Nanoverde

Nanoverde NANOVERDE è un 'mondo verde' nato dalla fusione di due competenze, l'agronomo e l'architetto paesaggista.

Offre servizi di progettazione e manutenzione/cura del verde per interni ed esterni. NANOVERDE è qui su FB per voi, VOLETE QUALCHE CONSIGLIO? Tutti abbiamo un micromondo verde tutto nostro che cresce anche solo in una ciotola..ALLORA SCRIVETECI e SEGUITECI QUI SU FB o se volete saperne di più sui nostri lavori guardate www.nv-nanoverde.it e la mail [email protected] se volete invece un appuntamento senza impegno!

16/11/2013

PER CHI VOLESSE E POTESSE NANOVERDE TERRA' DOMANI DALLE ORE 10 alle 12.30 UNA LEZIONE SUI FIORI E LA LORO SESSUALITÀ , VI ASPETTIAMO AL TEATRO RINGHIERA DI MILANO!

ANEMONE GIAPPONESE AUTUNNALEChi l'ha detto che in autunno non si possono avere fiori belli come in primavera? Sicurament...
26/09/2013

ANEMONE GIAPPONESE AUTUNNALE

Chi l'ha detto che in autunno non si possono avere fiori belli come in primavera? Sicuramente non NANOVERDE!!;)

Vi racconto una storia..vera:

Uno dei più famosi “cacciatori di piante” anglosassoni della prima metà del XIX secolo fu lo scozzese Robert Fortune, che nel 1842 intraprese un lungo viaggio in Cina, dove era stato inviato con compiti precisi, fra cui quello di mettere le mani sui peschi coltivati a Pechino nel giardino dell’imperatore. Compiuta la missione, egli tornò a Londra nel 1846, carico di piante nuovissime che furono subito introdotte nel giardino della Horticultural Society, allora a Chiswick. Qualche tempo dopo, quando Fortune ebbe occasione di ammirare in quel luogo una massa di anemoni tardivi, in piena fioritura, che lui stesso aveva portato in patria, non poté trattenersi dallo scrivere che essi: “…erano belli e rigogliosi tali e quali li avevo visti crescere sulle tombe dei cinesi, nei pressi dei bastioni di Shangai”. Si trattava di Anemone hupehensis var. japonica, una varietà probabilmente spontanea dotata di un numero di petali assai maggiore rispetto alla specie-tipo, che di norma vive fra le rocce dei rilievi montuosi di alcune province cinesi, fino alla quota di 2.500 m. Entrambe le piante, in ogni caso, hanno la proprietà di fiorire tra agosto e novembre, quando tutti gli altri anemoni sono andati a riposare ormai da un pezzo. Se infatti esiste, in natura, un genere con un amplissimo spettro dei tempi di fioritura per i suoi numerosi membri, questo è proprio Anemone, che apre la stagione primaverile con alcune specie precocissime, come A. nemorosa, e la chiude appunto verso novembre, dulcis in fundo, con altre piante (le due citate, ma anche A. tomentosa ed A. vitifolia) e con tutti gli ibridi tardivi ottenuti mediante pazienti incroci.

UNA PRECISAZIONE BOTANICA
I fiori degli anemoni sono dotati di un anello di foglie dall’aspetto di petali, che circondano il centro occupato dagli organi sessuali (stami e pistilli). Tali “foglie” vengono chiamate “tepali”, perché non è ben chiaro se siano da considerarsi “petali” veri e propri oppure “sepali”, cioè gli elementi che costituiscono il calice.

UNA PRECISAZIONE STORICA E LESSICALE
Gli anemoni tardivi sono detti genericamente “giapponesi”, perché la prima pianta menzionata in epoca moderna fu un esemplare registrato nel 1695 come “pianta del Giappone”, in quanto scorrettamente ritenuto originario di quel Paese. L’errore fu tuttavia accettato anche dai botanici dei secoli seguenti, peraltro consapevoli che invece A. hupehensis var. japonica era una varietà sfuggita alla coltivazione e poi naturalizzatasi sia in Cina sia in Giappone.

