Archivio Studio Lavarello

Archivio Studio Lavarello Informazioni di contatto, mappa e indicazioni stradali, modulo di contatto, orari di apertura, servizi, valutazioni, foto, video e annunci di Archivio Studio Lavarello, Progettista architettonico, Via Peschiera 5/3, Genova.

Lo Studio Lavarello è stato fondato a Genova nel 1955 da Marco Lavarello (1921-2018) ed è tuttora attivo, nelle persone di Matteo, Antonio e Marta Lavarello, rispettivamente figlio e nipoti del fondatore.

In occasione della 74esima edizione del Festival della Canzone Italiana in corso in questi giorni, l'edizione online di ...
09/02/2024

In occasione della 74esima edizione del Festival della Canzone Italiana in corso in questi giorni, l'edizione online di Domus ha dedicato un articolo a firma di Giovanni Comoglio a Marco Lavarello e al suo progetto per il teatro Ariston di Sanremo. I materiali pubblicati provengono dall'archivio dello Studio Lavarello.

Due anni fa, il 15 gennaio del 2022, chiudeva "Marco Lavarello. Progetti per Genova" la mostra promossa da Giglio Bagnar...
15/01/2024

Due anni fa, il 15 gennaio del 2022, chiudeva "Marco Lavarello. Progetti per Genova" la mostra promossa da Giglio Bagnara (e in particolare da Enrico Montolivo) in occasione dei cento anni dalla nascita di Lavarello, allestita nei locali dello storico departement store di Sestri Ponente e curata da Jacopo Baccani, Maria Montolivo e Antonio Lavarello. In occasione di questa ricorrenza pubblichiamo il progetto da cui nacque il legame tra Giglio Bagnara (e la famiglia a cui fa riferimento l'azienda di Sestri) e Marco Lavarello, ovvero l'ampliamento degli spazi di vendita con la costruzione di una nuova ala ad est di quella esistente. Tale intervento, che aggiunse 4000 mq ai 1200 già esistenti rinnovando i reparti di vendita, i magazzini e l'ingresso, venne realizzato tra il 1967 e il 1969, centenario dalla fondazione del negozio (1869). Inizialmente Lavarello, che per questo progetto collaborò nuovamente con Aldo Molteni, ingegnere milanese con cui aveva lavorato al progetto della Rinascente di Piccapietra (1961), propose per il nuovo edificio una soluzione a piani sfalsati che consentiva la permeabilità visiva tra un reparto e l'altro. Questa soluzione fu accantonata in favore di una più tradizionale; d'altronde per Giglio Bagnara, allora guidato da Diego Bagnara e Camillo Saccomanno, si trattava già di un grande azzardo. Anche all'esterno, da una prima versione rivestita in metallo si passò a facciate intonacate e tinteggiate con colori caldi tipicamente liguri. Pur nell'evidente novità, l'addizione volumetrica, peraltro caratterizzata anche da un parcheggio in copertura, si poneva in relazione con il tessuto ottocentesco non solo dal punto di vista materico, ma anche attraverso le forme e le proporzioni della facciata su via Menotti, che confermava l'altezza e il ritmo degli edifici esistenti e proseguiva la teoria di cornicioni con la propria imponente fascia di coronamento; inoltre su via Sestri venne mantenuto il prospetto originario.
Pubblichiamo uno spaccato prospettico della soluzione a piani sfalsati, uno schizzo a volo d'uccello della versione definitiva e alcune foto d'epoca (crediti: Brandolini). Inoltre aggiungiamo la locandina e alcune foto dell'allestimento della mostra del 2021.

