Sistemacase Serramenti

Sistemacase Serramenti Esperti nella realizzazione e posa in opera di porte e finestre a Torino. Vendita di serramenti in P

Questa volta hanno scelto le strade del quartiere Santa Rita. Per il secondo sabato consecutivo le Mascherine tricolori ...
10/05/2020

Questa volta hanno scelto le strade del quartiere Santa Rita. Per il secondo sabato consecutivo le Mascherine tricolori hanno protestato a Torino. Nel capoluogo piemontese come in altre centinaia di città italiane.
Nessuno striscione di partito o appartenenza politica: solo una mascherina tricolore in volto. Circa cento persone sono rimaste immobili e hanno ascoltato in silenzio, in stile sentinelle in piedi, l’oratore che leggeva un comunicato in cui venivano spiegati i motivi della protesta: “Stiamo fallendo tutti. fuori i soldi!”, dicono dalla “protesta pacifica ma determinata”.
I manifestanti rispettano le norme di sicurezza imposte dell’emergenza Coronavirus, stando a una distanza di almeno due metri.
“La colpa dell’emergenza sanitaria non è dei cittadini”, continua il testo, riferendosi alle politiche degli ultimi trent’anni che “hanno tagliato le spese sanitarie, chiuso ospedali e ridotto i posti in terapia intensiva”.

Poi ancora contro i provvedimenti presi dal presidente del Consiglio Giuseppe Conte che prometteva una “potenza di fuoco” ma “la maggior parte degli italiani non ha visto un euro”. E ancora, “il decreto di Aprile sta diventando di metà Maggio, alle imprese è stato detto di andare in banca e fare nuovi debiti ma noi pretendiamo che il governo metta sul piatto dei soldi a fondo perduto erogati direttamente dallo Stato”.

Si arriva al tema tasse e “bisogna attuare una pace fiscale e bloccare le cartelle Equitalia”; e ancora, “è inaccettabile che ci siano lavoratori che aspettano ancora i soldi della cassa integrazione in deroga”. Niente “bonus per le famiglie e il fantomatico reddito di emergenza per disoccupati”. Molti autonomi, dice il comunicato, aspettano ancora il bonus Inps di Aprile, continuando di questo passo, “la povertà causata dalla crisi economica potrebbe fare più vittime dell’epidemia”.
Le Mascherine Tricolori se la prendono con le multe, “quelle si elargite con grande velocità verso chi manifesta il dissenso”; e si chiedono: “perché punire il dissenso se si rispettano le distanze di sicurezza e si indossano le mascherine di sicurezza rispettando le norme anti assembramento?

La volontà della protesta è quella di “sapere quale sarà nostro futuro, se esiste un’idea di come sarà impostata la ripresa economica, e le regole per le attività più a rischio come bar e ristoranti per tornare a vivere, o come il turismo che rischia di scomparire”
Infine “voi avete deciso che l’Italia deve fallire”, tuonano le mascherine tricolori, “che l’Italia deve uscire in ginocchio da questa crisi. Qualcuno vuole milioni di disoccupati e milioni di imprenditori falliti, milioni di famiglie alla fame. Noi non lo consentiremo, la parola deve tornare al popolo, questo governo deve andare a casa! Nonostante la repressione e i divieti, noi manifesteremo. È un nostro diritto, ma soprattutto è un nostro dovere. Ribellarsi oggi significa amare la nostra Nazione. Perché la mascherina non è un bavaglio.
La lettura termina con “viva la libertà! Viva l’Italia!
Un applauso finale, i manifestanti “hanno rotto le righe” e in silenzio sono andati via.

04/05/2020

Il modello “BIM” in fase di esecuzione, criticità ed uso per le imprese
Pavan Alberto - Assistant Professor, Politecnico di Milano Mirarchi Claudio - Ingegnere, Ph.D Politecnico di Milano Cavallo Dalila - Architetto, BIM Coordinator 03/05/2020 3907
Ancora oggi il dibattito “BIM” risente fortemente delle passate origini progettuali (design optioneering e generazione di forme/architetture complesse) e delle mai sopite aspirazioni gestionali (asset model, IoT e gestione nel ciclo di vita).