LE TRE VARIETA'
A. hupehensis. Erbacea perenne con fusti ramificati, alta fino a 60 cm, dotata di foglie basali divise in tre segmenti e solo 3-4 foglie superiori. I fiori sono raccolti in ombrelle ed hanno 5-6 tepali quasi rotondi, bianchi, ma esternamente soffusi di rosa o di malva.
A. hupehensis var. japonica. Erbacea perenne simile alla specie-tipo, ma assai differente nella corolla, formata da circa 20-30 tepali, aventi una forma più stretta e allungata, colorati di un intenso rosa violaceo.
A. x hybrida. Erbacea perenne, rassomigliante ad A. hupehensis, ma molto più robusta e di norma assai più alta (fino a 150 cm). I primi ibridatori che lavorarono su A. hupehensis var. japonica e A. vitifolia furono Pfitzer in Germania e Lemoine in Francia. I numerosi ibridi hanno fiori semplici o doppi, con colori che vanno dal bianco al cremisi scuro.

IN GIARDINO E TERRAZZO ( LE ASSOCIAZIONI )
Partendo dalla constatazione che A. hupehensis e anche A. vitifolia, in natura, vivono nelle boscaglie aperte e piuttosto umide, spesso ad una quota dove gli alberi non riescono più a vegetare, queste perenni – includendo nel discorso tutti gli ibridi e le altre specie – sembrano nate per formare le bordure autunnali, in una notevole varietà d’impieghi. Poiché amano i siti ombreggiati almeno parzialmente, durante le ore di sole, le varietà a fiore bianco, come la rinomatissima ‘Honorine Jobert’, illuminano a lungo anche gli angoli più scuri del giardino. Inoltre, la successione dei fiori si prolunga alquanto nel tempo, consentendo così anche di utilizzarli nei mazzi recisi. Si ottiene un ottimo effetto mettendoli a dimora contro una parete o un muro, su cui si arrampichi una Clematis a fioritura autunnale: per es., A. ‘Hadspen Abundance’ e C. ‘Kermesina’ rappresentano un matrimonio ben riuscito. Un’altra piacevole associazione autunnale si ottiene accostando gli anemoni con arbusti in grado di fornire colorazioni rosse o cremisi: in tal caso, la scelta è molto ampia, per es. usando Cornus sanguinea o Cornus alba ‘Sibirica’, ma anche molti Viburnum oppure le foglie e i cinorrodi di Rosa glauca. Eccellenti contrasti si ottengono accoppiando gli anemoni a fiore violaceo-cremisi con foglie variegate, sia di erbacee (le Hosta, per es.) sia di arbusti (Euonymus sempreverdi). Nelle bordure erbacee, le migliori compagne sono specie piuttosto alte, come le Cimicifuga e gli Aconitum.

COLTIVIAMOLI COSI'
Il terreno prediletto dagli anemoni giapponesi è piuttosto alcalino (con pH intorno a 7), piuttosto umido e in ogni caso mai del tutto asciutto. E’ inoltre importante che esso sia profondamente lavorato, fertile, ricco di humus e di sostanze organiche. L’esposizione ideale, come si è visto, è a mezz’ombra, evitando quindi l’insolazione pesante delle ore centrali della giornata. La temperatura invernale, anche piuttosto rigida, non rappresenta un problema, anche se in caso di eventuali geli prolungati occorre ripararli con un buono strato di pacciamatura. Se tutte queste condizioni vengono osservate, gli anemoni si propagano a volte anche in modo esagerato, ma se, per es., il suolo è troppo arido, è anche facile che stentino o addirittura muoiano. Trascorso il primo anno, per la coltivazione non sorgono più difficoltà. Basta eliminare le foglie più vecchie e, se necessario, dare un limite alla loro facilità nel diffondersi a scapito di altre piante. La moltiplicazione delle specie si effettua con semi freschi, ma con gli ibridi il metodo può non funzionare ed è quindi meglio ricorrere alla divisione in primavera (che non sempre ha successo) o, meglio ancora, al prelievo di talee radicali ricoperte di numerose gemme.

FIDATEVI DI NANOVERDE CHE LO STA' USANDO MOLTISSIMO ;) SEGUITE E SCRIVETE A NANOVERDE!

CORNUS ALBA SIBIRICA, con i suoi rami rossi, è la pianta giusta per ottenere, senza grossi sforzi, un giardino colorato ...
21/09/2013

CORNUS ALBA SIBIRICA, con i suoi rami rossi, è la pianta giusta per ottenere, senza grossi sforzi, un giardino colorato e movimentato anche in inverno.

