06/10/2025
La raccolta della mandragola
Questa pianta è legata alla morte e veniva estratta dal terreno con tutte le cautele e attraverso particolari riti.
Nell'epoca romana si credeva che la mandragora fosse abitata da un demone.
Estratta dal terreno, il demone si sarebbe risvegliato e il suo urlo avrebbe ucciso l'incauto raccoglitore. Anche se tale grido, più che a uno spirito maligno, è riconducibile all’iniqua morte dell’impiccato.
Conseguentemente si suggeriva di disegnare tre cerchi con un ramo di salice, o una spada di ferro attorno alla pianta, (in questo specifico caso il cerchio preserva chi è fuori). Poi doveva essere smossa la terra intorno alla radice, ammorbidita con urina femminile e solo a quel punto una vergine avrebbe potuto raccoglierla, guardando a ovest e ponendo attenzione al vento poiché il suo profumo poteva ammutolire o creare allucinazioni tali da condurre alla pazzia.
Se, invece, si voleva evitare di estirpare direttamente la radice, un metodo collaudato testimoniato da Teofrasto di L***o, poi ripreso da Plinio il Vecchio, era quello del ricorso a un cane.
Il rituale prevedeva di recarsi sul posto il venerdì al crepuscolo, con un cane nero affamato. Dopo essersi protette le orecchie, si facevano tre segni di croce sulla pianta, si scavava attorno (magari ammorbidendo la terra con l’urina di donna, o sangue di mestuo) e si poneva attorno alla radice una corda, poi annodata al collo o alla coda del cane. Poco lontano si poneva del cibo per l’animale, il quale gettandosi su di esso, strattonando la corda, staccava la radice che emetteva un grido il cui maleficio uccideva l’animale. Solo allora le radici potevano essere raccolte senza pericolo.