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Alberi SiCuri Arboricoltura. Lavori di messa a dimora, potature e cura degli alberi ornamentali in giardini parchi condomini. Preventivi gratuiti sul posto

Nella superba cornice di "Vallone Apartments" a Galatina, nello splendido Salento, abbiamo portato a compimento un recup...
11/03/2026

Nella superba cornice di "Vallone Apartments" a Galatina, nello splendido Salento, abbiamo portato a compimento un recupero di 7 esemplari di Casuarina equisetifolia che erano stati "potati" malamente in precedenza. Rimozione del secco e di parti ormai deperite rispettando la fisiologia e la struttura delle piante, con tagli corretti e solo dove era necessario. Un lavoro svolto con professionalità da Professionisti che amano il proprio lavoro. Un ringraziamento particolare a Daniele Rizzo, Gianni Di Meo, Piergiorgio Sconfienza Biagio Damiano, Luca Nicastro e Simone Morelli.

05/01/2026

La professionalità passa anche per le attrezzature che usi.
Con la trincia forestale Seppi Microforst è possibile triturare notevoli quantità di residui di potatura, anche di ragguardevoli dimensioni e volumi, operare nei cantieri forestali e bonificare terreni trascurati e ridotti ad una selva impenetrabile.
Queste operazioni rispettano la normativa in materia di smaltimento dei residui verdi e favoriscono i naturali processi di trasformazione della sostanza organica in nutrienti del terreno.
Per maggiori informazioni contattateci su Alberi SiCuri

E noi Arboricoltori ci troviamo nel mezzo della diatriba ☹️
09/12/2025

E noi Arboricoltori ci troviamo nel mezzo della diatriba ☹️

L’ALBERO SEPOLTO DALLA CARTA: LA SPIRALE DELLE PERIZIE E CONTROPERIZIE O DEL COME TRASFORMARE LA GESTIONE DEL VERDE IN UNA PARALISI BUROCRATICA, A COLPI DI TOMOGRAFIE, TRAZIONI E REPLICHE.
(articolo originale 9 dicembre 2025 - Francesco Ferrini)

C’è una certa amara ironia nel guardare un grande albero maestoso, sopravvissuto a decenni di intemperie, siccità e potature scriteriate, rischiare di soccombere non a un fungo o al vento, ma al peso della carta che gli viene prodotta attorno.
La valutazione della stabilità degli alberi – nobile disciplina che dovrebbe unire biomeccanica e biologia (in tutte le sue sfumature, inclusa la ecofisiologia) per tutelare l'incolumità pubblica e il patrimonio verde – sta scivolando pericolosamente verso una deriva grottesca: la guerra di trincea delle perizie.

Il copione è ormai un classico del teatro dell'assurdo. Il Tecnico A, incaricato dal gestore del bene, esegue la sua analisi (VTA, strumentale, supportata da risultati di trazioni) e decreta una classe di propensione al cedimento (diciamo D, la massima) o produce i risultati di un’analisi del rischio dichiarando lo stesso “inaccettabile”, cioè talmente elevato che non si è disposti ad accettarlo. Il risultato è “abbattimento”. Apriti cielo. Immediatamente entra in scena il Tecnico B, assoldato dal comitato di quartiere, dal condomino affezionato o dall'associazione di turno. La sua missione? Non necessariamente valutare l'albero tabula rasa, ma trovare il cavillo, la sfumatura, il pixel della tomografia che permetta di dire: "Non è vero, si può salvare".

Oltretutto questa successione fa sembrare che i due periti siano paritetici, sia per responsabilità sia per prassi diagnostica. In realtà spesso così non è, poiché il controperito non è, di norma, autorizzato a svolgere la sua attività. Inoltre, spesso, non valuta l’albero, ma si limita a controdedurre la perizia del suo predecessore.