Nel mezzo si teorizza molto dell’uso dei modelli in esecuzione/costruzione e della digitalizzazione dei cantieri, ipotizzando tecnologie complesse e ad oggi troppo costose per lavorazioni “povere” nell’unità di produzione e poco seriali e standardizzabili, ma quasi nulla si fa per rendere semplice, conveniente e diffusa almeno l’iniziale gestione del dato e del flusso informativo digitale per le imprese.

Analizzando lo stato di fatto, tecnologico e processuale, si comprende bene come non sia solo un problema delle imprese (poco innovative) il passaggio ad una produzione più digitalizzata.

bim-digital-transformation-construction-industry.jpg
Dati di input e analisi del processo
Non volendo integrare fra loro il processo di produzione e progettazione1, come invece avviene – senza generare scandalo - per ogni altro settore industriale, la costruzione di un bene si origina in genere a conclusione della fase di progettazione e, in particolare, al termine di quella cosiddetta “esecutiva”.

1Il tanto osteggiato “appalto integrato”, oggi in parte rivalutato grazie al cosiddetto “modello Genova”, per la progettazione e costruzione del ponte sul Polcevera.

2Nessun designer considera svilito li suo ruolo dal contatto diretto con la produzione. Nessun produttore considera non produttivo il contatto diretto con i designers.

Fase propedeutica alla produzione in cui la produzione stessa, però, non ha mai avuto ruolo od interazione. E già qui si smentisce la fantomatica “metodologia BIM” dove, ancora nella PAS 1192-23, è chiaramente definito come impresa e progettisti debbano operare assieme nell’affiancare una committenza, “esperta”, sin dall’inizio del processo di sviluppo di un bene immobile.

3BS PAS 1192-2:2013 da troppi citata (e liberamente interpretata) e da troppi pochi letta, che si ricorda essere stata ritirata - assieme alla BS 1192:2007 - in favore delle BS EN ISO 19650-1-2:2019

Detto ciò, partendo dal Progetto Esecutivo, il quadro generale con cui l’impresa si trova ad iniziare il suo processo di costruzione, anche in “BIM”, è oggi, generalmente, il seguente (fig. 1) – in grigio le criticità informative:



il-modello-bim-in-fase-di-esecuzione-rev-01.jpg

Figura 1 - Flussi di informazioni iniziali a disposizione dell'impresa



A partire da questo set di informazioni eterogenee il flusso informativo delle consegne dell’impresa (delivery) dovrebbe di conseguenza essere il seguente (fig. 2) - oltre, ovviamente, all’opera fisica che ne resta la principale protagonista (come dovrebbe anche esserlo - prima - il “progetto” per il progettista: progetto sopra il modello ed il BIM):



il-modello-bim-in-fase-di-esecuzione-rev-02.jpg

Figura 2 - Flusso digitale delle consegne informative -delivery - dell'impresa



Come si vede, definiti i materiali, le migliorie tecniche e l’operatività di cantiere si dovrebbe formalizzare la redazione di un Modello Costruttivo (che contempla informazioni, ovviamente non presenti nel progetto esecutivo, che necessitano dell’approvazione di DL e Committenza).

Il Codice dei Contratti (Dlgs 50/16) non si occupa di definire la “progettazione/modellazione” in fase di esecuzione, come, in vero, nulla specifica per l’As-Built tradizionale. As-Built che, nel processo digitale, si suddivide - naturalmente - per SAL (ai fini del controllo digitale della contabilità), in una prassi “BIM” sempre più richiesta in contratto ma che rimane invece non normata nei fatti (nemmeno nelle attuali bozze di Regolamento).

In ultimo, finiti i collaudi ed aggiornato il piano di manutenzione, al vecchio As-Built “Costruttivo” (modello tecnologico) dovrebbe oggi affiancarsi un differente Modello di Gestione (modello di utilizzo), con informazioni legate più all’uso quotidiano del bene (percorsi, arredi, utenze, ecc.), che alla sua manutenzione tecnica (stratigrafie, strutture portanti, ecc., garantite, appunto, nell’As-Built “costruttivo”).