Per sottolineare il rapporto professionale che, in forme e occasioni diverse, legò Marco Lavarello alla Fiera di Genova,...
04/01/2024

Per sottolineare il rapporto professionale che, in forme e occasioni diverse, legò Marco Lavarello alla Fiera di Genova, facciamo seguire alla pubblicazione dell'Auditorium (1984), il progetto (1965) della pavimentazione del vecchio padiglione B (demolito e sostituito nel 2009 dal nuovo edificio progettato da Jean Nouvel); peraltro i due progetti, pur distanti nel tempo, sono caratterizzati da una certa comunanza del linguaggio formale utilizzato, basato sulla combinazione di una geometria lineare estensivamente ripetuta e l'alternanza di cromie affini. In questo caso una sorta di enorme "codice a barre" (curiosamente consonante con il carattere commerciale dell'edificio) costituito da campi di linoleum di toni freddi (verdi e azzurri) copriva l'intera superficie del pavimento del Padiglione. Il linoleum, che molti spesso confondono con pavimenti plastici o di gomma, è un materiale composto da materie prime di origine naturale, in particolare olio di lino. Tra gli esempi particolarmente interessanti e celebri dell'utilizzo del linoleum in architettura vi sono gli interni del grattacielo Pirelli a Milano (1956-1960), progettato da Gio Ponti; val la pena di ricordare che all'epoca (dal 1894 sino al 1975) era proprio la Pirelli a produrre tale materiale in Italia. L'incarico per il disegno della pavimentazione del padiglione B si inseriva in una serie di consulenze progettuali svolte da Lavarello per la Fiera come componente della Commissione Edilizia, relative ad elementi di arredo, piccole modifiche o integrazioni della configurazione del layout originale dei padiglioni. A ciò si aggiungano la grande scenografia per l'ingresso del primo Salone Nautico (1962, già pubblicata su questo profilo), i numerosi allestimenti fieristici, le sei edizioni di Euroflora (dal 1971 al 1996, già pubblicate su questo profilo). Il legame di consulenza con la Fiera nasce addirittura prima della costruzione materiale della Fiera stessa, come conferma un aneddoto che lo stesso Marco Lavarello soleva raccontare: un giorno (probabilmente un tardo pomeriggio, al termine dell'orario lavorativo), insieme a Giuseppe De André (padre di Fabrizio), promotore e primo presidente dell'Ente Fiera, a bordo di una piccola imbarcazione, forse un gozzo, si recò nelle acque antistanti la foce del Bisagno per valutare l'impatto dei riempimenti previsti per la realizzazione della Fiera stessa, tracciandoli mentalmente attraverso il metodo degli allineamenti visivi di elementi emergenti del paesaggio costiero, utilizzato dai pescatori per individuare le zone di pesca; con una lenza a piombo Lavarello e De André verificarono anche l'effettiva profondità dello specchio acqueo. Tracce di questi rapporti si ritrovano nell'archivio Lavarello non solo per quanto riguarda i progetti già menzionati, ma anche con l'ampia documentazione fotografica relativa agli spazi della Fiera, con le fotografie aeree qui pubblicate, con i verbali della Commissione Edilizia e con i volumi pubblicati dalla Fiera e dedicati alla propria attività (qui pubblichiamo alcune pagine del libro stampato in occasione dell'inaugurazione del quartiere fieristico).

Tra i primi lavori con cui Marco Lavarello si confrontò all'inizio della propria traiettoria professionale, quando ancor...
29/12/2023

Tra i primi lavori con cui Marco Lavarello si confrontò all'inizio della propria traiettoria professionale, quando ancora operava nell'ambito dello studio di Dante Datta, ci furono due teatri, il Politeama Genovese e il Teatro Duse. Questo "imprinting" progettuale segnò a fondo il prosieguo della lunga carriera di Lavarello, che si trovò a disegnare molte sale da spettacolo di vario genere, tra le quali alcune di particolare rilevanza, come il cinema-teatro Ariston di Sanremo, divenuto popolare come sede del Festival della Canzone Italiana, o il Nuovo Margherita, che dagli anni '50 agli anni '90 del '900 è stato il più grande e più importante teatro genovese. Abbiamo pubblicato qui i principali progetti di Lavarello relativi a questo tema. Concludiamo la serie con le due sale conferenze progettate per l'auditorium della Fiera di Genova, progettato nel 1984 dallo Studio Lavarello (Marco e Matteo) e collocato nel basamento della cosiddetta torre NIRA (Ansaldo Nucleare), recentemente demolita nell'ambito dei lavori per il nuovo Waterfront di Levante. Le due sale erano caratterizzate cromaticamente, una con toni caldi e una con toni freddi e furono allestite con la poltroncina Cavea, progettata anch'essa dallo studio Lavarello e prodotta dall'azienda torinese TRAU Arredi Metallici. Pubblichiamo le piante dei soffitti, un bozzetto a tempera, alcune fotografie delle sale, alcune delle quali tratte dal materiale promozionale della TRAU, e una fotografia della poltroncina.

