01/01/2022
Oggi in Italia, l'urbanistica e l'architettura sono attività screditate: considerate come vincoli dal cliente e fastidiose dalle amministrazioni; condizionate da soggetti più grandi e ricchi, privati e pubblici, che pretendono di produrre dall'oggi al domani, perdendo la capacità di riflettere sulle prospettive.
La sensazione che ha predominato maggiormente in questo anno è di impazienza e insicurezza generale, legate ai motivi suddetti, agli incentivi a scadenza, al turbinio di normative sempre più stringenti e in continuo aggiornamento, alle corse contro il tempo e il denaro.
Ma l'architettura è un servizio all'uomo nella vita quotidiana.
In questo campo serve una grande pazienza, una pratica e un tirocinio costanti per arrivare alla capacità di distinguere fra quel che è importante e quel che non lo è, di prendere le decisioni corrette per l'uomo, per la società, e per l'architettura stessa.
Pertanto, la nostra speranza per il 2022, è che l'architettura e l'uomo tornino ad essere al centro del progetto.
Prima l'architettura, prima l'uomo.
Poi il bonus, l'urgenza, le norme.
Un caro augurio da tutto il team archIT studio.