Questo flusso informativo, come si vede, comporta non solo la normale gestione dei dati di input (dal Progetto Esecutivo) ma anche una notevole produzione dati in itinere, da standardizzare in un processo costruttivo digitale attualmente non normato (Modelli Costruttivo, As-built a SAL, Mod. di Gestione, ecc.).

In fig. 3 è simulato il flusso informativo nel caso di Committenza Pubblica, considerando una necessaria evoluzione dei modelli che spesso (se non nella totalità dei casi) richiede anche un aggiornamento degli aspetti geometrico/progettuali:



il-modello-bim-in-fase-di-esecuzione-rev-03.jpg

Figura 3 - Flusso informativo dell’impresa in fase esecutiva, Committenza Pubblica



In fig. 4 è simulato il flusso informativo nel caso di Committenza Privata (cosciente dello stesso):



il-modello-bim-in-fase-di-esecuzione-rev-04.jpg

Figura 4 - Flusso informativo dell’impresa in fase esecutiva, Committenza Privata



Come si vede, in entrambi i casi, l’impresa ha comunque necessità di rimodellare i dati d’ingresso dal Progetto Esecutivo con evidenti criticità in termini di tempi, costi e rischio di perdita informazioni.

Sia perché in formato aperto ma “statico”4 , non geometricamente modificabile, come nel caso pubblico, sia perché in formati nativi (proprietari, modificabili) ma imposti dalla committenza, come nel caso privato. Formati proprietari definiti in funzione delle necessità di progettazione – architetti, strutturisti, impiantisti, ecc. - e non sempre congruenti con i sistemi usati in impresa, secondo le sue esigenze di “produzione” e non solo di “progettazione” (esigenze di produzione poco tenute in considerazione dalle case software AEC a prescindere, diversamente da quanto avviene, invece, nell’industria manifatturiera).

4Il formato aperto (IFC in questo caso) è una garanzia per tutti, committenza e appaltatori, ma la sua gestione in caso di implementazione o modifica, necessaria nelle varie fasi del processo, è sottovalutata dalle case software che ne consentono al più una integrazione “alfanumerica” ma non un modifica “geometrica”, diretta. Con evidenti problemi di aggiornamento in fase di sviluppo (progettazione e costruzione) ma soprattutto in fase di gestione (ciclo di vita).

Si consideri inoltre come i software (BIM o quasi) pensati per le imprese sono in genere dei tools di integrazione informativa (di tempi e costi), con visualizzazione di geometrie, e non dei veri e propri BIM authoring di produzione, in grado di gestire le risorse come i suddetti tempi e costi, oltre che geometrie.

Ancora una volta si evidenzia come le criticità di impiego del BIM o della digitalizzazione in generale, non dipendono dal soggetto in sé - in questo caso l’impresa - ma dall’inerzia del sistema in generale, che perseguita a voler incastrare nuove tecnologie in vecchi schemi processuali, falsamente consolidati.

E’ quindi forse, e finalmente, giunto il momento di ri-considerare:

il coinvolgimento dell’impresa fin dall’inizio del processo (nuovo sistema di appalto integrato);
la necessità di nuovi software di BIM authoring in grado di gestire la produzione oltre che la progettazione, od una miglior integrazione dei tools esistenti di gestione risorse, tempi, costi e sicurezza (programmazione ad oggetti con medesimo dominio e ontologia – AEC, ecc.);
un nuovo quadro normativo (Codice dei contratti e Regolamento) che si occupi della gestione informativa in fase di esecuzione anche come fase di continuazione/integrazione della Modellazione progettuale (Modello Costruttivo, Modelli As-Built per SAL, Modello As-Built per Collaudo, Modello As-Built Costruttivo/Collaudato – come l’opera – Modello di Gestione – per l’uso, ecc.).
Il motivo dell’attuale inerzia, quindi, non sono né il BIM né le imprese ma l’uso distorto delle “nuove” tecnologie per salvaguardare “vecchie” procedure, che oltretutto mal funzionavano già con la carta (motivo per cui le si vorrebbe modificare), figuriamoci adesso con il digitale, che ragiona con tutt’altre logiche.