Lo scorso fine settimana, nel corso delle visite guidate ai teatri Duse e Genovese organizzate nell'ambito di Maledetti ...
21/11/2023

Lo scorso fine settimana, nel corso delle visite guidate ai teatri Duse e Genovese organizzate nell'ambito di Maledetti Architetti 2023, è stata illustrata la proposta progettuale elaborata all'inizio degli anni '70 dallo Studio Lavarello su incarico del Teatro Stabile di Genova relativa ad una "tematizzazione" di via Bacigalupo come "strada dei teatri". Lo Stabile, guidato da Ivo Chiesa e Luigi Squarzina, in quel periodo gestiva infatti sia il Teatro Duse (fin dagli anni '50) sia (a partire dal 1963) il Politeama Genovese), sui quali peraltro Marco Lavarello era intervenuto, in diverse occasioni, quale progettista. Inoltre lo Stabile possedeva in zona un'altra sala, il Teatrino di piazza Marsala, anch'esso progettato da Lavarello (1966). Appare quindi comprensibile l'idea di realizzare una sorta di "teatro diffuso", considerando anche la presenza di un "ristorante del teatro" al piano terra del palazzo nei cui fondi era situato il Teatrino, e di uffici del Teatro ai piani superiori. Lo Studio Lavarello predispose tre diverse alternative per realizzare un collegamento tra gli ingressi del Duse e del Politeama: la prima prevedeva un portico che riprendeva "mimeticamente" i materiali (pietra di finale) e le forme (pilastri quadrati) dei due avancorpi dell'edificio preesistente; nella seconda ipotesi il portico era declinato con forme e materiali diversi (voltine a sesto ribassato e colonnine metalliche); nel terzo caso il collegamento era realizzato con una serie di elementi di arredo urbano, talvolta sedute pubbliche talvolta fioriere, che integravano sostegni per le locandine degli spettacoli e un sistema di illuminazione del marciapiede, con un grande striscione teso al di sopra di via Bacigalupo che recitava "Teatro Stabile della Città di Genova". Nessuna delle proposte fu attuata e con tutta probabilità l'idea del "quartiere dei teatri" fu accantonata nel momento in emerse la possibilità di realizzare un grande teatro con uffici e spazi vari nel complesso di nuova costruzione di Corte Lambruschini (1987-1991, progetto di Piero Gambacciani).
Il materiale pubblicato consiste in una serie di bozzetti a pennarello, a china o a matita relativo alle diverse soluzioni progettuali, accompagnati da fotografie d'epoca (già pubblicate in precedenza su questa pagina) relative al Politeama, al Duse e al Teatrino.

Tra gli edifici visitabili in occasione della terza edizione di "Maledetti Architetti", iniziativa organizzata dalla Fon...
18/11/2023

Tra gli edifici visitabili in occasione della terza edizione di "Maledetti Architetti", iniziativa organizzata dalla Fondazione dell'Ordine degli Architetti di Genova e dal Comune di Genova, in corso oggi e domani, ci sono due sale teatrali, il Politeama Genovese e il Teatro Duse in cui Marco Lavarello ha lasciato il suo segno progettuale. Vi sarà modo di accennare anche al Teatrino di piazza Marsala, anch'esso progettato da Lavarello, e dell'idea di una "strada dei teatri" - precisamente via Bacigalupo su cui si affacciano il Politeama e il Duse - sviluppata dallo Studio Lavarello su incarico del Teatro Stabile nei primi anni '70.

