03/04/2026
Nel nostro diario, S+S Journey, abbiamo raccontato di una luce che ritorna, nella nostra Firenze, con la liturgia del fuoco nuovo che continua a segnare uno dei passaggi più intensi del tempo pasquale. Dalle pietre del Santo Sepolcro ai Santi Apostoli e San Biagio, legate a Pazzino de’ Pazzi, nasce la scintilla che genera la fiamma pasquale, attraversa la città, entra nelle case; il Sabato Santo arriva al Duomo e illumina il cero, la mattina di Pasqua la Colombina dà avvio allo Scoppio del Carro.
È dentro questo gesto antico che prende forma il progetto della teca, a cui ci siamo dedicati con passione e cura insieme alla parrocchia dei Santi Apostoli e Biagio e alla Diocesi di Firenze, per riportare alla luce le reliquie a lungo custodite in sagrestia e offrirle alla venerazione. Giunte nel Settecento dopo la soppressione di San Biagio presso l’attuale Palazzo di Parte Guelfa, una delle tre, perduta, viene ritrovata anni dopo nelle campagne dal diacono Bicchi; reliquie “da contatto” legate al Santo Sepolcro, erano conservate in una teca deteriorata degli anni Cinquanta.
La custodia è una “casa-sepolcro”, essenziale, in marmo bianco e cristallo, con un interno dorato che riflette la luce come il fuoco pasquale; sarà sospesa nella ca****la Altoviti sopra l’altare in pietra serena e affiancata da una versione mobile per il corteo, con le reliquie sostenute da un perno centrale in corrispondenza della croce gigliata.
Il progetto è in corso e punta a concludersi entro novembre, nel sessantesimo dell’alluvione del 1966, occasione in cui immaginiamo anche una mostra fotografica sulla chiesa invasa dal fango e sulla sua rinascita: un passaggio che sentiamo profondamente nostro, tra esperienza personale e restituzione alla città.
Il racconto è sul nostro sito, al link in bio.