifica del lago Pergusa, tra il 1936 e il 1937 deliberò la creazione dell'omonimo villaggio. La riserva fu istituita nel 1995 con legge della Regione Siciliana.
Il Lago di Pergusa è un lago salmastro endoerico (cioè privo sia di veri e propri immissari che di un emissario), di forma subellittica, racchiuso da un gruppo di alture appartenenti ai monti Erei.
E' un'area di estrema rilevanza naturalistica, ricca di biodiversità, in modo particolare di avifauna, in quanto rappresenta l'unica zona umida di sosta nel cuore della Sicilia per gli uccelli migratori.
L'area protetta che copre 402,5 ettari è interamente ricadente nel comune di Enna, è situato a m 667 s.l.m. ed ha un perimetro di circa 4.5 chilometri.

FLORA
Il lago è circondato da una fascia di vegetazione tipica delle lagune salmastre, che ospita specie caratterizzate da adattamento a condizioni di alta salinità.
Le pendici dei monti Erei, che racchiudono il lago, un tempo erano ricoperte di boschi, oggi sopravvive solo una piccola area di rimboschimento, gestita dall'Azienda Forestale, in cui, accanto alle conifere e agli eucalipti, introdotti dall'uomo, si vanno riaffermando le querce, i lecci, le roverelle e la rara Quercus calliprinos.

FAUNA
La Riserva riveste un particolare interesse dal punto di vista ornitologico in quanto area nevralgica nei flussi migratori di molte specie di uccelli. Oltre agli uccelli la Riserva ospita anche diverse specie di mammiferi.
L'Ente Gestore ha provveduto alla creazione di sentieri e aree sosta per i visitatori, dotate di capanni per l'avvistamento della fauna ornitica e l'osservazione dell'ambiente naturale.
Nella parte collinare della Riserva, in Contrada Zagaria, l'Ente ha realizzato il laboratorio Didattico ambientale gestito dal centro di Educazione Ambientale Alexander Von Humboldt ed ospitato in parte dell'antica Villa Zagaria dei baroni di Geracello, da qualche anno di proprietà della Provincia Regionale.

29/06/2018

La festa di Maria SS. della Visitazione, patrona del popolo ennese è costellata da una miriade di curiosità e spunti di riflessione.  Curioso, che il simulacro della Madonna sia nascosto alla vista dei suoi fedeli per buona parte dell'anno, eccetto alcune date come l'11 gennaio (a...

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