Per chi ama il giardino, è triste durante l’inverno non avere note di colore da ammirare dalle finestre di casa. Esistono però specie che ci aiutano a valorizzare il nostro piccolo angolo di verde, anche durante la stagione fredda, colorando non solo con fogliame ma addirittura con rami variegati e dalle tonalità accese. E’ il caso del Cornus Alba, e per la precisione della varietà Siribica, ovvero il cornus siberiano dai rami rossi. Al contrario della maggior parte delle specie, questa pianta raggiunge il massimo splendore durante l’autunno, quando le foglie, generalmente verde scuro, diventano man mano viola e vinaccia, fino ai primi geli di fine novembre, quando invece cadono a gran velocità.Niete paura però. Perché le foglie lasciano a vista dei rami stupendi, caratterizzati da una sottile corteccia rossastra, e da uno sviluppo piuttosto compatto e uniforme, anche grazie alle potature regolari, da effettuare di anno in anno. Perché il cornus Alba infatti, mantenga un aspetto vigoroso, deve essere potato durante la primavera, in modo da favorire la formazione di giovani getti!

Per quanto riguarda il terreno, il Cornus non ha problemi. Può anche crescere in luoghi e suoli con ristagni d’acqua, purchè collocato in posizioni soleggiate, che tra l'altro aiutano lo sviluppo dei rami colorati.

Il Cornus Alba può essere piantato in ogni periodo dell’anno. Solo se si hanno esemplari a radice nuda, questi vanno messi a dimora durante l’autunno o la stagione fredda, avendo l’accortezza di utilizzare un terreno misto a concime e stallatico e andando a creare una pacciamatura organica, una volta inserita la piantina. La concimazione deve avve**re a primavera, dopo la potatura, magari incorporando anche concime in granuli e altro letame fresco al terriccio di base.Lo sviluppo del cornus Alba è abbastanza veloce. Il primo anno della messa a dimora, è bene mantenere il terreno sempre umido, con innaffiature regolari. Inoltre, nel periodo freddo è meglio optare per una posizione riparata, qualora la coltivazione avvenga in vaso. Le gelate intense possono bruciare a volte le giovani piante.

Il cornus alba siberiano può essere moltiplicato per talea. I rametti si possono prelevare una volta avvenuta la caduta delle foglie. Il taglio deve essere obliquo ed effettutato sui nuovi getti.Le talee vanno poi inserite in un vaso da 12 – 15 cm, riempito con terriccio specifico e sistemate all’esterno, in giardino, in una posizione riparata. Per la cura di queste piantine, è necessario procedere con innaffiature regolari, in modo da ottenere il radicamento nel giro di 10 - 12 mesi.

Il cornus alba siberiano è una pianta ideale per sfondi. La sua colorazione ben si addice ad accostamenti con numerose altre piante, anche con fogliame diverso, come l’Aconito dorato o l’Emerald n’ Gold, che favorisce la formazione di una scenografica macchia di colore, anche per la stagione invernale, sottolineando particolarmente il rosso intenso dei rami. Qualora vogliate un effetto scenico immediato per l’inizio della primavera, muovetevi presto, alla fine dell’inverno, per acquistare nuove piante di Cornus, da sistemare a circa 90 - 100 cm uno dall’altro, su un lato del giardino. Avranno già il fogliame giusto per rendere movimentato e dinamico il vostro giardino per la nuova stagione.

Con questo Cornus sibirica (o alba) una nuova pianta colorata e semplice da mantenere crescerà nel nostro amato spazio verde (o rosso? ;) )

SEGUITE E SCRIVETE SEMPRE A NANOVERDE :)

Oggi NANOVERDE è tornato a pubblicare!;)ACER JAPONICUM PALMATUM, IL NOSTRO AMATO ACERO ROSSO Amiche e amici, sta arrivan...
20/09/2013

Oggi NANOVERDE è tornato a pubblicare!;)


ACER JAPONICUM PALMATUM, IL NOSTRO AMATO ACERO ROSSO

Amiche e amici, sta arrivando l'autunno e tutti guardiamo con il naso in su le foglie che iniziano a tingersi con i caldi colori di questa stagione ormai alle porte.
Ma perchè aspettare per forza la fine di questo ciclo di vita per colorare il nostro terrazzo o giardino? Perchè invece non illuminare il nostro spazio verde con una pianta che proprio verde non è tutto l'anno?:)
Ed ecco quindi a voi la soluzione più amata e rintracciabile sul mercato delle piante: l'acero rosso giapponese!