Ed è qui che scatta la trappola. Invece di un confronto tecnico sano, parte il ping-pong. Il Tecnico A è costretto a redigere la “risposta tecnica alle osservazioni della controparte”, producendo la famigerata contro-contro perizia.
Questa spirale viziosa sta generando mostri:
• L’accanimento diagnostico: Si finisce per trapanare, ti**re e scansionare un albero come se fosse un paziente in terapia intensiva, cercando una certezza matematica che, in biologia, semplicemente non esiste. Si discute per pagine sulla velocità dell'onda sonica nel legno alterato, perdendo di vista l'organismo nel suo complesso. In questo contesto, le perizie spesso risentono di una narrazione errata che arriva al decisore e che, anziché ridurre il fattore umano di errore oggettivando il dato, paradossalmente lo accrescono, aggiungendo confusione interpretativa all'analisi.
• La paralisi decisionale: Immaginate l’amministratore o il funzionario pubblico che si trova sul tavolo due relazioni firmate da professionisti abilitati che dicono l'opposto, e una terza che smentisce la seconda per confermare la prima ma con riserva. Qui subentra un fattore critico: di fronte all'incertezza la Pubblica Amministrazione deve agire in maniera precauzionale, non potendo far firmare alla cittadinanza, come succede invece nel campo medico con i pazienti, una liberatoria per l'accettazione del rischio residuo. Inoltre, il tutto va visto nel contesto del nostro Paese, nel quale prevale schiacciante la "cultura del colpevole" e non la "cultura dell'errore", paralizzando di fatto chi deve firmare l'ordinanza. Risultato? Nessuno decide. L'albero resta lì, magari con la situazione di pericolo e il potenziale rischio che può determinare, mentre la burocrazia "decanta".
• Il discredito della categoria: Agli occhi del profano, questa confusione è devastante. Se due "dottori degli alberi" guardano la stessa pianta e uno vede un pericolo mortale mentre l'altro vede un gigante in salute, il messaggio che passa non è che la materia è complessa. Il messaggio che passa è che la valutazione è un'opinione prezzolata. Che la scienza serve a giustificare la tesi del committente.
Stiamo rischiando di trasformare l'arboricoltura in un dibattito forense. Ma gli alberi non leggono le nostre controdeduzioni, e la gravità non aspetta i tempi della giustizia amministrativa.

Sarebbe ora di recuperare un po’ di onestà intellettuale e di rispetto per la professione. La valutazione di stabilità non è un duello a chi scrive la relazione più lunga o infarcita di grafici colorati. È un atto di responsabilità verso la sicurezza e verso la natura.
Tutto il resto è solo carta straccia, che di certo non serve a concimare le radici.

La differenza tra Professionisti e praticoni. I primi tengono ala corretta conservazione del patrimonio arboreo 🌲🌳🌴mentr...
27/11/2025

La differenza tra Professionisti e praticoni.
I primi tengono ala corretta conservazione del patrimonio arboreo 🌲🌳🌴mentre i secondi tengono al proprio tornaconto 💸, oltretutto in modo maldestro 🪾😆

(English text below)
La Capitozzatura è una pratica errata che comporta il taglio della parte superiore del fusto principale o delle branche principali di un albero. Sebbene possa essere eseguita per eccezionali motivi (es. riduzione dell'altezza in caso di problemi fitostatici oppure a seguito di rotture causate da eventi accidentali o climatici), è una pratica dannosa per la salute e la struttura complessiva dell'albero che può avere impatti significativi sulla crescita dell'albero e può portare a una serie di problemi.

Stress e Shock:
La capitozzatura provoca stress e shock all'albero. La rimozione di una parte significativa della chioma perturba l'equilibrio naturale dell'albero e può causare stress fisiologico. Questo stress può indebolire i meccanismi di difesa dell'albero, rendendolo più suscettibile a malattie e parassiti.

Crescita Epicormica:
Una risposta comune alla capitozzatura è lo sviluppo di germogli epicormici. Si tratta di piccoli rami debolmente attaccati che si originano da gemme latenti o avventizie sotto il taglio della potatura. Sebbene possano dare l'apparenza di nuova crescita, sono spesso debolmente attaccati e inclini a spezzarsi, rappresentando un pericolo.

Decadimento e Malattia:
La capitozzatura crea ferite ampie che espongono il legno interno dell'albero agli agenti atmosferici. Queste ferite sono punti di ingresso per patogeni, insetti e decadimento. L'albero può avere difficoltà a compartimentalizzare il danno, portando a decadimento e malattie a lungo termine che compromettono la sua integrità.

