Noleggio opere d'Arte Arturarte Contemporanea

Noleggio opere d'Arte Arturarte Contemporanea ART FOR LEASE, forte della sua lunga esperienza, offre la possibilità di ospitare opere d'arte ad aziende e privati al costo di un caffè

Art for Lease - Il servizio noleggio opere D'arte

ARTISTI NEL DNA
Dalla futuristica visione dell’Art Director Massimo Lupoli, la Galleria Arturarte Contemporanea opera da oltre 10 anni sul mercato nazionale ed estero,da sempre presente nel panorama culturale, acquisendo un’importante esperienza e sviluppando alta professionalità. Una strategia per far conoscere artisti nostrani e internazionali

e aprire i nuovi spazi d’incontro fra l’arte e gli affari.

“Questa mia idea – racconta Massimo Lupoli che da 25 anni si occupa di arte a tempo pieno – è nata da un mio viaggio in America tantissimi anni fa. Lì, come del resto in Germania è consuetudine affittare opere d’arte ad aziende e privati. Noi qui, da oltre 10 anni facciamo lo stesso, affittando opere d’arte per 1 euro al giorno. Perché noleggiare l'arte? L’ARTE IN AZIENDA Creare un’unione ideale tra l’identità di un’azienda e l’arte contemporanea permette di distinguersi ed essere meglio riconoscibili, creando un ambiente luxury e di prestigio. Permette di dare all’impresa una valenza culturale e di design. Sempre più spesso le grandi strutture, commerciali e di servizi nonché i brand internazionali tendono a legare la propria immagine al mondo dell’arte contemporanea. Le motivazioni sono molteplici come i vantaggi che ne derivano. IN AZIENDA COME AL MUSEO Crediamo che l'arte e la bellezza debbano essere condivise, affinché le opere possano essere amate in molteplici contesti. Rinnovare la propria immagine cambiando le opere e creare delle vere mostre temporanee

L'ARTE AL PREZZO DI UN CAFFE Vivere l'arte senza investire ingenti capitali iniziali. Scegliere e noleggiare tra le nostre 30000 opere al costo di 1 euro al giorno

CREARE MARKETING esperienziale, in contesti aziendali dove il contatto con il pubblico è di primaria importanza; creare un'esperienza dentro al servizio produce fidelizzazione

DETRAZIONE Art for Lease consente di creare la detrazione dell'intero canone di noleggio, secondo il D.L. n. 35 del 14/03/2005, ai fini fiscali

02/08/2016
27/07/2016

Sabato Angiero è un artista di altri tempi, non per l’età anagrafica per cui si colloca tra gli artisti a noi contemporanei, ma per il rispetto e la dedizione rare con cui egli si dedica a questa professione. Angiero utilizza vecchi quotidiani e riviste già lette per sperimentare a contatto di queste una personale e ancora inedita tecnica della combustione, scaturita da continue sollecitazioni che egli rivive con rara e severa coerenza come il mezzo portavoce di un modo diverso di fare informazione. Nulla viene lasciato al caso ma piuttosto è un lavoro molto meticoloso dietro il quale si cela la solerte e appagante risposta ad un bisogno più profondo di Angiero e che lo chiama oggi ad affrontare molte tra le più importanti tematiche sociali che coinvolgono l’umanità. La cosa che sorprende fin da principio e che si conclude tra gli sguardi rapiti e il coinvolgimento intellettuale di chi osserva il lavoro di questo artista, è la delicatezza con cui egli è capace di imprimere tutta la propria motivazione e al contempo di ponderare il peso di certi contenuti ingombranti senza ricorrere a forzature: le opere allestite a Officine Farneto non invadono lo spazio ma piuttosto instaurano con esso un rapporto complementare come in uno scenario dove nulla stride, nulla inquieta ma semmai invita all’approfondimento con silenziosa dignità. Sabato Angiero ogni volta che realizza un pezzo compie un atto generoso nel voler offrire allo spettatore il mezzo per comprendere; egli mette in mostra la sua parola che compressa nell’opera che crea sembra quasi sparirci dentro. “La parola va ricercata” questo è ciò che Sabato Angiero quasi sussurra con quella delicatezza che lo caratterizza, suggerendo come sia infatti perfino possibile cogliere il senso oltre quella stessa forma estetica che è stato lui a creare: l’artista riesce a trovare un nuovo equilibrio tra i due due significati opposti dell’essere e dell’apparire, lasciando l’opera libera di esprimersi senza il condizionamento della materia prescelta per rappresentarla, ma allo stesso tempo la rende protagonista di rivelazioni, di recondite memorie, di straordinarie metafore dalle forme inattese che provocate dalle combustioni del fuoco rendono questo un altro elemento essenziale su cui si fonda l’universo artistico di Angiero.
Sabato Angiero ama la carta così come ogni artista predilige una materia fra molte su cui agire per realizzare la propria opera: l’atto del bruciare non è da tradurre nel modo più scontato o riduttivo come l’intenzione di annientamento o di distruzione da parte dell’artista, così come accade con altri elementi del mondo naturale la cui potenza smisurata è capace di distruggere ma anche di creare. Ad esempio pensiamo all’acqua come al simbolo di nascita e di come questa possa trasformarsi in calamità dalla forza dirompente e devastante. Dunque anche il fuoco è un elemento capace di agevolare l’uomo verso la propria sopravvivenza permettendogli di riscaldarsi quando ha freddo, di rendere cibi commestibili diversamente da come lo sarebbero se non cotti. Quando Sabato Angiero dà fuoco ai margini di un foglio piegato e poi lo apre, compie un atto sia estetico che emblematico dello spiegare e dunque del rivelare attraverso il fuoco le espressioni di un volto che ora emergono dalla carta bruciata come i segni del tempo che passa. Stessa cosa accade quando l’artista brucia piccolo lembo di un pagina scritta con cui si è inteso non annullarne il senso ma al contrario dare il giusto risalto a quello che di essa è rimasto ancora leggibile e che si sarebbe forse ignorato se quel piccolo punto di carta brunita non ne avesse risvegliato l’attenzione.