L' acero palmato (Acer palmatum) o Momiji, è un arbusto appartenente alla famiglia delle Aceraceae.

Un po' di storia :
È originario dell'estremo oriente (Giappone, Korea, Taiwan e Cina).
Insieme all'A.Japonicum, all'A. shirasawanum, all'A. sieboldianum, e all'A. pseudosieboldianum viene comunemente chiamato acero giapponese.
Anche e l'A. circinatum viene fatto comunemente rientrare nella famiglia degli aceri giapponesi, pur essendo originario degli Stati Uniti occidentali.

Descrizione:
L' A. palmatum è una pianta decidua, cresce come arbusto o piccolo albero e può raggiungere i 6-10 metri di altezza, in alcuni casi può arrivare fino a 16 metri. Da giovane ha un portamento a piramide rovesciata, negli esemplari adulti assume una forma a cupola.
Le foglie sono caduche, opposte, palmato-lobate con 5-7 o 9 lobi, profondamente incise. Le dimensioni del lembo, di norma, sono di 3,5-6 cm di lunghezza e 3-7 di larghezza.
I fiori sono unisessuali o ermafroditi, riuniti in infiorescenze a corimbo, poco evidenti (5-6 mm di diametro); fioriscono nel periodo di marzo-aprile prima della ripresa vegetativa. Il fiore è composto da 5 sepali color porpora, giallo o verde e da 5 petali.
I frutti sono disamare molto divergenti e lungamente peduncolate, della dimensione di 1,5-2 cm ogni samara; maturano nella tarda estate. Il seme, grande 5-8 mm, necessita di stratificazione per germogliare.

La facilità con cui si differenzia spontaneamente in forme differenti ha favorito nel tempo il lavoro dei selezionatori e degli ibridatori (in particolare giapponesi) e la conseguente nascita di centinaia di varietà differenti ( un po' di tassonomia!) :

A. p. 'Atropurpureum': dalle foglie porpora che virano al viola in autunno
A. p. 'Beni Kagami': dalle foglie rosse
A. p. 'Dissectum': dalle foglie profondamente incise, verdi in estate, giallo carico in autunno
A. p. 'Dissectum Atropurpureum Krimson King':dalle foglie che virano dal rosa primaverile, al verde chiaro, al rosso scuro in autunno

La coltivazione
L' A. palmatum viene coltivato da secoli in Giappone per il suo portamento e la bellezza del fogliame, particolarmente evidente in autunno quando assume una vivace colorazione rossa. Ampiamente coltivato nei vivai dove si possono trovare numerosissime cultivar, riprodotte prevalentemente per talea. Molto apprezzato anche nella tecnica del bonsai, grazie alla grande adattabilità alla coltivazione in vaso. Non ha esigenze particolari per quanto riguarda il tipo di terreno e l' altitudine (dai 100 ai 1300 metri s.l.m.), ma teme i ristagni idrici e le correnti eccessivamente fredde; per quanto riguarda l' esposizione bisogna tener conto del fatto che, pur amando esposizioni soleggiate, è consigliabile l'ombreggiamento nelle ore con eccessiva insolazione nei climi più caldi (in particolare per le varietà a foglia verde o variegata che si possono seccare)..troppo sole può anche 'inverdire' le cultivar rosse!
Non ama particolarmente le potature, in particolar modo quelle più severe, alle quali reagisce in modo stentato.

SPERO DI AVERVI CONVINTO SULLA BELLEZZA DI QUESTA PIANTA E PER CHI GIA' LA POSSIEDE DI AVER CHIARITO GLI ASPETTI PIU' IMPORTANTI PER COLTIVARLA AL MEGLIO E FARLE MANTENERE LA SUA BELLEZZA E COLORE.

SEGUITE E SCRIVETE SEMPRE A NANOVERDE! :)

OGGI IL PRIMO APPUNTAMENTO AL TEATRO RINGHIERA, MILANO! :)
09/07/2013

OGGI IL PRIMO APPUNTAMENTO AL TEATRO RINGHIERA, MILANO! :)

GARDENIA GIGANTE (GRANDIFLORA), LA BELLEZZA E IL PROFUMO RADDOPPIANO!Amiche e amici, oggi dopo un paio di giorni fuori c...
02/07/2013

GARDENIA GIGANTE (GRANDIFLORA), LA BELLEZZA E IL PROFUMO RADDOPPIANO!

