15/04/2026
Tra i campi di grano del Bolognese c'è uno strumento che ascolta l'universo — e quasi nessuno sa che esiste.
Non è un campo da calcio. Non sono quattro campi da calcio. Sono oltre 30.000 metri quadrati di antenna, disposti a croce in mezzo alla pianura padana, a pochi chilometri da Medicina, provincia di Bologna.
Si chiama Croce del Nord. Braccio est-ovest: 564 metri. Braccio nord-sud: 640 metri. Un'unica antenna cilindrico-parabolica lunga quasi mezzo chilometro, con 1.536 dipoli allineati sull'asse focale.
La progettò il fisico Marcello Ceccarelli dell'Università di Bologna, finanziata dal CNR. I lavori iniziarono nell'estate del 1963. Il 24 ottobre 1964, la struttura era già operativa — quando gran parte del mondo non sapeva ancora cosa fosse un radiotelescopio.
Per decenni ha mappato il cielo radio, compilato cataloghi di sorgenti cosmiche, ascoltato frequenze che l'occhio umano non potrà mai vedere. Opera a 408 MHz — lunghezza d'onda 73,5 centimetri — nella fascia dove il cosmo è più rumoroso e più ricco di informazioni.
Aspetta. Perché la storia non finisce negli anni Sessanta.
Negli ultimi anni la Croce del Nord è stata aggiornata nell'ambito del progetto NG-Croce, finanziato dal PNRR, coordinato dall'INAF con il Politecnico di Milano. Obiettivo: cacciare i Fast Radio Burst.
I Fast Radio Burst — FRB — sono lampi radio cosmici che durano pochi millisecondi. Arrivano da galassie lontane miliardi di anni luce. La loro origine è ancora largamente misteriosa. E la Croce del Nord, con la sua superficie enorme, è uno degli strumenti migliori al mondo per intercettarli sistematicamente.
Tutto questo a Medicina, in provincia di Bologna. A due passi dalla mortadella e dal Lambrusco.
Uno dei radiotelescopi di transito più grandi mai costruiti al mondo si trova in Emilia, ed è ancora al lavoro.
In breve:
A Medicina (BO) sorge la Croce del Nord, uno dei radiotelescopi di transito più grandi al mondo: due bracci da 564 e 640 metri, 30.000 m² totali
Costruita dal 1963 su progetto di Marcello Ceccarelli (Università di Bologna), opera a 408 MHz e ha mappato il cielo radio per decenni
Aggiornata col progetto NG-Croce (PNRR) per cacciare i Fast Radio Burst: lampi cosmici da miliardi di anni luce che durano pochi millisecondi