18/02/2025
Vorrei evitare quelle frasi che si dicono sempre tipo è il mio libro migliore e così via. Ogni libro quando è in pancia ha ali che (per fortuna) non tengono mai conto del vento. Che a volte è a favore (quando mai…) e altre no. Di una cosa però sono certo: essendomi perso e avendo ogni volta ricominciato, ho sempre disorientato chi era in ascolto. Emiliano il poeta, lo scrittore, il fotografo, Emiliano quello dei boschi, di Campana, Emiliano quello che scrive di Calabria ma che è perso in Appennino. Bene contenere moltitudini ma non se si punta a essere un punto, una linea retta e non un curvo labirinto di linee rotte. Un centro c’è - accontentiamoci - ed è quello che sta al centro di questo racconto, “Soltanto d’estate”, che uscirà il 19 febbraio grazie a Bottega Errante. Il centro sono io che cerco un centro di gravità che sia una casa un lavoro un entusiasmo che duri più di un momento; io che vago per paesi, innamorato di assenze suoni effimeri porte finestre pietre orti. Questo libro che parla di case e d’Appennino, di figli e di ricordi, è la buffa confessione di un matto. Che voleva fare il cantante, il musicista, il cameriere, che voleva apparire e poi sparire, fare ridere e fare piangere, e alla fine è inciampato senza avere uno stile un mestiere niente. Uno sciamannato vestito di bianco in mezzo alla nebbia, che prendono per sano ma che è il primo dei malati. La mia copia è arrivata ieri!
Preordinatelo, se vi va.