30/04/2026
Non si sa chi abbia creato questo gioiello, ma Russelliana è una di quelle rose che non si dimenticano.
È una rambler antica (nota già dai primi anni dell'ottocento) di fioritura unica tra maggio e giugno, ma capace di trasformare quel momento in uno spettacolo memorabile. Migliaia di fiori riuniti in mazzetti si aprono in una gamma di colori difficile da descrivere: dal magenta al violetto, fino al malva, in un continuo mutare che rende ogni giorno diverso dal precedente.
I fiori sono di media dimensione, arruffati, e il fogliame opaco e ampio richiama quello delle galliche, creando un effetto complessivo sorprendente per una rambler. È una rosa sana, vigorosa, generosa. I suoi rami lunghi e flessibili si piegano, si intrecciano, si arrampicano con naturalezza su alberi, muri, pergole.
Non è una rosa da contenere, ma da accompagnare, lasciandole lo spazio di esprimere il suo slancio libero. In cambio regala archi fioriti, cascate di colore, angoli ombrosi pieni di grazia.
Ama il sole ma tollera con pazienza la mezz’ombra, resiste bene alla siccità e ai suoli poveri, e raramente si ammala.
Russelliana è la rosa dei giardini selvatici, delle storie dimenticate, di quelle piante che sembrano fatte per spuntare da una cancellata arrugginita o arrampicarsi ostinate su una pergola abbandonata. Bella tutta, come solo certe rose antiche sanno essere.
Una nota importante: il nome 'Souvenir de la Bataille de Marengo' con cui a volte viene indicata non appartiene a nessuna rosa realmente esistita: è un’invenzione relativamente recente di Nancy Lindsay, una garden designer e scrittrice inglese nota per uno stile molto libero — qualcuno direbbe fantasioso — nel trattare storia e nomi delle piante. Il suo nome corretto resta, semplicemente, Russelliana.