26/04/2020

Le FAQ danno il via libera ai serramenti metallici
23 aprile 2020

Liguria. Le FAQ danno il via libera ai serramenti metallici
Una selezione di domande e risposte date da Regione Liguria alle richieste di chiarimenti di aziende, imprese, professionisti e serramentisti dopo la pubblicazione dell'Ordinanza n. 19/2020 che autorizza i piccoli cantieri

Una decina di FAQ pubblicate da Regione Liguria chiariscono parecchi aspetti dell’Ordinanza n. 19/2020 che autorizza l’apertura dei piccoli cantieri. Qui selezioniamo le FAQ che riguardano direttamente il settore dei serramenti, posa in opera inclusa. Tra queste una permette esplicitamente la produzione di serramenti metallici: è la FAQ n. 5 in quanto “in relazione alla necessità di garantire la continuità delle filiere per le attività ammesse dal d.P.C.M e per le attività edilizie di cui alla Ordinanza 19/2020”.
Idem per la posa in opera dei serramenti che non rientra tra le attività permesse dai DPCM ma che le FAQ 2 e 3 autorizzano.

Qui si spiega come il governatore Toti abbia potuto bypassare i DPCM rispettando pienamente la legge. Semmai domandiamoci perché i presidenti di altre regioni non abbiano fatto lo stesso.

Di seguito la selezione di FAQ di rilievo per il mondo del serramento.

In copertina, posa di serramenti metallici a Genova: courtesy Blondett srl

FAQ – Emergenza COVID – 19, domande e risposte su Ordinanza 19/2020
1- Possono aprire attività facenti parte della filiera distributiva delle attività permesse e di cui sono fornitori – ad esempio magazzino edile con annessa ferramenta e sito di conferimento di rifiuti speciali connessi all’edilizia?
Si ritengono possibili, previa comunicazione al Prefetto ai sensi del comma 3 dell’art2 del D.P.C.M. 14.04.2020, le sole attività funzionali ad assicurare la continuità delle filiere delle attività ammesse dal DPCM 10.04.2020 come integrato dalle disposizioni dell’ordinanza del Presidente della Regione Liguria n° 19 del 14.04.2020 (vedasi punto 11 del dispositivo).
Per quanto riguarda eventuale vendita al dettaglio si fa rimando all’allegato 1 del d.P.C.M. 10/04/2020.

2- Sono autorizzate tutte le categorie di attività correlate ad edilizia libera, art 6, e edilizia soggetta a CILA, art 6bis, dpr 380/2001, quali ad esempio il montaggio di serramenti interni ed esterni (codice ateco 43.32, azienda non specializzata all’interno del settore edile) oppure solo la categoria edilizia che si occupa della parte di muratura?
Con l’ordinanza del Presidente della Regione Liguria n° 19 del 14.04.2020 sono state autorizzate tutte le attività edilizie libere (art. 6) e tutti gli interventi subordinati a comunicazione di inizio lavori asseverata (art. 6-bis) come definiti dal D.P.R. 380/2001 senza alcuna limitazione. Sono pertanto autorizzati a svolgere queste attività tutti i soggetti che eseguono lavori nelle tipologie della normativa edilizia qui richiamate.

L’operatività resta comunque condizionata, come previsto al punto 6 del dispositivo dell’ordinanza 19/2020, al pieno rispetto di tutte le disposizioni attualmente in vigore in relazione all’emergenza epidemiologica in essere con particolare riguardo ai contenuti del
“protocollo condiviso di regolamentazione delle misure per il contrasto e il contenimento della diffusione del virus covid-19 negli ambienti di lavoro” sottoscritto il 14 marzo 2020 fra il Governo e le parti sociali.
Qualora il codice ATECO non sia ricompreso tra quelli autorizzati dal d.P.C.M. 10/04/2020 l’attività è consentita – previa comunicazione al Prefetto – che trattasi di attività funzionali ad assicurare la continuità delle filiere di cui alla Ordinanza del Presidente della Regione n. 19/2020.

