27/08/2018
STORIA DI ENNA
Il territorio di Enna per la sua storia millenaria è di grande interesse.
I primi insediamenti risalenti all'età neolitica, databili all'ottavo millennio a. C. , sono venuti alla luce a Cozzo Matrice, un colle nei pressi del Lago di Pergusa, dove sorgeva un villaggio fortificato. Sul luogo sono ancora visibili mura e resti di un tempio più tardo dedicato alla dea Kore ,insieme ad una interessante necropoli. Altri insediamenti neolitici attorno al lago testimoniano di una consistente presenza umana e di una comunità attiva in epoca pregreca.
Ritrovamenti archeologici riferibili alla presenza di popolazioni sicane fanno presumere che ad Enna si trovasse un loro stabile insediamento ,sede scelta certamente per la sua particolare posizione a oltre 900 m sul livello del mare nonché luogo utile per la difesa e l'avvistamento di eventuali gruppi nemici, dato l' impervio arroccamento.
Nell'antica lingua sicana ,secondo alcuni studi, En-naan probabilmente significava luogo ridente.
La maggior parte degli studiosi concorda nell'affermare che proprio i sicani eressero per primi sullo sperone orientale del monte Enna la roccaforte militare che in seguito durante il Medioevo adattamenti e rifacimenti hanno trasformato nell'attuale imponente Castello , simbolo architettonico della città.
Sembra sia di origine sicana anche l'introduzione delle tecniche agricole di coltivazione dei cereali e del culto collegato ad una dea delle messi e della fecondità.
Enna riuscì a resistere poi all'avanzata dei siculi arrivati in Sicilia intorno il secondo millennio a. C. ,e a stipulare con essi in seguito un trattato di pace . Le due popolazioni nel tempo si fusero e integrarono ; con le città vicine, come Agyrio (l'attuale Agira) o Kentoripa (l'attuale Centuripe) , venne quasi a formarsi una nazione ricca e fiorente.
I greci arrivarono nell'isola intorno all'ottavo secolo a. C. ed Enna risentì molto dell'ellenizzazione,testimoniata anche dal ritrovamento di una moneta battuta di tipo greco risalente al V secolo e il nome della città risulta Henna.
L'antica dea sicana, conosciuta già in tutta la Sicilia per il suo santuario ,venne ad identificarsi con la greca Demetra ,dea delle piante e cereali,patrona della fertilità del suolo e della fecondità femminile; il mito che la contraddistingueva era connesso a quello legato alla figlia Kore,rapita da Ade dio degli inferi nei pressi del lago di Pergusa .,simbologia legata strettamente all'alternarsi delle stagioni.
Nel 212 a. C. la città passò poi in mano ai Romani. La conquista di Henna fu certamente una delle più ardue imprese che i soldati di Roma avessero mai condotto in Sicilia: essendo la città arroccata su un altipiano inespugnabile e difesa da una imponente fortificazione ,essi dovettero ricorrere alla rete fognaria per infiltrarsi fino in cima per conquistare la roccaforte ; fu proprio per questo che i Romani le diedero poil 'appellativo di Urbs Inexpugnabilis.
Dopo la conquista romana Enna ottenne il titolo di municipalità libera e diventò fornitrice di risorse alimentari in virtù della fertilità dei suoi campi, definiti il granaio di Sicilia; doveva però pagare la decima dei prodotti agricoli a Roma . Nel 136 a. C. scoppiò la sanguinosa prima guerra servile e la base centrale delle insurrezioni fu proprio Henna.
A capo della rivolta, che si estese a tutta l'isola, si mise Euno, schiavo siro al servizio del nobile ennese Antigono; si proclamò re e fece ba***re moneta col nome di Antioco riuscendo per tre anni a resistere al forte esercito di Roma che infine nel 132 a. C. riuscirà a riprendere il controllo del territorio. Una statua di epoca moderna a lui dedicata è posta ai piedi del castello .
Nel periodo della Roma repubblicana, il grande avvocato Cicerone viene inviato in Sicilia intorno al 70 a. C. per indagare sul comportamento del propretore Verre,sospettato di corruzione, e nel trattato accusatorio che redige, parla con dovizia di particolari della città di Enna e del santuario dedicato alla dea , identificata ormai anche con la italica Cerere,divinità materna della terra e nume tutelare dei raccolti; egli riporta che la costruzione sacra si ergeva sulla rocca ''...non solo i siculi ma anche tutte le genti o nazioni onorano moltissimo Cerere e sembrava che non andassero al tempio ma da Cerere in persona...''.
La preziosa testimonianza dimostra che il tempio aveva acquistato in epoca romana una grande notorietà tanto da essere visitato da f***e di devoti e fedeli e la sua fama estendendosi ormai in tutta l'orbita mediterranea.