Modelli di Crescita Alterati:
L'albero capitozzato può mostrare modelli di crescita alterati. Invece della forma naturale di un forte fusto centrale, gli alberi potati in cima producono spesso rami multipli debolmente attaccati. Ciò crea una struttura instabile più suscettibile a danni durante le tempeste e a rotture. A seguito di un intervento di capitozzatura è, quindi, necessario, monitorare l'albero e intervenire per irrobustire i nuovi germogli.

Salute a Lungo Termine Ridotta:
La salute a lungo termine di un albero capitozzato è generalmente compromessa. Può verificarsi un declino della vitalità, una ridotta capacità di produrre energia attraverso la fotosintesi e, spesso, gli alberi capitozzati hanno una vita più breve rispetto agli alberi potati correttamente.

Preoccupazioni Estetiche:
La capitozzatura compromette totalmente l'aspetto naturale dell'albero o quello che era stato ottenuto a seguito di corretti e limitati tagli durante la fase di allevamento. Mentre l'obiettivo iniziale potrebbe essere stato quello di ridurre l'altezza o le dimensioni dell'albero, la ricrescita può portare a un aspetto deformato e poco gradevole.

In conclusione, la capitozzatura non è MAI raccomandata come pratica di potatura, con l'eccezione di un primo intervento che poi porti alla formazione delle teste di salice (tecnica del "pollarding") che prevede un primo intervento abbastanza invasivo, per poi mantenere le teste di salice con interventi annuali o biennali non invasivi.

Tecniche di potatura appropriate che rispettano la struttura naturale e l'habitus naturale di crescita dell'albero sono più vantaggiose per la salute e la stabilità a lungo termine degli alberi. Se l'altezza o le dimensioni dell'albero sono una preoccupazione, è consigliabile consultare un arboricoltore certificato o un professionista della cura degli alberi per determinare l'approccio di potatura più appropriato e sostenibile.

Topping is a controversial tree pruning practice that involves cutting off the upper portion of a tree's main stem or leaders. While it may be done for various reasons such as reducing the height of a tree or preventing it from interfering with power lines, it is generally considered detrimental to the overall health and structure of a tree. Topping can have significant impacts on tree growth and can lead to a variety of issues.

Stress and Shock:
Topping causes stress and shock to the tree. The sudden removal of a significant portion of the crown disrupts the tree's natural balance and can result in physiological stress. This stress can weaken the tree's defense mechanisms and make it more susceptible to diseases and pests.

Epicormic Growth:
One common response to topping is the development of epicormic shoots. These are small, weakly attached branches that sprout below the pruning cut. While they may give the appearance of new growth, they are often poorly attached and prone to breaking, posing a hazard.

Decay and Disease:
Topping creates large wounds that expose the inner wood of the tree to the elements. These wounds are entry points for pathogens, insects, and decay. The tree may struggle to compartmentalize the damage, leading to long-term decay and disease that can compromise its structural integrity.

Altered Growth Patterns:
After topping, the tree may exhibit altered growth patterns. Instead of the natural form of a strong central leader, topped trees often produce multiple, weakly attached branches. This creates an unstable structure that is more susceptible to storm damage and breakage.

Reduced Long-Term Health:
The long-term health of a topped tree is generally compromised. It may experience a decline in vitality, reduced ability to produce energy through photosynthesis, and an increased likelihood of structural failure. Topped trees often have a shorter lifespan compared to properly pruned trees.

Aesthetic Concerns:
Topping can result in an unsightly appearance, with the tree's natural shape and form disrupted. While the initial goal may have been to reduce the height or size of the tree, the regrowth can lead to a misshapen and unattractive appearance.

In conclusion, tree topping is generally not recommended as a pruning practice. Proper pruning techniques that respect the tree's natural structure and growth habits are more beneficial for the long-term health and stability of trees. If tree height or size is a concern, it is advisable to consult with a certified arborist or tree care professional to determine the most appropriate and sustainable pruning approach.
foto da https://stroberttree.com/blog/what-is-tree-topping

I "progetti" vanno studiati con lungimiranza, sennò sono solo chiacchiere per avere notorietà.
26/11/2025

I "progetti" vanno studiati con lungimiranza, sennò sono solo chiacchiere per avere notorietà.

22/11/2025
Non solo lavoro ma anche divulgazione. Questo è il nostro impegno 💚
22/11/2025

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