Tedioli Arboricoltura

Tedioli Arboricoltura Arboricoltura Specializzata da 30 anni POTATURA
“Potare non è... tagliare!”.

Potare è individuare ed attuare le dovute cure agli alberi o agli arbusti senza destrutturarli. ABBATTIMENTO E CONSOLIDAMENTO DI ALBERI
A fronte di piante morte o pericolose, è necessaria la rimozione. Dov’è sufficiente mettere in sicurezza porzioni di chioma o singoli rami, si interviene con i consolidamenti. GESTIONE DI AREE VERDI PUBBLICHE E PRIVATE
Una corretta gestione delle aree verdi (parch

i o piccoli giardini che siano) fa sì che possiate godere di piante sane e con costi relativamente contenuti. Una corretta gestione delle aree verdi può aumentare dal 10 al 20% il valore dell’area stessa. TREE CLIMBING
Dove le piattaforme aeree sono fortemente limitate o non possono essere utili per intervenire sulle piante si ricorre al Tree Climbing. Il Tree Climbing è una tecnica di arrampicata sull’albero mediante funi, che si svolge in piena sicurezza per l’operatore in modo da poter effettuare diagnosi e potatura.

Ed ecco un veloce Prima e Dopo degli interventi odierni sulla maestosa e unica "Quercia della Valle", una roverella (Que...
13/04/2026

Ed ecco un veloce Prima e Dopo degli interventi odierni sulla maestosa e unica "Quercia della Valle", una roverella (Quercus pubescens) tutelata come Albero Monumentale della Regione Emilia Romagna e come Albero Monumetale d'Italia.
Gli interventi di potatura sono stati mirati per una rimonda (ramificazioni secche, deperite e compromesse) e il controllo dei consolidamenti dinamici.
Gli interventi sono stati eseguiti tramite tre operatori su fune (tree climbing) e due operatori a terra.
La vegetazione asportata è stata del 0%.

13/04/2026
Buongiorno!.. And find the climbers 😅
13/04/2026

Buongiorno!
.. And find the climbers 😅

La resilienza del Cerro: un caso studio tra gestione dell'emergenza e ristrutturazioneQuesto esemplare di Cerro (Quercus...
21/03/2026

La resilienza del Cerro: un caso studio tra gestione dell'emergenza e ristrutturazione

Questo esemplare di Cerro (Quercus cerris) ha molto da raccontare in termini operativi, quantitativi e di biologia vegetale. La sua storia recente è un esempio perfetto di come la plasticità degli alberi, se accompagnata da una gestione tecnica oculata, possa superare eventi traumatici estremi.

Cronostoria di una sfida biologica
Dicembre 2016: L'albero, un esemplare maturo (stadio 7 Pierre Raimbault), viene sottoposto a una rimonda (vegetazione secca, deperita e compromessa) e a un contenimento sul lato della Strada Provinciale.

Agosto 2017: Un violento evento meteorologico colpisce Brisighella. Il Cerro subisce danni gravissimi: rotture e lesioni diffuse su tutta la chioma. Interveniamo d'urgenza per eliminare i rami pericolanti, riducendo la chioma in coerenza con le parti già "asportate" dal vento.

Il bilancio: In meno di un anno, tra potature e danni meteorologici, l'esemplare perde oltre il 50% della sua biomassa fotosintetizzante.

La fase di attesa e il nuovo intervento
Abbiamo scelto di attendere 9 anni prima di intervenire nuovamente. Questa pausa è stata fondamentale per permettere all'albero di ricostituire una vegetazione plausibile, contando sulle riserve di zuccheri accumulate fino al 2016 e sulla sua naturale vigoria.

Quest'anno abbiamo finalmente proceduto al primo intervento di ristrutturazione, concentrandoci su:

Selezione dei reiterati traumatici: Diradamento dei nuovi reiterati traumatici per evitare cortecce incluse e competizione eccessiva.

Gestione della parte sommitale: Selezione tra tronchi equivalenti sui reiterati oggetto di diradamento.

Gestione della parte laterale: Tagli di ritorno su branche epitone arretrate.

Rimonda generale: Eliminazione della vegetazione secca, deperita e compromessa.

L'intervento, che ha rimosso circa il 15% della vegetazione, è stato eseguito da una squadra coordinata composta da un operatore su PLE, due su fune e due a terra.

Conclusioni e riflessioni tecniche
Cosa ci insegna questo esemplare?

Il valore del monitoraggio: Solo attraverso un controllo costante nel tempo si possono calibrare gli interventi corretti su alberi monumentali o complessi.