Riprende la pubblicazione di progetti provenienti dall'Archivio dello Studio Lavarello e in particolare delle sale da sp...
05/10/2023

Riprende la pubblicazione di progetti provenienti dall'Archivio dello Studio Lavarello e in particolare delle sale da spettacolo progettate da Marco Lavarello. In questo caso si tratta per la precisione di un Centro Congressi annesso all'Hotel Bristol di Rapallo; tra il 1979 e il 1984 lo Studio Lavarello firmò il progetto della ristrutturazione dell'intero albergo (l'intervento nel suo complessò sarà oggetto di un altro post). La direzione lavori fu svolta da Attilio e Davide Viziano (Gruppo Viziano - Genova).
L'idea della sala da spettacolo come grande tenda da circo, già sviluppata da Marco Lavarello nell'interno del Cinema-teatro delle Acciaierie di Cornigliano (pubblicato in un post precedente) in questo caso è combinato con le decorazioni grafiche sperimentate nelle sale cinematografiche progettate negli anni '70 (anch'esse oggetto di precedenti post).
Pubblichiamo un bozzetto ad acquerello e due foto della realizzazione.

L'Archivio dello Studio Lavarello augura buon Ferragosto pubblicando queste prospettive a tempera di sapore particolarme...
15/08/2023

L'Archivio dello Studio Lavarello augura buon Ferragosto pubblicando queste prospettive a tempera di sapore particolarmente estivo, relative ad un progetto (non realizzato) per uno stabilimento balneare a Lavagna risalente al 1956. Gli edifici mostrano l'influenza dell'opera di Luigi Carlo Daneri (con cui Marco Lavarello collaborò all'inizio della propria carriera) ma anche riferimenti al linguaggio del Neoplasticismo olandese (De Stijl).

Vista la calura estiva la pubblicazione dei progetti di sale da spettacolo progettate da Marco Lavarello non poteva non ...
27/07/2023

Vista la calura estiva la pubblicazione dei progetti di sale da spettacolo progettate da Marco Lavarello non poteva non proseguire con questo bozzetto prospettico per un cinema all'aperto a Novi Ligure, risalente al 1961.

Prosegue la serie di sale da spettacolo progettate da Marco Lavarello con alcuni bozzetti per due cinema diversi. I prim...
19/07/2023

Prosegue la serie di sale da spettacolo progettate da Marco Lavarello con alcuni bozzetti per due cinema diversi. I primi tre schizzi a matita si riferiscono ad altrettante ipotesi cromatiche per il cinema del Lido, mentre gli ultimi due sono relativi al cinema Manin (situato all'inizio di corso Armellini e ormai da tempo sostituito da un supermercato). Purtroppo in archivio non sono presenti disegni architettonici né fotografie della realizzazione.

Un'altra sala cinematografica progettata da Marco Lavarello, il cinema Ambra di Nervi. Anche in questo caso, come per il...
05/07/2023

Un'altra sala cinematografica progettata da Marco Lavarello, il cinema Ambra di Nervi. Anche in questo caso, come per il Pittaluga, il progetto risale alla metà degli anni '70, come evidente dai colori vivaci e dal linguaggio espressivo esuberante. I corpi illuminanti sferici accomunano la sala al foyer e agli altri spazi di servizio, i quali presentano un accurato studio della sezione, con misurate variazioni delle altezze e delle quote dei diversi ambienti.
Tra i materiali pubblicati bozzetti a matita (prospettive e sezioni), spaccati prospettici a pennarello su lucido, foto d'epoca purtroppo sensibilmente scolorite. Particolarmente interessanti risultano le sezioni a collage sia della sala sia del foyer, queste ultime arricchite da riproduzioni delle pellicole di film allora nelle sale, che contribuiscono a legare il progetto agli anni in cui è stato prodotto.

Indirizzo

Via Peschiera 5/3
Genova
16122

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