04/01/2024
Per sottolineare il rapporto professionale che, in forme e occasioni diverse, legò Marco Lavarello alla Fiera di Genova, facciamo seguire alla pubblicazione dell'Auditorium (1984), il progetto (1965) della pavimentazione del vecchio padiglione B (demolito e sostituito nel 2009 dal nuovo edificio progettato da Jean Nouvel); peraltro i due progetti, pur distanti nel tempo, sono caratterizzati da una certa comunanza del linguaggio formale utilizzato, basato sulla combinazione di una geometria lineare estensivamente ripetuta e l'alternanza di cromie affini. In questo caso una sorta di enorme "codice a barre" (curiosamente consonante con il carattere commerciale dell'edificio) costituito da campi di linoleum di toni freddi (verdi e azzurri) copriva l'intera superficie del pavimento del Padiglione. Il linoleum, che molti spesso confondono con pavimenti plastici o di gomma, è un materiale composto da materie prime di origine naturale, in particolare olio di lino. Tra gli esempi particolarmente interessanti e celebri dell'utilizzo del linoleum in architettura vi sono gli interni del grattacielo Pirelli a Milano (1956-1960), progettato da Gio Ponti; val la pena di ricordare che all'epoca (dal 1894 sino al 1975) era proprio la Pirelli a produrre tale materiale in Italia. L'incarico per il disegno della pavimentazione del padiglione B si inseriva in una serie di consulenze progettuali svolte da Lavarello per la Fiera come componente della Commissione Edilizia, relative ad elementi di arredo, piccole modifiche o integrazioni della configurazione del layout originale dei padiglioni. A ciò si aggiungano la grande scenografia per l'ingresso del primo Salone Nautico (1962, già pubblicata su questo profilo), i numerosi allestimenti fieristici, le sei edizioni di Euroflora (dal 1971 al 1996, già pubblicate su questo profilo). Il legame di consulenza con la Fiera nasce addirittura prima della costruzione materiale della Fiera stessa, come conferma un aneddoto che lo stesso Marco Lavarello soleva raccontare: un giorno (probabilmente un tardo pomeriggio, al termine dell'orario lavorativo), insieme a Giuseppe De André (padre di Fabrizio), promotore e primo presidente dell'Ente Fiera, a bordo di una piccola imbarcazione, forse un gozzo, si recò nelle acque antistanti la foce del Bisagno per valutare l'impatto dei riempimenti previsti per la realizzazione della Fiera stessa, tracciandoli mentalmente attraverso il metodo degli allineamenti visivi di elementi emergenti del paesaggio costiero, utilizzato dai pescatori per individuare le zone di pesca; con una lenza a piombo Lavarello e De André verificarono anche l'effettiva profondità dello specchio acqueo. Tracce di questi rapporti si ritrovano nell'archivio Lavarello non solo per quanto riguarda i progetti già menzionati, ma anche con l'ampia documentazione fotografica relativa agli spazi della Fiera, con le fotografie aeree qui pubblicate, con i verbali della Commissione Edilizia e con i volumi pubblicati dalla Fiera e dedicati alla propria attività (qui pubblichiamo alcune pagine del libro stampato in occasione dell'inaugurazione del quartiere fieristico).