03/01/2019
GYMPIE GYMPIE: LA PIANTA CHE PORTA AL SUICIDIO.
I cartelli sugli alberi nei pressi di questa pianta recitano:
“Toccami e dovrai pentirtene davvero amaramente. Forse non al primo istante, magari nel giro di un secondo oppure due, ma per un tempo lungo. Settimane, mesi e anni durante i quali, te lo garantisco, ti ricorderai di me. E forse pure dopo, in eterno!”
Esistono casi di cani o cavalli che dopo essere entrati in contatto con le sue foglie sono impazziti e si sono buttati giù da una rupe o in un fiume con l'intento di suicidarsi.
Il dolore provocato dagli aghi di questa pianta fa perdere la ragione anche agli umani. La storia più terribile è quella raccontata dal veterano della seconda guerra mondiale Cyril Bromley, colpito anche lui dalla pianta nel 1994. Durante la sua lunga degenza, nel corso della quale fu tentato senza successo ogni sorta di rimedio, egli raccontò di un suo superiore dei tempi della guerra che, avendo usato maldestramente una pianta di gympie gympie come carta igienica, finì per togliersi la vita con un colpo di pi***la.
Dendrocnide moroides, chiamata dagli aborigeni gympie gympie ("albero che punge"). Si tratta di un cespuglio di circa 25 cm di altezza presente soltanto nelle foreste pluviali australiana e indonesiana. Secondo il ricercatore Hugh Spencer del National Geographic la pianta è talmente tossica che si consiglia, a chi dovesse avvicinarsi, di indossare un respiratore.
Il composto chimico alla base dell'effetto di queste piante contiene la moroidina. Tale sostanza ha la caratteristica di restare venefica anche molti anni dopo la morte e l'essiccazione della pianta, tanto da aver sortito i suoi effetti anche su persone che sfogliavano campionari di erbe all'interno di istituzioni di ricerca.