Amiche e amici, oggi dopo un paio di giorni fuori casa mi sono svegliato nuovamente a Milano.. ho la fortuna di avere in camera da letto una grande portafinestra che da direttamente sul mio terrazzo: il mio laboratorio dove sperimentare e far crescere le amate piante e fiori da consigliare e utilizzare poi nelle progettazioni..
Ma oggi il risveglio è stato speciale perchè prima ancora di vederli ho sentito il loro intenso profumo simile al gelsomino ma più acuto mischiarsi all'aria calda e umida del primo mattino.. si, era sbocciata la mia gardenia gigante!
Come avrete capito quindi la rubrica di oggi è dedicata a lei, la regina delle notti di fine giugno inizi luglio.

Con il nome di Gardenia, si identifica un genere delle Rubiaceae molto numeroso. Le origini di queste piante sono Oceania, Afica, Asia, Cina e Giappone.
La Gardenia è una bella pianta ornamentale che si sviluppa a forma di arbusto fino all’altezza di 2 metri. Le foglie sono sempreverdi e coriacee, di forma ovale-lanceolata e un bel verde scuro.Nei luoghi di origine la Gardenia può assumere forma arborea e crescere fino ai 10-15 metri di altezza.Durante la fioritura la Gardenia produce dei profumatissimi e grandi fiori bianchi o giallognoli. Quest’ultimi sono solitari oppure riuniti in mazzetti.

La Gardenia viene coltivata nei climi temperati in piena terra. A livello industriale viene coltivata in vaso per la produzione di fiori recisi. Fra le varietà che meglio si prestano alla coltivazione come pianta ornamentale abbiamo gli ibridi ottenuti dalla Gardenia jasminoides e dalla Gardenia grandiflora, con foglie e fiori di maggior grandezza rispetto alle specie di origine ed è di questa che stiamo parlando e che vi consiglio con tutto il cuore e … il naso! :)
La Gardenia predilige una posizione luminosa ma in mezz’ombra e un clima abbastanza fresco. Durante l’inverno è bene proteggere la pianta dal freddo (per le classiche gardenie di piccole dimensioni).. la grandiflora comunque resiste bene anche fino a – 10 gradi centigradi se messa in luogo riparato e sotto un tetto per non essere coperta dalle nevicate (la mia a Milano supera perfettamente gli inverni padani senza alcuna protezione se non il tetto per la neve!)
Durante la bella stagione, invece, occore una frequente annaffiatura e una regolare nebulizzazione delle foglie con acqua per mantenere il tasso di umidità adeguato.

Se volete provare la propagazione si ottiene con il metodo della talea o margotta.

Le gardenie sono piante acidofile ma utilizzate un misto di terra acida, terriccio normale e argilla in palline e vedrete starà benissimo!

Un consiglio a tutti voi , non lasciatevi 'fregare' dal venditore che a tutti i costi vuole vendervi una gardenia 'qualsiasi' ma esigete una gardenia grandiflora ( o gigante ) riconoscibile dalle foglie e dai fiori grandi, spesso venduta anche in dimensioni maggiori delle classiche gardenie (di difficile mantenimento nei nostri climi)..

Un profumato e tropicale saluto da NANOVERDE!

LA  'CELTICA'  VERBENAAmiche e amici, continuiamo a parlare di verbenacee con la 'madre della specie' la verbena appunto...
14/06/2013