La comunicazione al Prefetto della provincia in cui è ubicata l’attività costituisce titolo alla prosecuzione dell’Attività stessa fino all’eventuale provvedimento del Prefetto di sospensione.

3 – Possono ritenersi ricomprese tra quelle ammesse le attività di coloritura e sistemazione infissi, falegnameria ed impiantistica? Dal momento che non viene specificato il Codice Ateco per il settore edilizio, serramentistico e di falegnameria, qualora fosse confermata l’operatività per tutti o per alcuni di questi settori, è necessario inoltrare una comunicazione alla Prefettura?
Per la prima parte del quesito si veda la risposta n° 2
L’obbligo della comunicazione al Prefetto, ai sensi del comma 3 dell’art. 2 del D.P.C.M. 14.04.2020, sussiste per i codici ATECO non ricompresi in d.P.C.M. 10 aprile 2020.

5 – Poiché è stata concessa la possibilità di riaprire la produzione alle fabbriche di serramenti in legno e in pvc ma non a quelle che producono serramenti metallici (codice Ateco 25.12.1), esiste la possibilità di deroga o di aggiornamento dei codici Ateco trattandosi dello stesso settore ma di produzioni diverse?
La modifica dell’elenco dei codici Ateco delle attività ammesse, ai sensi del comma 1 dell’art. 2 del D.P.C.M. 10/04/2020, può essere fatta solo con decreto del Ministro dello sviluppo economico, sentito il Ministro dell’economia e delle finanze.
Si vede peraltro la risposta ai quesiti n. 1 e 2 in relazione alla necessità di garantire la continuità delle filiere per le attività ammesse dal d.P.C.M e per le attività edilizie di cui alla Ordinanza 19/2020.

6-Considerata l’autorizzazione di iniziare opere per cui è necessaria la presentazione di una CILA di cui all’art. 6bis del D.P.R. 38/2001, si chiede se detta possibilità è autorizzata anche con “nuova” CILA, oppure se si possono eseguire solo i lavori per cui la CILA era già stata presentata precedentemente allo stato di pandemia.
L’ordinanza 19/2020 autorizza tutte le opere edilizie soggette a CILA senza nessuna limitazione alle comunicazioni già inoltrate prima dello stato emergenziale in atto.

9-Le imprese edili che eseguono piccole ristrutturazioni ed i professionisti che li seguono – Geometri, Architetti, ecc. – possono operare?
Il Decreto del Presidente della Regione Liguria n. 18/2020 del 13 aprile 2020 e la successiva Ordinanza n. 19/2020, consentono lo svolgimento delle attività in regime di edilizia libera art. 6 del DPR 380/2001 e in regime di CILA art. 6bis dello stesso Decreto. Pertanto sono autorizzati a svolgere tali attività artigiani ed imprese che eseguono tali tipologie di attività edilizia e i tecnici (Geometri, Architetti, Ingegneri, Periti edili, ecc.) che sono chiamati a soprintendere ai relativi lavori ai sensi della vigente legislazione in materia.

10-Aziende esprimono la difficoltà nel comprendere se la propria attività rientra fra quelle indicate del decreto, in assenza di riferimenti ai codici Ateco a cui ormai le imprese di erano abituate. Il riferimento al dpr 380/2001 per l’edilizia è forse troppo generico.
I Codici ATECO sono Codici statistici utilizzati per questa emergenza ma sicuramente non idonei a descrivere le attività che trovano riferimenti più corretti nelle vigenti disposizioni normative di settore.
Qualora il codice ATECO non sia ricompreso tra quelli autorizzati dal d.P.C.M. 10/04/2020 si veda la risposta ai quesiti n. 1 e 2

11-Difficoltà nel comprendere se ci si può spostare da un Comune all’altro per lavorare sui cantieri e trasportare il materiale necessario: le imprese temono i controlli e temono di non avere sufficiente documentazione. Per esempio, cantiere edile ubicato in Liguria e ditta incaricata a fare i lavori che arriva dal Piemonte.
Lo spostamento per lavoro è assentito. E’ necessario documentare dove e in quale attività autorizzata ci si reca.
Qualora il codice ATECO non fosse ricompreso nell’elenco del d.P.C.M. 10 aprile 2020 vale quanto riportato nelle risposte ai quesiti 1 e 2 .

