STORIA
Barbanella sorge in una zona anticamente definita Barbanellum, nome che deriva dalle condizione del terreno e dal tipo di vegetazione che si trova in quest'area: in greco barboreos significa pantano o acquitrino. La zona in questione faceva parte della riva sud-orientale dello scomparso Lago Prile, che già dal XIII secolo i grossetani si impegnavano a bonificare e coltivare, fuori dalla cit
tà di Grosseto, che allora si sviluppava solamente all'interno del centro storico. Il primo documento relativo al quartiere risale al 1222, quando i grossetani concedettero alcune di quelle terre agli immigrati che desideravano ottenere la cittadinanza, affinché si adoperassero nelle opere di bonifica: nel documento la località era definita piscina Barbione, con riferimento agli acquitrini della palude castiglionese. Durante il medioevo proseguirono le opere di bonifica, che si arrestarono però nel Cinquecento con il tracollo dell'economia grossetana. Nel corso del Settecento, Barbanella passò sotto il dominio dei fratelli Antonio e Ubaldo Andreini, e dopo la bonifica di Leopoldo II di Lorena la terra fu idonea per essere coltivata e sfruttata. Barbanella fu successivamente migliorata con la realizzazione del primo canale diversivo fra il 1829 e il 1830, e l'intero territorio fu acquistato dal barone Bettino Ricasoli nel 1855. La Fattoria di Barbanella, architettura di origine tardo-cinquecentesca, ristrutturata dai fratelli Andreini nel Settecento, fu nuovamente ampliata da Ricasoli, che le modificò il nome nell'attuale Villa Ricasoli. Nel corso del Novecento, grazie all'incremento demografico di Grosseto e il grande processo di industrializzazione della città, Barbanella fu inglobata all'interno della città, diventandone a tutti gli effetti un quartiere. Il primo nucleo urbano, sviluppatosi nelle campagne intorno alla storica fattoria, risale agli anni venti e trenta e corrisponde oggi all'agglomerato di edifici compresi tra via Nazario Sauro e via Fabio Massimo, in prossimità della ferrovia. L'espansione continuò con la costruzione di villette a schiera lungo la via Castiglionese nel 1938, le cosiddette Case del Duce. Nel dopoguerra, nacquero le zone di edilizia popolare INA-Casa a nord di via Sauro tra il 1949 e il 1955, e nell'area compresa tra via Giusti, viale Uranio, via Cavalcanti e via Pascoli, tra il 1955 e il 1962. Nel decennio dal 1975 al 1985 si è sviluppata la zona del Verde Maremma, la cui espansione è poi continuata negli anni novanta fino alla costruzione del complesso residenziale Le Gemme terminato nel 2006. Quartiere prevalentemente agricolo negli anni cinquanta, andò via via ad amalgamarsi sempre di più nell'area urbana di Grosseto, con la realizzazione di parrocchie, scuole, centri commerciali e impianti che lo resero parte viva della città. ZONE DI BARBANELLA:
BARBANELLA
TIRO A SEGNO
VILLAGGIO AZZURRO
SAN GIUSEPPE/VILLAGGIO SAURO
VERDE MAREMMA
LE GEMME