29/09/2020
PIEDI AL CALDO E TESTA TRA LE NUVOLE
La maggior parte degli italiani sarà inorridita da questo post, ne sono consapevole.
Mi piace la moquette, ora. Prima, la odiavo. Cosa è stato a fare da spartiacque? Vivere nell’umida e uggiosa Londra (e anche un po' mio marito, che la ama).
Dando per scontato che il fantomatico “carpet” tanto caro ai sudditi della regina debba essere pulito, lavato e mantenuto in uno stato igienico consono (cosa che non sempre accade oltre la Manica), ho capito che adoro alcune sensazioni che la moquette mi fa provare.
La prima è quella dei piedi nudi su una superficie soffice, che avvolge. Voi mi direte: esistono i tappeti. Io controbatto: non è la stessa cosa. La moquette non si sposta, soprattutto la mattina, rischiando di farvi capitombolare quando ancora non disponete completamente dei vostri sensi.
La seconda è la percezione di uno spazio ovattato, caldo e intimo. I tessuti, infatti, assorbono i rumori e aiutano ad insonorizzare ed evitare effetti di eco e risonanza. Certo: tappeti, lenzuola, coperte, tende, assolvono tutti a questa funzione, ma volete mettere la differenza di percezione quando anche il pavimento contribuisce a creare questo effetto “cuccia”?!
La terza, e sicuramente più divertente, è l’illusione di essere in un luogo incantato immaginario, situato a metà strada tra la Persia e la Gran Bretagna, dove i personaggi de “Le mille e una notte” incontrano quelli di Conan Doyle e sorseggiano una tazza di the seduti su infiniti tappeti filati a mano.
Morale dello sproloquio: cercate di attorniarvi sempre dai vostri sogni, anche a casa.