La resilienza degli alberi: È strabiliante come un essere vivente possa perdere metà della propria vegetazione e riadattarsi in modo energeticamente, meccanicamente e ormonalmente equilibrato.

Il mito del "periodo giusto": Questo Cerro ha perso metà della chioma in piena estate e ha reagito con una vitalità straordinaria. Questo caso smentisce i luoghi comuni — spesso recepiti in regolamenti del verde eccessivamente rigidi — che limitano la potatura estiva. In molti casi, il periodo vegetativo non è solo ottimale, ma rappresenta il momento migliore per la risposta fisiologica della pianta.

Prossimo appuntamento: Il monitoraggio e il nuovo intervento sono già calendarizzati tra circa tre anni.

Flash Cut vs. Coronet Cut: Oltre il Pregiudizio TecnicoA chi mi domanda se sia "sbagliato" effettuare un Flash Cut (tagl...
17/03/2026

Flash Cut vs. Coronet Cut: Oltre il Pregiudizio Tecnico
A chi mi domanda se sia "sbagliato" effettuare un Flash Cut (taglio a raso) o un Coronet Cut (taglio a corona), la risposta corretta è una sola: dipende.

In arboricoltura, vedere una tecnica come intrinsecamente "peggiore" dell'altra è fuorviante. Ogni intervento deve essere dettato dalle opportunità biologiche e meccaniche del caso specifico. Facciamo chiarezza sulle differenze sostanziali tra questi due approcci agli antipodi.

1. Il Flash Cut (Taglio a Raso)
Il Flash Cut è una tecnica appropriata esclusivamente nella potatura di selezione tra tronchi equivalenti.

Il presupposto anatomico: A differenza delle branche (assi ramificati su un solo piano), i tronchi (assi ramificati a 360°) sono spesso sprovvisti di un vero e proprio collare. Essendo direttamente collegati alla propria colonna cambiale, il taglio a raso risulta biomeccanicamente corretto poiché non interrompe barriere anatomiche che, in quel punto, non esistono.

Il limite dei 15 cm: Per evitare il rischio di carie estese, il Flash Cut non dovrebbe superare i 15 cm di diametro. In alberi con buona capacità di compartimentazione (come le Fagacee, grazie alla presenza di tannini), questo limite permette alla pianta di attivare i meccanismi di difesa prima che i funghi degradatori penetrino in profondità.

Il rischio: Oltrepassare questa soglia espone i tessuti duramificati ad agenti esterni (aria, acqua, batteri). Senza una rapida occlusione, la carie può agire in modo centrifugo, compromettendo non solo il punto di taglio ma anche la stabilità meccanica del tronco principale.

2. Il Coronet Cut (Taglio a Corona)
Quando la rimozione riguarda tronchi di grandi dimensioni e non esistono alternative, il Coronet Cut diventa uno strumento di gestione essenziale, non una "moda".

La funzione di "Moncone-Tampone": Il Coronet Cut crea una frattura naturale che massimizza le attività ecologiche. Invitando la colonizzazione di batteri e funghi antagonisti degli agenti di carie, si rallenta la degradazione dei tessuti.

Gestione del tempo: Questa tecnica aumenta i tempi necessari al decadimento prima che questo raggiunga l'inserzione del tronco. Nel frattempo, l'albero ha il tempo necessario per attivare efficacemente le prime tre barriere del modello CODIT (Compartmentalization Of Decay In Trees).

Approccio Integrato: Il Coronet Cut non è un intervento isolato. Deve essere accompagnato da una diagnosi costante, potature programmate nel tempo e, se necessario, attività accessorie come i consolidamenti per la riduzione del rischio.

In sintesi
Il Flash Cut risponde a un'esigenza di selezione fisiologica e biologica su diametri contenuti; il Coronet Cut è una strategia di gestione del rischio e conservazione ecologica su grandi volumi. Entrambi, se eseguiti con cognizione di causa, rappresentano un'opportunità per la cura degli alberi.

PS

La foto a sinistra mostra un Flash Cut (non eseguito dal sottoscritto) di oltre 30cm dopo un periodo di una settimana su Roverella sulla quale sono evidenti le profonde "scanalature" dei raggi parenchimatici. Un invito a nozze per i fungi da carie che possono ora entrare direttamente sul punto di taglio e andare ad intaccare anche il legno sano del tronco limitrofo.

