Architettura Design arch. Rotondo Daniele

Architettura Design arch. Rotondo Daniele www.edilportale.com/daniele-rotondo-173188/
www.archilovers.com/daniele-rotondo-173188/ Cresciuto professionalmente presso lo Studio dell'Arch. Rizzi / E.

Architetto Daniele Rotondo

Nato a Milano il 04 Novembre 1955
Laureato in Architettura Politecnico di Milano nel 1983. Consegue l'abilitazione professionale nello stesso anno con iscrizione all'Albo degli Architetti di Milano. Giampaolo Maffioletti (1977-86), collabora negli stessi anni anche con gli studi di architettura Malara-Drago / G. Ranieri / E. Previdi . Dal 1983 al 1993 svolge attività co

me libero professionista occupandosi di architettura pubblica e privata. Nel 1991 consegue attestazione specialistica in architettura bioclimatica. Nel 1993 fonda lo studio Gambaro Rotondo Associati. Dal 1994 al 1998 svolge anche attività didattica come "Cultore della Materia" (Composizione II) presso la Facoltà di Architettura del Politecnico di Milano (Leonardo Fiori/ Enzo Ranieri). L'attività progettuale si sviluppa nel campo dell'architettura e dell'interior design; dopo alcune esperienze anche con committenze pubbliche, negli ultimi anni si è occupato prevalentemente di committenze private con realizzazioni sia di spazi lavorativi (ristrutturazione sede Novamont - Novara / Nuovo complesso industriale Guala Closures - Alessandria / uffici Investitori Associati - Milano / uffici Exane - BNP Paribas Milano) sia di spazi abitativi in Milano, con particolari interventi su attici, sottotetti e realizzazioni di recuperi di case "fuori porta" (recupero a Poggio Ferrato, Val di Nizza, Oltrepò Pavese). Dal Gennaio 2017 svolge attività come libero professionista. L'espressività architettonica degli interventi trae origine da una base di solido "razionalismo" che riesce a penetrare attraverso il movimento moderno e post-moderno e ricerca una "proiezione" degli spazi realizzati verso evoluzione e futuro.

31/01/2025

RECENSIONE: Domenica 26 gennaio, sollecitato da amici sono andato a visitare il Museo del Design diretto e curato da Marco Sammicheli e allestito da Luca Stoppini alla Triennale di Milano. Son milanese e il Palazzo dell'Arte al Parco di Milano mi ha sempre affascinato sia per la sua bellezza sia per la vivibilità degli spazi e degli eventi/mostre che accoglie. Invece il tour nel Museo del Design al suo interno è stata un'esperienza di cui avrei fatto a meno purtroppo. Dalle foto su pubblicazioni e pubblicità non si apprezza il disordine senza un filo logico apparente in cui ci si imbatte subito dopo (anzi anche prima) aver vidimato il biglietto di ingresso. Nel web è pieno di trafiletti o presentazioni intrisi di retorica su questa esposizione che sarebbe da utilizzare nelle scuole di Design in una lezione su: "Come non si deve allestire una mostra". Pezzi storici conosciuti o meno conosciuti (spesso sempre gli stessi se ci riferiamo alla Tolomeo, Tizio e Arco) si avvicendano come accatastati in una soffitta su scaffali/ripiani metallici (tubolari tipo ponteggi) con una compressione che spesso neutralizza la percezione dell'oggetto stesso mischiato fra altri messi "gomito a gomito". Le targhe didascaliche spesso affiancate una all'altra non permettono con immediatezza il riconoscimento dell'opera corrispondente. Insomma un "Minestrone di prodotto" dove difficilmente si riesce ad apprezzare il "singolo" oggetto o progetto. Inoltre direi che l'esposizione che vuole percorrere così tanti anni meriterebbe più spazio e dovrebbe inserire anche Designer meno noti che non siano i soliti che si conoscono ed avere più prodotti. Dubbio è l'inserimento di svariati capi di abbigliamento (credo che la "Moda" sia Design, ma andrebbe trattata in una mostra specifica per meglio apprezzarne le declinazioni); invece una alternanza senza logica di vestiti manichino ed alcuni inseriti in intelaiature specchiate in mezzo a tutta la Mostra senza un particolare senso immediato. Una poltrona bassa cromata con seduta scura intrecciata è stata appoggiata su un pianale anch'esso scuro che ne impedisce la corretta percezione senza esaltarne appieno la bellezza. Rimango abbastanza deluso da questa Mostra che non rende per nulla giustizia al "Design Italiano" con un allestimento scadente. Sono stupito (anzi no) che l'ADI e l'Ordine degli Architetti non abbiano obiettato nulla........ ma poi non ci si deve stupire dei risultati. architetto Daniele N.M. Rotondo.

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Doveva essere l'opportunità di legare due aree urbane ....ma non ce la fanno; hanno eretto un'altro muro adoperandosi per chiudere ogni prospettiva. di solito queste son le tipologie delle "carceri" nc

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Indirizzo

Milan
20141

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