13/05/2019
EVITIAMO GLI EFFETTI COLLATERALI (spesso molto spiacevoli) DEL "CAMBIO DI STAGIONE" REPENTINO SUL TAPPETO ERBOSO.
Si sta verificando un "fenomeno" meteo che ha caratterizzato l'anno passato (n.d.r. 2018). Ora siamo in una fase prolungata di temperature sotto la media stagionale e con un grado di piovosità media elevata ma soprattutto costante nel periodo. Se questo iter può certamente aiutare a una discreta condizione percepita dello stato attuale dei tappeti erbosi non deve far allentare l'attenzione per quanto concerne il sostegno nutrizionale e le pratiche agronomiche.
Sostengo ciò in quanto ora la pianta è anche fin troppo idratata e turgida d'acqua e con estrema facilità, a livello radicale, ha a disposizione riserve idriche attorno a se.
Il 2018 ha insegnato quanto questa condizione abbia poi creato effetti collaterali che, se non prevenuti, hanno portato a posteriori ad un veloce decadimento del tappeto erboso causato da:
- innalzamento repentino delle temperature (> 30°C);
- azzeramento delle piogge;
- esplosione delle infestanti in pochissimo tempo;
- malattie fungine.
Questi "effetti collaterali", che solitamente sono spalmati in un arco temporale trimestrale, sono risultati molto accentuati, concentrati, in alcune circostanze, gravi e addirittura irrecuperabili perché il tappeto erboso non è stato adeguatamente supportato, soprattutto in alcuni fondamentali aspetti:
- : in un prossimo cambio repentino di temperature e di piovosità sarà molto importante supportare la pianta nella fase di acclimatazione (circa 20 gg per il tappeto erboso);
- : sarà molto importante avere un t.e. ben fitto e con idonea altezza di taglio per evitare livelli di evapotraspirazione eccessivamente elevati;
- : le piogge sono costanti apporti azotati ma altrettanto, le continue e durature piogge, tendono a dilavare i vari elementi nutritivi nel terreno. Ciò significa che sono "spoon feeding" naturali (piccoli e costanti apporti nutrizionali ad elevata frequenza) che hanno necessità di esser supportati immediatamente con altri elementi altresì di vitale importanza (K, potassio, su tutti) come meso e micro elementi. Questo vuol dire continuare nella gestione nutrizionale, andando ben oltre al fatto che, piovendo, il tappeto erboso ora si presenti visivamente verde;
- : nel cambio repentino a cui probabilmente andremo incontro questo aspetto sarà "l'ago della bilancia" nel riuscire a tener ad alti livelli la salute del tappeto erboso nelle 2 o 3 settimane critiche perché i liquidi sono senza alcun dubbio la risposta più veloce alle particolari esigenze del tappeto erboso in questa particolare situazione;
- : qual'é la gestione più "naturale" del tappeto erboso? Costanti e ordinarie pratiche agronomiche che permettano di avere un tappeto erboso denso, in piena salute, all'altezza giusta, con un feltro controllato. Queste condizioni si tradurranno in un t.e. molto meno sensibile alle malattie, infestanti meno aggressive e presenti, minor apporti idrici e soprattutto un tappeto erboso gestito secondo le direttive del P.A.N. (o per lo meno in quella direzione) a minor impatto ambientale.
Abbiamo tutti un imperativo concetto culturale:
Buon lavoro a tutti!