Nel VI secolo d. C., quando iniziarono le invasioni barbariche, fu proprio la sua posizione elevata e inespugnabile a salvarla.
Nel 535 d. C. cadde sotto il dominio dell'Impero bizantino, di cultura prevalentemente greca ,che si era separato dall'impero Romano d'Occidente nel 395 d. C. ,caduto quest'ultimo poi definitivamente nel 476 d. C.
Fino al IX secolo d. C. Enna rimase sotto i bizantini che vi trasferirono il comando militare e amministrativo, data la sua fondamentale importanza strategica ;per la città fu purtroppo un periodo buio di vessazioni e impoverimento. A dimostrazione di ciò è rimasto un antico detto in dialetto ennese “..su vidi un gricu e vidi u lupu,salva u lupu e ammazza u gricu...”Quando gli arabi invasero la Sicilia, dopo la caduta di Palermo le ultime forze di difesa bizantine si asserragliarono all'interno della città .
Le truppe islamiche si stanziarono per molto tempo sulla montagna di fronte, a Qualat-Shibeth (Calascibetta) ed Enna, da essi conquistata nel 858,fu una delle ultime città siciliane a capitolare.
Durante il periodo arabo ,governata dall'emiro Kaid, venne identificata come nuova capitale musulmana dell'Isola con il nome di Qasr-yannih ed ebbe una grande ripresa economica e demografica, data dal sensibile miglioramento della qualità della vita.
La conquista normanna in Sicilia iniziò nel 1061. Le truppe ,guidate dal conte Ruggero I, invasero l'isola sotto richiesta del pontefice, preoccupato che i musulmani potessero arrivare a Roma. Il conte riuscì a espugnare la città nel 1087 dopo ben quindici anni di assedio , solo grazie ad un patto con il comandante saraceno Ibn-Hamud, signore di Castrogiovanni e Girgenti. Il nome della città a questo punto si modifica in Castrogiovanni e rimarrà tale fino al XX secolo.
Il periodo normanno vede l'insediamento nella roccaforte di colonie di lombardi e piemontesi, da cui poi la sua identificazione come ''Castello di Lombardia'' data nel 1130 da Ruggero II che fece anche restaurare l'edificio.
Mentre varie città vennero assegnate come feudi ai cavalieri e alle diocesi, Castrogiovanni rimase demaniale divenendo importante centro culturale e politico del Regno normanno.
In seguito Federico II Re di Sicilia e Imperatore del Sacro Romano Impero, tra il 1200 e il 1240 nel lato ovest della città fece costruire come sua residenza estiva una grande Torre dal caratteristico impianto ottagonale ricorrente in tante architetture sveve, apportando inoltre all'antica struttura difensiva sulla Rocca sostanziali modifiche con l'aggiunta di 20 torri; incaricò per queste opere l'architetto Riccardo da Lentini. La torre e il castello erano collegati mirabilmente da una galleria sotterranea scavata nella roccia,poi chiusa per motivi di sicurezza.
Dopo la breve parentesi francese della dominazione angioina si ha l'avvento del potere spagnolo degli aragonesi .
Anche Federico III d'Aragona stabilì ad Enna la sua residenza estiva, nel 1314 vi ricevette il titolo di Re di Trinacria e nel 1324 convocò nel Castello il Parlamento Siciliano.
Con Federico III e la moglie Eleonora vi furono importanti restauri della città e innalzato anche il fastoso Duomo,nel luogo in cui secondo un'antica tradizione era esistita una piccola chiesa,chiamata Santa Maria Maiuri,a sua volta edificata sui resti di un antico tempio dedicato alla dea Proserpina, o Kore secondo la terminologia greca.
Sotto la dominazione sp****la i privilegi di Castrogiovanni come città demaniale non furono più applicati poichè i governanti si dimostrarono interessati solo alla produzione agricola e allo sfruttamento delle ricchezze del suolo.
Nel 1713 il trattato di Utrecht per un breve periodo assegnò la reggenza della Sicilia in qualità di Viceré al Duca Vittorio Amedeo di Savoia ma questi dopo poco ottenne la Sardegna e l 'isola nel 1718 passa alla monarchia austriaca; infine nel 1738 il trattato di Vienna assegnò la Sicilia e Napoli allo spagnolo Carlo III di Borbone.
Egli, con il titolo di re delle due Sicilie ,favorisce ulteriormente il ripopolamento delle campagne circostanti a discapito del perimetro urbano di Enna,con l'intento di incentivare le potenzialità agricole del circondario,aggregando il territorio ennese al comprensorio di Caltanissetta.