Siamo intervenuti su questi Gelsi neri (Morus nigra) a Campotto, frazione di Argenta (FE), testimoni di storia fin dai p...
07/03/2026

Siamo intervenuti su questi Gelsi neri (Morus nigra) a Campotto, frazione di Argenta (FE), testimoni di storia fin dai primi dell’800.
Quetsi non sono semplici alberi: sono monumenti viventi che hanno attraversato secoli di trasformazioni. Dalla tecnica agricola della "Testa di Salice" all’abbandono, fino alla convivenza forzata con strade provinciali, pensiline e cavi aerei.

Oggi, entrati nella fase di Vecchiaia, hanno richiesto un intervento di arboricoltura avanzata per bilanciare la loro autodeterminazione con la sicurezza pubblica.

🔍 La sfida: Fragilità e Agenti di Carie
Dopo i cedimenti dell'estate 2024 (frecce arancioni), l'improvvisa esposizione solare ha causato necrosi e l'attacco di Schizophyllum commune. Il risultato? Un depauperamento energetico e strutturale che andava gestito subito.

🛠 L’Intervento Tecnico:
Non ci siamo limitati a "potare", abbiamo messo in atto una strategia multi-livello:

Riduzione della chioma controllata: Abbiamo asportato circa il 25% della vegetazione con tagli di ritorno e selezione di tronchi equivalenti, riducendo le interferenze con edifici e infrastrutture.

Ricostruzione della chioma: Un attento diradamento dei nuovi getti nati dopo le stroncature permetterà di riformare una chioma laddove andata persa.

Consolidamenti Dinamici: Installazione di sistemi in polipropilene (da 4 e 8 tonnellate) per sostenere i tronchi più critici senza bloccarne il movimento naturale.

Coronet Cut (Tagli a corona): Su tre grossi tronchi secchi abbiamo eseguito tagli "naturaliformi" per massimizzare il contributo ecologico (habitat) e allontanare la carie dalle inserzioni principali, favorendo la compartimentazione.

👷‍♂️ Una squadra in azione
Un intervento di questa portata ha richiesto un coordinamento perfetto:
👉 3 operatori su fune (tree climbers)
👉 1 operatore su PLE
👉 3 operatori a terra

Un lavoro a regola d’arte per traghettare questi giganti verso il prossimo intervento previsto per il 2028.

Il futuro del verde urbano passa per la competenza, non per l'improvvisazione.

Il Prima e Dopo di oggi mostra una annosa Farnia giunta agli esordi dello stadio di maturità aggravata da pesanti galler...
04/03/2026

Il Prima e Dopo di oggi mostra una annosa Farnia giunta agli esordi dello stadio di maturità aggravata da pesanti galleri dettate da Cerambyx cerdo su branche e tronchi dell'esemplare in questione.
La slide in realtà ritrae il terzo intervento di riduzione attraverso una selezione tra tronchi equivalenti arretrati nella parte sommitale della chioma e di taglio di ritorno su branche epitone arretrate sulla parte laterale della chioma. Il tutto condito da una generale rimonda (vegetazione secca, deperita e compromessa) e una selezione dei tronchi neo formati internamente.
Le operazioni sono state svolte da un operatore su PLE e un operatore su fune.
Vegetazione asportata 20% circa.

www.arbotedioli.com

Le immagini che seguono mostrano alcuni interventi su due Cedri dell'Atlante funestati dalle pesanti nevicate occorse du...
27/02/2026

Le immagini che seguono mostrano alcuni interventi su due Cedri dell'Atlante funestati dalle pesanti nevicate occorse durante l'epifania del 2026.
Questi Cedri giunti allo stadio di maturità sono stati pregressivamente capitozzati (freccia rossa) dando origine a una serie di reiterati traumatici dal punto di capitozzo. Con le nevicate appena trascorse diverse branche metamorfizzate in tronchi (raddrizzamento) a causa della capitozzatura hanno subito stroncature e sbrancamenti (frecce gialle) che di fatto hanno perturbato la morfologia degli esemplari. Da qui si è proceduto con un intervento di rimonda (eliminazione delle vegetazione secca, deperita e compromessa) e di contenimento attraverso una selezione tra tronchi arretrati nella parte sommitale e attraverso taglio di ritorno su branche epitone sulla parte laterale. La seconda slide indica sulla parte sx una immagine sovrapposta del prima e dopo per qualificare l'intervento di contenimento e a dx i tagli di ritorno effettuati su branche epitone arretrate e i possibili interventi futuri sulle branche già in essere. La vegetazione asportata è stata del 15% circa.
I Cedri trovandosi di fronte a un cantiere edile in svolgimento, sono stati protetti fin oltre al colletto da assi di legno disposti a raggiera per evitare danni meccanici insiti spesso dalle operazioni edili e di deposito.

Indirizzo

Via Ravegnana, 251 Faenza
Faenza
48018

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