Vivai Ricci

Vivai Ricci Vivai Ricci è un’azienda che si occupa di progettazione e realizzazione di giardini ed impianti di irrigazione. Offre consulenza tecnica ed architettonica.

Realizziamo giardini, parchi, arredi verdi pubblici e privati di qualsiasi dimensione previo sopralluogo per elaborazione di un progetto e stesura di un preventivo che forniamo gratuitamente al cliente. Effettua manutenzione di parchi, giardini, balconi e vendita piante, interventi fitosanitari. Vivai Ricci è a disposizione del cliente in tutte le fasi di vita di un’area verde. L’azienda è in grad

o di gestire tutte i lavori che un giardino richiede, dal verde a tutte le opere tecniche, d’irrigazione, murarie e di arredo come piscine, aree attrezzate, fontane, recinzioni e pergolati. La ditta opera in tutta l'Emilia Romagna eseguendo, gratuitamente e senza impegno, sopralluoghi e rilievo misure in tutta la provincia di Ravenna, Ferrara e Bologna. Vivai Ricci è rivenditore autorizzato BOTTOS.

13/06/2025

Per un accesso equo e funzionale degli operatori del verde alle isole ecologiche Hera

31/05/2023

⚠️⚠️⚠️ POST PER LE ZONE ESONDATE ⚠️⚠️⚠️

In questi giorni sono stato a stretto contatto nella mia terra nativa, la Romagna. Vi evito commenti che sarebbero comunque limitativi per quanto accaduto.

Provo a spiegarvi attraverso questa foto cosa sta succedendo in molti parchi, giardini, tappeti erbosi residenziali colpiti da questa catastrofe.

L'esondazione, in molte zone, ha fatto fuoriuscire il letto dei fiumi portando melma (limo + argilla) in strati variabili da 3 cm ai 25 cm. Questo mix è pericoloso per molti motivi:

- inizia ad asciugare dallo strato inferiore non lasciando ossigeno al tappeto erboso
- stratifica non lasciando soluzione di continuità col top soil sottostante
- asciugando diventa un muro invalicabile per acqua, nutrienti e apparato radicale
- formazione del fenomeno del black layer
- alle future piogge questo strato si comporterà esattamente come nel letto del fiume ossia farà scorrere acqua superficialmente senza farla drenare in profondità
- non permetterà gli scambi gassosi verticali asfissiando lo strato sottostante con conseguenti problemi per gli apparati radicali
- renderà l'ambiente ostile per molte colture ad iniziare dal tappeto erboso che troverà molta difficoltà ad affrancarsi e ad avere vita longeva

Queste sono le principali problematiche, ma come poter limitare i danni o risolvere?

Partiamo dal concetto che molti casi visti in questi giorni sono compromessi, parlo di tappeti erbosi, mentre per piante ad alto fusto o arbustive adulte qualche speranza c'è attraverso l'uso mirato di liquidi e sostanza organica.

☆ Principale soluzione ☆

- intervenire quanto prima nella completa rimozione dello strato melmoso (bagnatelo, dovesse essersi asciugato, fino a renderlo liquido e asportatelo); conseguentemente bucate l'originario terreno ad una profondità di 5/7 cm in modo che possa asciugarsi in tempi ragionevoli e possa l'irrigazione o future piogge aiutare a far scendere nel profilo del terreno le particelle fini. Apportare sostanza organica (Nutrattiva) ed eseguire due trattamenti radicali liquidi (always + Prestress + Si-Strong) a distanza di 10 gg.

¤ Soluzioni secondarie ¤

- asportare meccanicamente tutto lo strato superficiale melmoso + 5 cm del terreno originario, apportare sostanza organica e trattamenti liquidi radicali come da precedente punto;

- fresare profondamente in modo da inglobare (20% strato melmoso 80% strato terreno originario sottostante) ottenendo un top soil sufficientemente idoneo ad accogliere il novello tappeto erboso. Apportare sostanza organica e trattamenti radicali liquidi come da soluzione principale. Fresatura 25/30 cm quindi lo strato melmoso non deve essere superiore ai 4/5 cm;

- non avendo opportunità in alcun modo di asportare lo strato melmoso, apportare sabbia silicea lavata e certificata + sostanza organica vegetale e fresare insieme al terreno originario sottostante (esempio fresare a una profondità tale da avere un rapporto terreno originario/melma/sabbia 5:1:2).

● Nel caso siate stati sommersi "solo" da tanta acqua ma niente melma ●

- immediata bucatura/carotatura con asportazione delle carote
- inserimento a buchi aperti di Nutrattiva
- intasamento con sabbia silicea lavata e certificata
- primo trattamento liquido radicale con Water X + Miko Power + Safe
- secondo trattamento fogliare a distanza di 7 gg con Help + Shield + Si-strong

In tutti i casi, una volta ricreato il top soil idoneo procedere con semina immediata con mix idoneo + fertilizzante starter + potassico (qualche consiglio ve lo darò durante la diretta del calendario verde Bottos Srl che potrete seguire ed interagire Lunedì 5 Giugno ore 20:15 sulla pagina dell'Azienda), facendo conseguentemente top dressing con 3 mm di sabbia silicea, rullate leggera e irrigazione con frequenza dalle 8 del mattino fino alle 16 ogni due ore quel tanto che basta da non creare ristagni ma nemmeno asciugare eccessivamente.

CONDIVIDETE SUI VOSTRI CANALI SOCIAL AFFINCHÉ SI POSSANO RECUPERARE O RINNOVARE AL PIÙ PRESTO I TAPPETI ERBOSI.