12-Criticità per gli artigiani che sono a monte e a valle della filiera edilizia e chiedono di poter lavorare nei cantieri o fornire il materiale agli stessi: fabbri, serramentisti ecc. Abbiamo consigliato loro, in quanto attività connesse e complementari all’edilizia, di fare la dichiarazione in prefettura: è corretto? Possono chiedere una deroga?
Vale quanto già detto ai quesiti 1 e 2

a cura di Ennio Braicovich

26/04/2020

Tutti i vantaggi delle finestre in alluminio

Economia
Finestre in alluminio: tutti i motivi per sceglierle
Sono tante le ragioni per cui gli infissi in alluminio sono una soluzione ideale per una casa moderna e una durata straordinaria. Scopriamole insieme
Quando si pensa di sostituire gli infissi, un importante aspetto da tenere in considerazione è la durata nel tempo: nessuno vuole essere costretto a ripetere una spesa così importante a distanza di pochi anni. Per questo la scelta di molti ricade sugli infissi in alluminio a taglio termico: uno dei principali punti di forza di questo materiale è proprio la durata.

I vantaggi degli infissi in alluminio
Durata: questo è un aspetto di grande rilievo. Un ottimo infisso a taglio termico può durare anche 50-60 anni (il doppio di un infisso in pvc!)
Zero manutenzione: non è necessario operare alcuna manutenzione, grazie alla ferramenta specifica, alla resistenza meccanica e alla poca dilatazione del materiale.
Design minimale slim o ferramenta a scomparsa: se volete finestre molto sottili, dal design snello e pulito, gli infissi in alluminio sono la scelta per voi. Sono realizzabili anche le finestre cosiddette “tutto-vetro” senza nessun tipo di problema meccanico, oltre a finestre e portefinestre di grandi dimensioni.
Luminosità: l’alluminio termico permette di avere case più luminose grazie a profili sottili e alla possibilità di fare ante uniche di grandi dimensioni senza montanti.
Gamma di colori infinita: i colori degli infissi in alluminio sono realizzati con verniciatura e ossidazione, con combinazioni di colori pressoché infinite.
Isolamento termico e risparmio energetico: un buon infisso taglio termico con la tecnologia attuale è praticamente isolante come una finestra in PVC. Il taglio termico di ultima generazione evita la conduzione, ottenendo così un risparmio energetico equiparabile a quello che si ha con legno e con pvc.
Gli svantaggi degli infissi in alluminio
Un iniziale ostacolo alla scelta dei serramenti in alluminio a taglio termico è il costo: possono costare il 30-40% in più rispetto al pvc, ma al confronto con questo materiale la vita media dell’infisso in alluminio è lunga il doppio, quindi in realtà il costo può essere addirittura inferiore. L’investimento iniziale è senza dubbio un po’ più alto, ma nel tempo ci sarà addirittura un risparmio.

Un’altra obiezione è il freddo al tatto. Ma una finestra, qualunque sia il materiale, avrà una temperatura più bassa della nostra temperatura corporea di 36°. Se tocchiamo un oggetto che ha temperatura inferiore alla nostra, avvertiamo sensazione di freddo, ma non è il freddo che “entra in casa”: è il nostro “caldo” che si trasferisce all’oggetto che tocchiamo.

E cosa dire della condensa? L’alluminio di una volta non aveva il taglio termico, ed essendo fortemente conduttore portava dentro tantissimo freddo e condensa. Una finestra taglio termico attuale non ha più di questi problemi, perché il valore termico è molto simile a quello di pvc e legno.

L’importanza della posa in opera
Quando si chiede un preventivo per finestre e serramenti spesso ci si concentra solo sui prodotti. Questi sono senza dubbio importanti, ma ancora più cruciale è la posa in opera: se non è curata a regola d’arte non ci saranno risparmio energetico e tutti i vantaggi dell’alluminio sopraelencati.

Dove trovare infissi in alluminio a taglio termico?
Quella degli infissi è una scelta caratterizzata da aspetti tecnici, non solo da preferenze. Affidarsi a un consulente preparato, che possa aiutarti a capire cosa è meglio per te e per la tua casa, è fondamentale per non commettere costosi errori.