LA 'CELTICA' VERBENA

Amiche e amici, continuiamo a parlare di verbenacee con la 'madre della specie' la verbena appunto.
(Il suo nome in Celtico significa 'spacca le pietre' perchè si pensava avesse, sotto forma di tisana, poteri officinali sullo stomaco..).
Il genere verbena conta decine di specie di piante, diffuse in tutto il globo, in particolare in nord America ed in Europa; in vivaio troviamo in genere varietà ibride di Verbena, derivate spesso dalle specie nord americane.
Le verbene sono piante perenni, ma la maggior parte delle varietà che possiamo trovare in vivaio tendono a non sopportare al meglio i rigori invernali, e quindi vengono molto spesso coltivate come annuali; oltre alla sopravvivenza, talvolta è anche una questione legata puramente a problemi estetici: con il passare degli anni, le verbene tendono a dive**re eccessivamente disordinate ed a fiorire sempre meno.
Esistono comunque varietà appositamente selezionate per sopravvivere al gelo e vegetare molto bene anche dopo anni di coltivazione in vaso o nelle aiole del giardino.
Le verbene ibride (spesso le troviamo con i loro nomi commerciali, tipicamente Temari e Tapien sono le varietà più diffuse in Italia) hanno fogliame di dimensioni minute, rugoso e leggermente coriaceo, ruvido al tatto, che si sviluppa lungo sottili fusti volubili, erbacei, che tendono a dive**re tappezzanti ricadenti.
Agli apici dei fusti, per tutta la primavera e tutta l’estate vengono prodotti piccoli racemi ad ombrello o a sfera, che portano numerosi piccoli fiori di colore molto vivace, nei toni del viola, del blu, del rosa e del rosso.
Difficilmente si trovano verbene, seppur ibride, colorate di arancione o di giallo; anzi, tipicamente nei vivai, per sopperire a questa “mancanza” tra i colori delle verbene, troviamo delle lantane ( ne abbiamo parlato nel passato post! :) ), che appartengono anch’esse alla famiglia delle verbene, ma sono una specie diversa, con fior decisamente molto simili.

Consigli per la coltivazione:
Esposizione
Pianta che necessita di almeno alcune ore al giorno di irradiamento solare.

Annaffiature
In questo periodo dell'anno (giugno luglio) cerchiamo di annaffiare abbastanza frequentemente, ma evitando di eccedere; ricordiamo di lasciare che il terreno rimanga abbastanza asciutto negli intervalli tra un'annaffiatura e l'altra; in genere è sufficiente interve**re 2-3 volte a settimana.

Concimazione
In questo periodo dell'anno (giugno luglio) è consigliabile fornire una buona dose di concime per piante da fiore, ricco in azoto e potassio, per favorire lo sviluppo del fogliame ed una abbondante fioritura; utilizzando un concime a lenta cessione una sola applicazione sarà sufficiente; con altri tipi di concime è necessario ripetere l'applicazione ogni 8-10 giorni, utilizzando una dose dimezzata rispetto a quella consigliata in etichetta.

Un consiglio per voi appasionati/e giardinieri/e :) : la fioritura delle verbene è molto prolungata, e lo sviluppo è rapido, ci permettono quindi di ottenere un vero e proprio letto di fiori, che può ricoprire anche aiole molto ampie sul terreno; spesso le verbene vengono coltivate anche in vaso, soprattutto in panieri appesi, in modo da meglio godere dell’effetto ricadente dei rami sottili o in fioriere, bellissime nei vari colori dal viola al rosa al rosso o al bianco!

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LANTANA , RIGOGLIOSA E CAMALEONTICA NUVOLA FIORITAAmiche e amici , in queste belle giornate di sole è finalmente possibi...
13/06/2013

LANTANA , RIGOGLIOSA E CAMALEONTICA NUVOLA FIORITA


Amiche e amici , in queste belle giornate di sole è finalmente possibile sognare l'estate e con essa anche i fiori tipici della calda stagione:), mi è venuto naturale così parlarvi del genere Lantana che conta alcune specie di piante perenni ed arbusti, appartenenti alla famiglia delle verbenacee; sono originarie dell’America e dell’Africa, ma in Europa vengono coltivate solo due specie, di origine sud americana, ed i loro svariati ibridi, prodotti negli anni.

Le lantane hanno foglie decidue, di forma ovale o lanceolata, di colore verde chiaro o verde scuro, ricoperte da sottili venature in rilievo, che risultano molto rugose al tatto, ed emanano, se spezzate, un forte aroma, non gradito a tutti.
Le molte varietà presenti in vivaio sono di dimensioni diverse, vanno dalle piccole perenni striscianti, che non superano i 26-30 cm di altezza, fino a dei veri e propri arbusti molto ramificati, che possono superare il metro di altezza.
La principale peculiarità delle lantane è rappresentata dai fiori, che sbocciano in continuazione dalla primavera inoltrata fino all’autunno; similmente a come accade per le verbene, anche le lantane producono piccoli fiori a trombetta, che sbocciano in corimbi semisferici; i fiori cominciano a sbocciare dalla parte bassa del corimbo, per sbocciare in successione fino alla sommità. La particolarità delle lantane sta nel fatto che per molte varietà i fiori tendono a cambiare colore nell’arco dei giorni della fioritura; ci troveremo quindi spesso con un’infiorescenza che presenta, ad esempio, fiori rossi nella parte esterna, arancioni nella parte mediana e gialli nella parte centrale.. veramente camaleontiche! :)
Molto del successo delle lantane è dovuto proprio a questa varietà nei colori di ogni singola pianta; esistono varietà di lantana a fiori rosa ed arancio, o bianchi e lilla, ma anche lantane a fiore completamente giallo o bianco, con colore che si mantiene nel tempo. Ai fiori seguono piccole bacche nere, commestibili quando sono mature.