P.S. Volete recuperarli a Settembre?
Va benissimo ma seguite immediatamente una delle indicazioni sopracitate per quanto concerne l'eliminazione o inglobamento dello strato melmoso nel top soil.

02/02/2021
01/11/2020

Solo giardiniere con esperienza, no perditempo

28/06/2020

Cercasi giardiniere con esperienza

12/04/2020

Tanti auguri di una buona Pasqua
ma soprattutto tanta salute ora più che mai

01/07/2019

TERRENO DI RIPORTO? ↪ ↩

ogni terreno/terriccio/inerte/qualsiasi cosa venga proposto, introdotto e MISCELATO assieme al terreno autoctono in essere deve SEMPRE esser accompagnato da che ne identifichi le caratteristiche fisiche e chimiche di composizione. Qualsiasi altro materiale che non abbia questa "carta d'identità" (prima tra tutti la leggendaria ) lasciatela al mittente perché, anche se la regalano, spesso il suo prezzo è inversamente proporzionale al danno strutturale ed economico che darà al committente e al top soil.

Premesso che la foto sottostante fa parte di un parco di pregevole fattura e riservata importanza dove è stato movimentato una quantità enorme di terreno e la statistica è stata lapidaria: due autotreni trasportavano terreno con gravi problematiche nell'accogliere il tappeto erboso. Fin da subito si sono messe in luce queste due distinte aree perché non nasceva e cresceva niente, nemmeno un'infestante. Abbiamo fatto una prova in queste aree facendo una carotatura, topdressing ad intaso e riseminato in tutta l'area. É passato diverso tempo e guardate dove sta nascendo la Cynodon, esattamente dove la carotatrice ha operato.

?

sbancare l'area, riportare materiale professionale controllato e certificato da scheda tecnica (in questo caso per non creare una condizione diversa dall'area circostante dovrà esser creata una miscela che si avvicini quanto possibile) e riportare prato a rotoli con la stessa cultivar per non creare disformità.

13/05/2019

EVITIAMO GLI EFFETTI COLLATERALI (spesso molto spiacevoli) DEL "CAMBIO DI STAGIONE" REPENTINO SUL TAPPETO ERBOSO.

Si sta verificando un "fenomeno" meteo che ha caratterizzato l'anno passato (n.d.r. 2018). Ora siamo in una fase prolungata di temperature sotto la media stagionale e con un grado di piovosità media elevata ma soprattutto costante nel periodo. Se questo iter può certamente aiutare a una discreta condizione percepita dello stato attuale dei tappeti erbosi non deve far allentare l'attenzione per quanto concerne il sostegno nutrizionale e le pratiche agronomiche.
Sostengo ciò in quanto ora la pianta è anche fin troppo idratata e turgida d'acqua e con estrema facilità, a livello radicale, ha a disposizione riserve idriche attorno a se.

Il 2018 ha insegnato quanto questa condizione abbia poi creato effetti collaterali che, se non prevenuti, hanno portato a posteriori ad un veloce decadimento del tappeto erboso causato da:
- innalzamento repentino delle temperature (> 30°C);
- azzeramento delle piogge;
- esplosione delle infestanti in pochissimo tempo;
- malattie fungine.

Questi "effetti collaterali", che solitamente sono spalmati in un arco temporale trimestrale, sono risultati molto accentuati, concentrati, in alcune circostanze, gravi e addirittura irrecuperabili perché il tappeto erboso non è stato adeguatamente supportato, soprattutto in alcuni fondamentali aspetti:

- : in un prossimo cambio repentino di temperature e di piovosità sarà molto importante supportare la pianta nella fase di acclimatazione (circa 20 gg per il tappeto erboso);
- : sarà molto importante avere un t.e. ben fitto e con idonea altezza di taglio per evitare livelli di evapotraspirazione eccessivamente elevati;
- : le piogge sono costanti apporti azotati ma altrettanto, le continue e durature piogge, tendono a dilavare i vari elementi nutritivi nel terreno. Ciò significa che sono "spoon feeding" naturali (piccoli e costanti apporti nutrizionali ad elevata frequenza) che hanno necessità di esser supportati immediatamente con altri elementi altresì di vitale importanza (K, potassio, su tutti) come meso e micro elementi. Questo vuol dire continuare nella gestione nutrizionale, andando ben oltre al fatto che, piovendo, il tappeto erboso ora si presenti visivamente verde;
- : nel cambio repentino a cui probabilmente andremo incontro questo aspetto sarà "l'ago della bilancia" nel riuscire a tener ad alti livelli la salute del tappeto erboso nelle 2 o 3 settimane critiche perché i liquidi sono senza alcun dubbio la risposta più veloce alle particolari esigenze del tappeto erboso in questa particolare situazione;
- : qual'é la gestione più "naturale" del tappeto erboso? Costanti e ordinarie pratiche agronomiche che permettano di avere un tappeto erboso denso, in piena salute, all'altezza giusta, con un feltro controllato. Queste condizioni si tradurranno in un t.e. molto meno sensibile alle malattie, infestanti meno aggressive e presenti, minor apporti idrici e soprattutto un tappeto erboso gestito secondo le direttive del P.A.N. (o per lo meno in quella direzione) a minor impatto ambientale.

Abbiamo tutti un imperativo concetto culturale:



Buon lavoro a tutti!

20/04/2019

LA CARTA D’IDENTITA’ DEI SUOLI Per coltivare e curare un prato occorre conoscere la natura e la costituzione del terreno che lo ospita. Il più delle volte è sufficiente la nostra esperienza (si “padroneggia” la zona, sono note le pratiche colturali e/o di eventuali correzioni chimico-fisic...

Indirizzo

Via Sant'Andrea, 68/1
Lugo
48022

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