21/04/2020

Esclusione dei serramenti metallici. Interrogazione a Patuanelli
14 aprile 2020

Esclusione dei serramenti metallici. Interrogazione a Patuanelli
La miniripresa di oggi 14 aprile include i serramenti in legno e in pvc ma non quelli in metallo. Interrogazione dell’on. Gianluca Rospi: “il ministro Patuanelli deve spiegare alla filiera interessata il perché di tale esclusione”.

L’incomprensibile esclusione dei serramenti metallici dalla miniripresa di oggi (che include invece le produzioni di infissi in legno e in pvc secondo il DPCM 11 aprile, vedi news) sta suscitando un vasto movimento di protesta ed ora approda in Parlamento. Si è fatto portavoce del movimento il deputato del gruppo Misto, Gianluca Rospi che ha depositato un’interrogazione al ministro dello Sviluppo economico Stefano Patuanelli. Ecco il testo dell’istanza:

L’on. Gianluca Rospi
“Mai come in questo momento di emergenza sanitaria ma oramai anche economica il Governo dovrebbe ascoltare tutte le categorie industriali. Tra questi anche la filiera della produzione di serramenti metallici che protestano per l’esclusione dal decreto del 11 aprile per poter ripartire da oggi. È difficile capire come mai l’Esecutivo abbia fatto una disparità tra le diverse categorie di infissi visto che da oggi possono riaprire le produzioni di porte e finestre di legno e plastica, non blindate, ma non loro.
Basti pensare che queste ultime erano già state ammesse con il DPCM del 25 marzo in quanto annidate all’interno del macrocodice Ateco 22.2 ‘Fabbricazione di articoli in materie plastiche autorizzate ad operare’. L’allegato 3 però non includeva invece la voce Ateco 25.12.10 (Fabbricazione di porte, finestre e loro telai, imposte e cancelli metallici). Quindi da oggi ci sarà il via alla produzione di infissi in legno e in pvc, ma non quelli in alluminio e in acciaio. Mi rivolgo quindi direttamente al Ministro Patuanelli, chiedendogli di spiegare alla filiera interessata il perché di tale esclusione. Non crede, Ministro, che sia un errore grossolano che necessita di una correzione nell’elenco dei codici Ateco? È ora di dare la possibilità a tutti di pensare a come ripartire e soprattutto di spiegare quali sono i motivi che portano ad aprire, nello stesso settore, alcune produzioni ed altre no. È ora di ricominciare ma soprattutto di tutelare, per davvero, le nostre aziende dalla recessione”.

Qualche nota sull’on. Rospi tratta dalla sua pagina Facebook. L’on. Gianluca Rospi, ingegnere (è laureato in Ingegneria Edile -Architettura), ha conseguito il dottorato di ricerca in Fisica Tecnica Ambientale presso l’Università Politecnica delle Marche. Nato nel 1978, materano, 2 figlie, autore di più di 40 lavori scientifici di valenza internazionale, nel 2006 ha fondato lo studio di Ingegneria Civile e Ambientale nella città di Matera. Già M5S, ora è deputato del gruppo Misto alla Camera dei Deputati.

a cura di Ennio Braicovich

14/04/2020

Gli esperti riuniti da Saracco hanno fatto i conti per stabilire il numero necessario di dispositivi di protezione necessari ai lavoratori piemontesi e italiani e fatto il punto su tecnologia e contagio

12/04/2020

In città gli operatori del settore si alleano per evitare caduta generalizzata dei prezzi

Indirizzo

Via Torino 185
Nichelino
10042

Orario di apertura

Lunedì 09:00 - 13:00
15:00 - 19:00
Martedì 09:00 - 13:00
15:00 - 19:00
Mercoledì 09:00 - 13:00
15:00 - 19:00
Giovedì 09:00 - 13:00
15:00 - 19:00
Venerdì 09:00 - 13:00
15:00 - 19:00
Sabato 09:00 - 13:00
15:00 - 19:00

Telefono

+3901119210793

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