Intorno alla seconda metà del 1800 la città contava già 15.000 abitanti ed essendo uno dei centri più popolosi dell'entroterra siciliano fu attivamente coinvolta nell'impresa garibaldina dei Mille.
Giuseppe Garibaldi, ad unificazione avvenuta con capitale Torino, passò da Castrogiovanni nel 1861 e parlò al popolo dal palazzo Varisano,oggi sede del Museo Archeologico Regionale, di fronte al Duomo della città per coinvolgere gli ennesi alla conquista di Roma capitale.
Per quanto riguarda l'aspetto economico, nel XIX secolo Castrogiovanni, trovandosi al centro di un territorio ricchissimo di zolfo, con le sue miniere alimentò per quasi un secolo il mercato internazionale. In realtà le solfare erano dei veri campi di lavori forzati anche per giovanissimi solfatari, spesso non ancora adolescenti, spinti al lavoro dalle famiglie più povere per estrarre il minerale; vennero approntate numerose linee ferrate minerarie sui cui vagoni quest'ultimo veniva caricato. L'attività mineraria andrà sempre più riducendosi fino al secondo dopoguerra, quando un nuovo metodo estrattivo americano mise in crisi la produzione siciliana.
Il XX secolo vede l'intensa attività politica e parlamentare del politico Napoleone Colajanni, la produzione letteraria del grande Nino Savarese e le realizzazioni artistiche del pittore Paolo Vetri, concittadini da ricordare come segno di riscatto culturale per l'allora poco considerata e povera Castrogiovanni.
Intorno agli anni '20 la popolazione ennese si aggira intorno ai 20.000 abitanti.
Il 6 dicembre 1926 Benito Mussolini scelse Castrogiovanni come capoluogo di una nuova provincia restituendole l'antico nome greco, a dispetto delle vicine Piazza Armerina e Caltagirone ,diventando così la nona provincia siciliana;ciò provocò di conseguenza l'aumento di nuovi posti di lavoro nel terziario.
Vengono inoltre creati nuovi borghi,come Borgo Cascino, e inizia a svilupparsi il villaggio intorno a Pergusa; si costituiscono anche nuovi insediamenti a valle di Enna come abitazione di operai e minatori.
Tutto ciò apportò alla città un certo sviluppo, che raggiunse i 31.000 abitanti, limite che si mantiene ancora oggi. Grazie al nuovo status di capoluogo di provincia fu revisionata la propria struttura urbanistica, con abbattimento di vecchi rioni per far posto a palazzi, viali e uffici.
Il versante ovest della città ,era ricoperto sino agli anni 1930 da un fitto bosco; venne disboscato e completamente urbanizzato per l'incremento demografico e la necessità di uffici pubblici.
Fu bombardata dagli americani tra il 9 e il 13 luglio 1943.
Conobbe un ridimensionamento demografico, specie a causa del crollo dell'attività mineraria e della conseguente emigrazione particolarmente in Francia,Belgio e Germania per tutto il periodo del dopoguerra fino alla metà degli anni sessanta.
In epoca contemporanea la storia di Enna ha visto nel 1936 la nascita del ''Teatro più vicino alle stelle'' all'interno del Castello di Lombardia, dove si svolgevano fino a poco tempo fa rappresentazioni teatrali e concerti, interrotto poi per consentire la continuazione di importanti scavi archeologici nel sito, con conseguente smantellamento dell'impianto teatrale.
Dagli anni '60 si sono svolte competizioni automobilistiche internazionali, anche di Formula 1 nell'Autodromo di Pergusa, sulle rive dell'omonimo lago su cui si sviluppa una estesa Riserva Naturale Speciale; tra le personalità più famose che hanno gareggiato si annovera il famoso pilota Michael Schumacher.
Attualmente si svolgono durante l'anno gare automobilistiche e sportive di notevole interesse.
Grande impulso allo sviluppo dell'economia e al prestigio della città ha portato all'istituzione della Kore, quarto polo universitario siciliano nel quadro di un progetto volto a valorizzare il patrimonio culturale e la centralità del territorio. L'ateneo ha anche portato a termine la realizzazione di una ricchissima biblioteca, una delle più grandi strutture del genere realizzate negli ultimi decenni in Italia.
L'ateneo ennese ha calamitato in pochi anni migliaia di studenti e sono stati impiegati circa 78 milioni di euro per la realizzazione del Campus universitario , primo e unico della Sicilia.
Come si evince dunque dalla sua storia che attraversa i millenni, Enna , cuore dell'entroterra siciliano e ricca di arte e suggestioni del passato , può essere certamente inserita come meta di visita nel percorso siciliano e soddisfare pienamente una domanda turistica colta e variegata, sia italiana che estera .