18/03/2026
Ci sono edifici che chiedono semplicemente di essere ascoltati.
Questo fienile di fine Ottocento, con i suoi archi ribassati, le murature imperfette e le piccole bucature quadrate da cui filtrava la luce, conservava ancora intatta la propria identità nonostante l’abbandono. Il progetto non ha cercato di reinventarlo, ma di restituirgli dignità.
La trasformazione da magazzino agricolo a residenza nasce come continuità: il grande spazio del fienile resta il cuore della casa, con la copertura lignea recuperata e lasciata a vista. Le murature portanti, con la loro grana e le loro irregolarità, sono state preservate, mentre gli archi esistenti continuano a scandire lo spazio.
La parete traforata originaria, pensata per ventilare il fienile, oggi diventa un dispositivo di luce: piccoli fori quadrati che proiettano ombre mutevoli durante il giorno. Al centro della casa un cortile interno introduce aria, cielo e un albero che diventa presenza viva, mentre grandi vetrate mettono in relazione interno ed esterno.
Gli interventi contemporanei – la vetrata a tutta altezza, la scala in ferro, i volumi leggeri – sono dichiarati con chiarezza e dialogano con la materia antica senza imitarla.
Il risultato non è un edificio travestito da architettura rurale, ma una casa in cui memoria e contemporaneità convivono.
A volte il gesto più innovativo è semplicemente il rispetto.
Project: Gruppo Vid'A
Photo Credit: Lamberto Rubino