Vediamo le due specie più diffuse:

Lantana montevidensis, o Lantana selloviana

Questa Lantana è originaria del Sudamerica, ed è caratterizzata da fiori di colore bianco o lilla; produce fusti prostrati, che danno origine ad una pianta erbacea perenne molto gradevole. Anche queste lantane non sopportano il gelo, soprattutto se intenso e persistente, e quindi, se vogliamo coltivarle anche nel nord Italia, conservandole di anno in anno, è necessario in autunno coprirle (con il tessuto non tessuto), o posizionarle in luogo riparato dal gelo.
Le dimensioni più contenute permettono di coltivare la lantana montevidensis anche in piccoli vasi, in modo che risulti più semplice spostarle in luogo protetto durante i mesi invernali; il colore lilla dei fiori, molto delicato, le rende più gradite a chi non ama i fiori di colore molto intenso.
In vivaio troviamo spesso lantane di varietà ibride, che hanno origine da queste due specie; questo tipo di ibridazione ha permesso di creare lantane con fiori di tonalità rosata, cangianti all’arancio o al giallo, cosa impossibile nella lantana camara.


Lantana camara

La Lantana camara è una specie semi arbustiva originaria dell’America centrale; produce infiorescenze nelle tonalità del giallo, del rosso e dell’arancio. Questa lantana tende, con il passare degli anni, a produrre un arbusto compatto e denso, molto ramificato. Si tratta di una specie che sopporta abbastanza bene il freddo, e può quindi trovare posto in giardino in gran parte delle regioni italiane; nel nord, si tratta di una pianta delicata, che deve ve**re spostata in serra fredda durante i mesi invernali (o coperta dal tessuto protettivo), o rischia di gelare completamente. Capita comunque spesso che, esemplari completamente rovinati dal freddo, tendano a rigermogliare all’arrivo della primavera; una pianta così severamente danneggiata, tende però a produrre pochi fiori in quell' anno. Quindi, in vivaio,, le lantane vengono proposte per lo più come piante annuali, o viene consigliato di coprirle con agritessuto durante la stagione fredda.

Provate l'esperienza di questa pianta mediterranea nel vostro angolo verde estivo e soleggiato, non ve ne pentirete! ;)

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PORTULACCA, LA PIANTA CHE AMA IL CALDO E IL SOLE.Buona giornata a tutti e tutte, oggi parleremo della Portulacca, grazio...
06/06/2013

PORTULACCA, LA PIANTA CHE AMA IL CALDO E IL SOLE.

Buona giornata a tutti e tutte, oggi parleremo della Portulacca, graziosa pianta grassa dai fusticini allungati, muniti di piccole foglie grasse a forma di “ago”.

Ne esistono diverse varietà: quella più comune, da seme, ma acquistabile già grandicella in vasetti o contenitori multipli, produce fiori abbastanza piccoli (1-2 cm di diametro), in genere semplici, a volte doppi; quella più pregiata regala grandi fiori (4-5 cm di diametro), di solito semplici e di colore fucsia.

Consigli di coltivazione
E' adatta a qualunque zona d’Italia, dalle coste del Sud fino alle Alpi, è più bella al caldo al sole e non dev'essere troppo bagnata! :)
Non teme il pieno sole, anche in Meridione o potenziato dal riverbero di un muro bianco: la fioritura sarà più abbondante.
Si adatta a ogni tipo di substrato, argilloso, pietroso, sabbioso, calcareo (non acido). Sopporta senza problemi i terreni salati e i venti salmastri che battono le rive del mare.
Richiede appunto poca acqua, anche in piena estate, e non è necessario concimarla. Non è indispensabile togliere i fiori sfioriti (cosa volete di più?!).
Tranne forse a qualche afido non è soggetta a particolari malattie se non a marciumi nel caso di eccessiva irrigazione.