27/07/2016
27/07/2016

Sabato Angiero inaugura presso gli Spazi di Officine Farneto il giorno venerdi 29 luglio dalle ore 19.00 fino alle 22.00. Con questa Personale si dà seguito ad un importante progetto culturale-artistico dal titolo “Diversità” a cura di Massimo Lupoli con Arturarte Contemporanea e di Miriam Castelnuovo con Associazione Culturale Quattro Colori Primari- Travelling Arts Project. Loro ospite fondamentale le Officine Farneto che nel dimostrare fiducia nei due curatori Castelnuovo e Lupoli, hanno reso possibile dall’inaugurazione della prima Collettiva “Diversità” con opere di 35 artisti ad oggi, la realizzazione e dunque il raggiungimento di un importante obiettivo. Di fatto questa idea di realizzare un grande progetto è nata con il proposito oltre che con l’ambizione di far conoscere l’arte ad un pubblico eterogeneo e di appassionare lo spettatore educandolo alla conoscenza della diversità in senso lato, intesa proprio come un arricchimento culturale. Ciascuna Mostra è stata parte importante di un unico progetto, già conosciuto come Travelling Arts Project con cui fin dal 2013 si è voluto dare un diverso senso all’arte itinerante con una Mostra Collettiva al Bioparco in occasione della Giornata Amaci di Arte Contemporanea e che da allora ad oggi ha trovato un’esatta continuità proprio qui a Officine Farneto, come in un contesto sempre variabile e mutevole a seconda dell’artista, il cui allestimento è stato accettato come una delle numerose scenografie all’interno di un solo Teatro e soprattutto mantenendo saldo il senso fondamentale di reciprocità tra luogo transitorio e opera itinerante. Questo è il concetto base su cui abbiamo voluto fondare questa diversa idea di Arte come per raccontare un viaggio, lungo ed esperienziale, il cui tracciato non era prevedibile come non lo erano gli umori che ne avrebbe potuto suscitare, inaugurazione dopo inaugurazione. Ciò che con il Travelling Arts Project si vuole continuare a diffondere è l’idea di un'Arte che possa itinerare senza più l’ossessione di essere ospitata in luoghi istituzionali o in locali per cui si richieda un affitto in cambio della curatela e della collaborazione dell'artista. L’Arte porta con se solo un messaggio di accrescimento culturale oltre che estetico ed è sempre il risultato di tanto lavoro e di tanta fatica: come tale si ritiene che debba ve**re accolto, stimato e rispettato anche in contesti inaspettati.

24/07/2016
20/07/2016

Dinamismo e impulsività trapelano dalle pennellate coraggiose date sulla tela con impeto da Giampaolo Addari. Protagonisti dei suoi lavori ad olio sono i primi piani su cui ritrae indifferentemente animali e donne: le storie vissute dagli esseri che le popolano trasmettono emozioni dettate dal movimento e accumunate dal desiderio che Giampaolo Addari pone come premessa, di cancellarne il volto, su cui va a sostituire l’impronta della sua pennellata energica. Nel lavoro di quest’artista si riscontra un ironico controsenso stilistico, nel ritrarre in primo piano figure di cui però, una volta che l’opera è quasi portata a termine, se ne decide di cancellarne proprio il volto. E’ come se Giampaolo Addari volesse attrarre e al contempo distogliere le attenzioni del pubblico dai suoi lavori e confluirle altrove, lontane dai turbini delle passioni umane ma che al contrario nei suoi lavori si traducono nella personale bellezza dei suoi protagonisti, ritratti con un colore intenso, tra le tonalità calde dei marroni e dei beige, con inevitabile riferimenti ai colori di una terra brulla. Giampaolo Addari non dipinge solo persone ma anche animali tra cui mucche e stambecchi, ippopotami e rinoceronti. Le figure umane tuttavia offrono una chiave di lettura diversa, in quanto rivelano implicazioni sottili, legate alla psiche e a fattori che occupano la sfera dei sentimenti e che nel mondo animale invece trovano unica corrispondenza nell’analisi più semplice di quel che si definisce istinto. I volti di Giampaolo Addari sono coperti con una pennellata che ne cancella solo in parte i connotati a cui sottende chiara l’intenzione di voler dare maggiore respiro al contesto circostante: dettagli nascosti, simboli criptici legati alla postura come alla gestualità in cui ne sono inclusi i corpi. I volti richiamano ad esperienze del vissuto, a desideri mancati e sono il frutto di un formidabile impulso emotivo che coinvolge l’artista in egual modo anche quando dipinge esseri diversi dall’uomo come lo sono gli animali. Con questa sua ricerca particolare Addari decide di affrontare un argomento per poi estrarne ogni possibile implicazione: il dominio della tecnica è solo uno degli strumenti con cui egli si avvicina alla formulazione dell’opera compiuta, ove la sua pittura è definibile istintiva, almeno nel gesto con cui determina l’eliminazione di una parte dei volti delle figure che dipinge. Ma la sua emotività non trova risposta in uno scontato caos né può dirsi animata da casualità.

16/07/2016
16/07/2016

Indirizzo

Viale Dell'industria 8
Nepi
01036

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