05/06/2026
L'altro giorno sono entrato in laboratorio con il taccuino dei disegni in mano.
Sopra c'erano tanti disegni del pennacchio, la punta del trullo, quella forma che non capisci subito perché esiste finché non la guardi da vicino.
Non è decorazione, è il punto dove tutti gli anelli di pietra arrivano e si fermano, in equilibrio tra la salita e il vuoto.
Ho mostrato il foglio a Ciro. Lui ha guardato, ha sorriso, ha bagnato le mani e ha cominciato a girare. Quando fa così vuol dire che gli piace parecchio.
Forse il progetto sta tutto in quel momento, iniziamo a vedere come si sviluppa in argilla ed è veramente emozionante vedere come funziona il disegno che ho fatto.
Vengo da mesi in cui guardavo i trulli cercando di capire cosa mi prendeva così tanto.
Era il ritmo.
Quella cupola fatta di scalini identici che si ripetono e si restringono uno sopra l'altro, come un gesto che si ripete fino a diventare meditazione.
Voglio fare oggetti che funzionino così. Dove la superficie è ritmo e il ritmo è spazio. Con un segno in cima, arcaico ed essenziale,una soglia, non un ornamento.
Stiamo lavorando.