Segni particolari
Le varietà semplici tendono a riprodursi facilmente da seme: l’anno successivo la zona dove venivano coltivate le Portulacche sarà piena di piantine nate spontaneamente :) (anche per questo non togliete i fiori una volta sfioriti così da lasciare formare le capsule piene di semini!)

Sole, sole, sole! Con le belle e calde giornate che si stanno facendo avanti cosa stiamo aspettando a prenderci qualche Portulacca tutta per noi!? :)

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HYPERICUM ELITE : capolini gialli, avanguardia estiva di un rosso inverno.Buona giornata di primavera a tutti! :)Oggi vi...
05/06/2013

HYPERICUM ELITE : capolini gialli, avanguardia estiva di un rosso inverno.

Buona giornata di primavera a tutti! :)
Oggi vi vorrei parlare di un arbusto molto affascinante che in questo periodo è ricoperto di capolini gialli ma che in ogni stagione ha un punto di forza e bellezza invidiabile:
Hypericum elite 'Ember' o (come il mio a bacche rosse) dark red lion, è un arbusto sempreverde con ricca formazione di grosse bacche color salmone o rosse in autunno inverno.

Ama il terreno normale e ben drenato, come esposizione preferisce sole – mezz'ombra.

Il fiore è giallo con pochi petali e molti stami centrali a batuffolo, la fioritura è abbondante e continua!

Come quasi tutte le piante che vi presento è poco attaccabile da malattie e poco esigente in fatto di acqua e protezione dal freddo invernale.

Appartiene alla famiglia delle Clusiaceae e il suo periodo di fioritura è da Giugno a Settembre, raggiunge un'altezza massima di 70 cm - 90 cm e si può usare in vaso o in giardino per siepi basse e informali o nel giardino roccioso.
Vi consiglio per avere un buon risultato di piantarlo con una densità di 3 piantine al m2.;)

Esuberante, giallo e fiorito in primavera-estate diventa raro e affascinante coperto di bacche salmone o rosse in inverno, provate a pensarlo rosso fuoco in mezzo alle foglie e ai rami secchi o coperto dalla candida brina..

Una nuova vera emozione per tutti noi giardinieri! ;)

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GAURA, UNA NUVOLA DI FARFALLE VARIOPINTEAmiche e amici! Ultimamente vi sto parlando di piante a me molto care e infatti ...
04/06/2013

GAURA, UNA NUVOLA DI FARFALLE VARIOPINTE

Amiche e amici! Ultimamente vi sto parlando di piante a me molto care e infatti da me usate spesso nei progetti e perchè no, anche nei miei balconi ;)!
Oggi è il turno della bellissima Gaura.
Non dovrebbe mancare in nessun giardino o terrazzo un angolo ingentilito dalla leggerezza di una Gaura lindheimeri, erbacea perenne piena di qualità, ma poco conosciuta e purtroppo poco utilizzata anche da progettisti e giardinieri che troppo spesso preferiscono inserire nei loro lavori piante sempreverdi in nome di una privacy, a volte inutile e monotona.
Elegante, con sottili rami flessuosi, rossastri (più verdi nella 'alba' più rossi nelle varietà 'purple') e molto ramificati, da maggio fino ai primi geli schiude piccoli fiori bianchi che vagamente ricordano le orchidee e sono simili a farfalle che volteggiano nell'aria :) .
Gaura lindheimeri è la specie più conosciuta e coltivata; alta 80-90 cm, vigorosa, resistente alla siccità e abbastanza bene ai freddi inverni, è perfetta in secondo piano nelle bordure miste assieme a graminacee morbide come Stipa tenuissima, Carex comans, Miscanthus sinensis (visto l'altra volta ricordate?;) ) , oppure abbinata ad erbacee come Erigeron, Echinacea, Verbena o alle piccole sfere di Echinops.
I fiori rosa in bocciolo diventano bianchi quando si schiudono per poi assumere sfumature rosate prima di appassire..oppure si presentano bianchi ed eterei fino alla fine.

Aggiungiamo anche la Gaura alla nostra bella zona verde per avere qualche 'farfalla' in più sul nostro balcone o giardino!

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